Perché in Svizzera è considerato persona non grata il vicepresidente dell'Iraq ma non Bradley Birkenfeld, che è stato addirittura ricompensato per le sue attività illecite?
13.3589 · Interpellanza · 2013-06-21
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il 30 agosto 2013, al vicepresidente iracheno sunnita Tareq al-Hashemi, titolare di un passaporto diplomatico, è stata negata dal "governo svizzero" la concessione di un visto, senza indicazione dei motivi e contravvenendo alla prassi vigente. Tra le cerchie di specialisti del Vicino Oriente, S. E. è considerata una figura chiave per risolvere in modo duraturo i problemi politici interni all'Iraq o comunque legati al Paese. Ciò malgrado i persistenti e gravi disaccordi tra i dirigenti sciiti, sunniti e curdi dopo il ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq e nonostante S. E. sia stata temporaneamente spodestata con un colpo di Stato dal primo ministro sciita tuttora in carica. Contro S. E. è anche stato emesso un mandato di cattura internazionale. Inoltre, un tribunale di Bagdad, che secondo la costituzione non dispone di alcuna autorizzazione a tal fine e sembra avere vincoli con il primo ministro, ha recentemente condannato S. E. a morte per impiccagione addirittura in contumacia. Tutto ciò in palese violazione del diritto vigente, come dimostrato in un amicus curiae. S. E. si trova attualmente a Istanbul, dove, sotto la protezione delle autorità turche, prosegue le consultazioni che erano previste in Svizzera per la preparazione di una conferenza successiva alla Conferenza di Losanna del 1923 al fine di sviluppare soluzioni politiche durature anche per il conflitto siriano.
1. Che cosa ha spinto il Consiglio federale a marchiare il vicepresidente iracheno Tareq al-Hashemi come persona non grata, in modo duraturo e contravvenendo alla tradizione, e a negargli il salvacondotto nonché l'ingresso in Svizzera?
2. Il Consiglio federale intende ostacolare la diplomazia parallela portata avanti con successo a suo tempo in particolare dal benemerito segretario di Stato Edouard Brunner, anche a rischio di estendere inevitabilmente tale affronto all'intero Stato dell'Iraq, invece di fare tutto il possibile per promuoverla nell'interesse generale?
3. A quali condizioni è disposto ad appoggiare gli sforzi volti a organizzare una conferenza successiva alla Conferenza di Losanna del 1923 e a consentire a tal fine anche visite private in Svizzera da parte del vicepresidente iracheno Tarq al-Hashemi?
Stellungnahme des Bundesrates
Il 28 agosto 2012, Tareq Ahmed Bakr al-Hashemi ha depositato presso il Consolato svizzero di Istanbul una richiesta di visto multiplo per sé stesso, il suo capo di stato maggiore, il suo segretario privato, il suo autista privato e due guardie del corpo. Nell'invito presentato non era specificato quale fosse il motivo del viaggio in Svizzera né perchè fosse necessario o giustificato.
La richiesta di visto è stata rifiutata il 30 agosto 2012 per iscritto. Contro la decisione di rifiuto del visto può essere fatta opposizione scritta entro trenta giorni dalla sua notifica (art. 6 cpv. 2 bis della legge federale sugli stranieri, LStr, RS 142.20), tuttavia Tareq al-Hashemi non si è avvalso di questo diritto.
Del resto, S. E. al-Hashemi non è stato dichiarato "persona non grata" in Svizzera. Soltanto i dipendenti dei servizi diplomatici o consolari accreditati in Svizzera possono essere dichiarati "persona non grata" e ciò non è il caso per Tareq Ahmed Bakr al-Hashemi. Inoltre il rifiuto del visto non costituisce un ammonimento.
Il Consiglio federale non è al corrente di possibili sforzi volti a organizzare una conferenza successiva alla Conferenza di Losanna del 1923 e non si esprime quindi riguardo a questo punto.
Risposta del Consiglio federale.