13.3723 · Interpellanza · 2013-09-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quali misure pensa di intraprendere la Confederazione per conciliare meglio lavoro e famiglia dopo che il 3 marzo 2013 la maggioranza dei cantoni ha rifiutato l'articolo costituzionale sulla politica familiare? (Il popolo aveva detto sì).
2. Quali possibilità intravede il Consiglio federale per promuovere le possibilità di tempo parziale anche per gli uomini (miglioramento delle condizioni quadro, legislazione)?
3. Vi sono già iniziative in tal senso e, in caso affermativo, quali? (a parte il progetto "Teilzeitmann" e il miglioramento della LPP; cfr. risposta all'interpellanza Aubert 12.3492)
4. Esistono campagne o progetti a favore del lavoro a tempo parziale che si rivolgano ai datori di lavoro?
Begründung
Conciliare impegni famigliari e professionali è una problematica che non riguarda soltanto le donne! Anche gli uomini - sposati, divorziati o facenti parte di famiglie allargate - desiderano partecipare più intensamente alla vita di famiglia e occuparsi dei figli. Spesso ciò si rivela impraticabile perché ridurre il grado d'occupazione a tempo pieno e passare al tempo parziale sembra impossibile. Secondo l'Ufficio federale di statistica, più della metà delle donne con attività lucrativa lavorano a tempo parziale, in confronto a soltanto un uomo su sette.
Il lavoro a tempo parziale è dunque una caratteristica tipica delle donne nel mondo del lavoro, ma è anche considerato un vicolo cieco quanto a carriera, stipendio e assicurazioni sociali. È vero che, attualmente, è in corso la campagna per il progetto "Teilzeitmann" cofinanziata dall'Ufficio federale per l'uguaglianza tra donna e uomo (UFU). Per i lavoratori è senz'altro utile, ma non cambierà l'atteggiamento dei datori di lavoro che invece guardano con scetticismo al part-time maschile.
Stellungnahme des Bundesrates
Come sottolineato anche nell'iniziativa sul personale qualificato, attuata dal Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) insieme ai cantoni e alle parti sociali, la maggiore conciliabilità tra lavoro e famiglia è un obiettivo importante per il Consiglio federale.
Risposte alle singole domande:
1. In adempimento del postulato Tornare 13.3135, "Politica familiare", il Consiglio federale presenterà un rapporto in cui illustrerà come potrebbe essere sviluppata la politica familiare svizzera nel quadro dell'attuale ripartizione delle competenze, indicando le priorità e gli obiettivi, nonché gli strumenti e i mezzi necessari.
Inoltre, il 30 ottobre 2013 il Consiglio federale ha approvato il rapporto "Vaterschaftsurlaub und Elternurlaub, Auslegeordnung und Präsentation unterschiedlicher Modelle" in adempimento del postulato Fetz 11.3492. Il testo illustra e commenta svariati modelli di congedo paternità e congedo parentale. Secondo il Consiglio federale, un congedo di questo tipo può contribuire a migliorare la ripartizione dei ruoli in famiglia, pur non essendo questo il suo intento primario. In effetti, diversamente dalle soluzioni di custodia complementari alla famiglia e alla scuola, questo congedo riguarda soltanto il breve periodo che segue la nascita del bambino.
2./3./4. Le imprese svolgono un ruolo importante nel miglioramento dell'offerta di condizioni di lavoro favorevoli alla famiglia, tra le quali figura in particolare il lavoro a tempo parziale. La Confederazione sostiene attivamente le imprese organizzando progetti d'informazione e di sensibilizzazione e diffondendo buone pratiche, e questo sempre con l'obiettivo di creare per donne e uomini condizioni di lavoro favorevoli alla famiglia. Ne sono un esempio il manuale per le PMI "Lavoro e famiglia", l'attività dei servizi specializzati che forniscono consulenza a imprese e organizzazioni per promuovere la conciliabilità tra lavoro e famiglia nonché il finanziamento del progetto "Change to win-win"inteso a incentivare la conciliabilità tra lavoro e famiglia nelle imprese.
Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell'interno (DFI) di vagliare entro metà 2014 una norma di diritto federale che darebbe ai dipendenti la facoltà di ridurre il tasso di occupazione dopo la nascita di un figlio. La Confederazione, come datore di lavoro, ha introdotto un regime di questo tipo con la nuova versione dell'ordinanza sul personale federale (OPers; RS 172.220.111.3, in vigore dal 1° luglio 2013). L'articolo 64 capoverso 4 OPers prevede differenti forme di durata del lavoro e la possibilità del lavoro a tempo parziale e della condivisione del posto di lavoro (job sharing). L'amministrazione federale incoraggia i superiori a venire incontro, per quanto possibile, alle richieste dei collaboratori. Spesso la questione del lavoro a tempo parziale si pone quando un collaboratore diventa padre. Il Consiglio federale ne è consapevole e, per il personale federale, ha deciso di consentire ai genitori di ridurre il loro tasso di occupazione del 20 per cento al massimo dopo la nascita o l'adozione di un figlio. Il nuovo tasso di occupazione non può tuttavia essere inferiore al 60 per cento (art. 60a OPers).
Il progetto "Teilzeitmann" è un'iniziativa di ampia portata che si rivolge non solo ai dipendenti ma anche, in modo mirato, ai datori di lavoro. Inoltre, quest'anno è stato lanciato dalla Kaufmännischen Verband Ost e dalla Società svizzera degli impiegati del commercio un altro progetto intitolato "KVision Mann und Teilzeitarbeit", finanziato con gli aiuti previsti dalla legge sulla parità dei sessi.
Risposta del Consiglio federale.