Obbligo di registrare i tempi di lavoro. Possibilità di stilare una dichiarazione di rinuncia in alcuni settori
13.3708 · Mozione · 2013-09-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 45 (Obbligo d'informazione) e l'articolo 46 (Elenchi e altri atti) della legge sul lavoro, nonché l'articolo 72 (Accesso all'azienda) e l'articolo 73 (Elenchi e altri atti) dell'ordinanza sul lavoro 1, affinché i dipendenti di taluni settori abbiano la facoltà di firmare una dichiarazione di rinuncia in merito all'obbligo di registrare i tempi di lavoro (Opting Out).
Begründung
In alcuni settori l'obbligo di registrare i tempi di lavoro non è praticabile. I recenti controlli svolti con estrema difficoltà in alcuni cantoni, sia presso i lavoratori che presso i datori di lavoro, ad esempio nell'Investment Banking oppure nel ramo della consulenza, hanno provocato tensioni e profonde incomprensioni. In questi settori, infatti, né i lavoratori né i datori di lavoro sono favorevoli alla registrazione burocratica degli orari di lavoro. Di conseguenza, i lavoratori che lo desiderano devono avere la facoltà di rinunciare alla registrazione dei tempi di lavoro (Opting Out).
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale riconosce che è necessario adattare alcune disposizioni attualmente in vigore riguardanti la registrazione degli orari di lavoro. Oggi il mondo del lavoro permette ad alcune categorie di lavoratori di definire e organizzare la propria attività in modo autonomo e responsabile, in particolare al di fuori dell'ufficio e degli orari di lavoro standard. La possibilità di esonerare alcune categorie professionali dall'obbligo di registrare regolarmente i tempi di lavoro appare, dunque, un'ipotesi da prendere in considerazione. Tuttavia la richiesta dell'autore della mozione non tiene pienamente conto delle azioni già intraprese e dei lavori in corso. Già da diversi anni, infatti, sono state avviate le discussioni volte a trovare una soluzione al problema, attraverso la revisione dell'articolo 73 dell'ordinanza sul lavoro 1 (OLL 1) che non rispecchia più pienamente la realtà dell'attuale mondo del lavoro. Un progetto, sottoposto recentemente a consultazione, è stato infine abbandonato a causa di profonde divergenze tra le parti sociali. La SECO è stata incaricata di modificare tale proposta e presentare un nuovo progetto di revisione. Qualora questa procedura non permetta di giungere a un accordo con le parti sociali, il Consiglio federale valuterà la possibilità di proporre al Parlamento una revisione dell'articolo 46 della legge sul lavoro (LL). Per il Consiglio federale la revisione dell'articolo 45 LL, riguardante l'obbligo d'informazione, e dell'articolo 72 OLL 1, che regola l'accesso degli organi di esecuzione all'azienda, non è una misura opportuna. Si tratta, infatti, di diposizioni che disciplinano aspetti fondamentali e la cui modifica andrebbe al di là della richiesta contenuta nella mozione, ossia l'adeguamento all'evidente evoluzione del mondo del lavoro delle modalità con cui si registrano gli orari lavorativi. Inoltre, secondo il Consiglio federale, la possibilità di mettere in atto un sistema per l'esonero dall'obbligo di registrazione dell'orario di lavoro mediante una convenzione (Opting Out) dovrebbe limitarsi a un determinato gruppo di lavoratori che hanno una grande autonomia sull'organizzazione e sulla gestione delle loro ore lavorative. Nonostante questa situazione sia certamente più frequente in alcuni settori, effettuare una distinzione a seconda delle categorie professionali andrebbe contro i principi generali del diritto pubblico del lavoro. È più opportuno, infatti, stabilire alcuni criteri affinché soltanto le persone che hanno un grado di autonomia e responsabilità sufficiente possano beneficiare di un alleggerimento della disposizione, magari partendo da una base salariale combinata ad altri fattori. Nel complesso, il Consiglio federale ritiene che l'eventuale alleggerimento dovrebbe essere circoscritto e che il principio della registrazione burocratica degli orari di lavoro, il cui utilizzo è facilitato e adattato al contesto specifico di ogni settore, dovrebbe continuare a essere applicato alla maggioranza dei lavoratori. In tal modo si garantisce, infatti, la protezione della salute del lavoratore e la trasparenza delle relazioni contrattuali, colonne portanti del buon funzionamento del nostro mercato del lavoro. Al momento le discussioni volte a gettare le basi di un nuovo progetto di revisione della OLL 1 restano la soluzione più adeguata per affrontare la questione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.