Strategia di lotta alle infezioni virali sessualmente trasmissibili. Test di depistaggio più mirati
13.3734 · Interpellanza · 2013-09-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è disposto a sostenere un'esecuzione più mirata di test di depistaggio come strategia per combattere efficacemente le infezioni virali sessualmente trasmissibili (IST)? In caso contrario, quale altra strategia potrebbe essere efficace?
Begründung
In Svizzera, le infezioni da HIV (AIDS), HCV (epatite C) e HBV (epatite B) riguardano insieme oltre l'1,4 per cento della popolazione (HIV: 20 000 a 30 000 persone; HCV: 70 000 a 100 000; HBV: 20 000 a 40 000). Il numero di nuovi contagi è attualmente stabile, ma molti portatori dei virus in questione li trasmettono senza saperlo e/o senza rendersene conto. In poco tempo, per esempio, il numero di nuovi contagi da HCV tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini (MSM) è aumentato di 18 volte e ogni anno vengono segnalate 600 nuove infezioni da HIV, 1500 da HCV e 100 da HBV. Per l'HCV, i costi per tutti i casi non curati si aggireranno sui 40 a 50 milioni di franchi l'anno entro il 2030 (costo di un trapianto di fegato: 150 000 franchi).
Una misura efficace dal profilo dei costi per combattere le IST consiste nell'esecuzione mirata di test di depistaggio, ossia nel procedere a un accertamento diagnostico laddove sussistono determinati sospetti. Alcuni studi hanno dimostrato che il rapporto costi-benefici di un test è legato a doppio filo all'incidenza della relativa malattia nella popolazione esaminata. La strategia adottata dalla Svizzera per il depistaggio dell'HIV (Bulletin UFSP 21/07) è incentrata su sintomi e quadri clinici in presenza dei quali il test deve essere sistematicamente raccomandato. In presenza di determinati sintomi, infatti, l'incidenza dell'infezione è maggiore e il test più efficace dal profilo dei costi (ciò che non sarebbe il caso se venisse eseguito a tappeto). Sulla base di queste considerazioni, è lecito chiedersi se le esperienze acquisite nella strategia per combattere l'infezione da HIV non debbano essere integrate anche nel depistaggio delle infezioni da HCV e HBV e se non sia opportuno elaborare linee guida specifiche che indichino per quali gruppi di popolazione con una maggiore incidenza di infezioni da HCV e HBV l'esecuzione di test debba essere sistematicamente raccomandata (per le infezioni da HCV: i babyboomer nati fra il 1945 e il 1965).
Il recente aumento del numero di nuove infezioni da HIV, per esempio, può essere ricondotto a un miglioramento del depistaggio nei gruppi di popolazione con una maggiore incidenza di infezioni da tale virus.
La diagnosi precoce di una IST:
1. permette di accedere tempestivamente a una consulenza/terapia;
2. impedisce che il costo del trattamento lieviti a causa della diagnosi tardiva e dei danni nel frattempo occorsi alla salute;
3. impedisce la trasmissione inconsapevole del virus al partner sessuale e, nel caso delle infezioni da HCV individuate e curate tempestivamente, evita tra i 40 e i 50 trapianti di fegato ogni anno.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono causate sia da virus (p. es. virus dell'immunodeficienza umana o dell'epatite B) sia da batteri (in particolare batteri responsabili della sifilide, della gonorrea e delle clamidiosi). L'epatite C, per contro, è una malattia virale il cui contagio per via sessuale è relativamente raro.
Per quanto riguarda l'HIV e altre IST, il Consiglio federale è favorevole all'esecuzione mirata di test di depistaggio come chiesto dall'autrice dell'interpellanza. Lo stesso programma nazionale HIV e altre infezioni sessualmente trasmissibili (PNHI) 2011-2017 prevede esplicitamente l'elaborazione di concetti di testing specifici affinché le persone appartenenti ai gruppi bersaglio dell'asse di intervento 2 (uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, lavoratori del sesso, migranti provenienti da Paesi ad alta prevalenza, consumatori di stupefacenti per via endovenosa e detenuti) si sottopongano regolarmente al test dell'HIV e di altre IST, anche se in momenti e con una frequenza diversi a seconda del comportamento sessuale del singolo individuo (numero di partner sessuali, uso del preservativo, altre strategie di protezione). Decisa dal Consiglio federale, oggi questa strategia è affermata e parzialmente attuata. Le analisi di laboratorio che essa richiede sono in parte molto costose. In presenza di un'indicazione medica sono sì rimborsate dall'AOMS, ma previa deduzione dell'aliquota percentuale e della franchigia.
Presumibilmente molte delle persone che dovrebbero sottoporsi a test di depistaggio mirati sono giovani e sane e hanno sottoscritto una franchigia elevata per beneficiare di una riduzione dei premi di cassa malati. Dato che i costi delle analisi di laboratorio in questione sono interamente a loro carico, è lecito supporre che spesso decidano di non sottoporsi ai test indicati e raccomandati dal profilo medico, e questo non solo a scapito della loro stessa salute, ma anche della salute pubblica e di coloro che pagano i premi. Le infezioni non diagnosticate, infatti, hanno conseguenze tardive sulla salute delle persone colpite, possono richiedere una terapia più complessa e vengono trasmesse ad altri. Tutto ciò può comportare costi aggiuntivi a carico dell'AOMS.
Le infezioni da virus dell'epatite B possono essere evitate, con una spesa contenuta, mediante una vaccinazione raccomandata dal 1998 a tutti gli adolescenti. Inoltre, le gestanti sono sottoposte al test dell'epatite B affinché, qualora il risultato sia positivo, il neonato possa essere immunizzato. A ciò si aggiunge la raccomandazione di vaccinazione per tutte le persone con un elevato rischio di entrare in contatto con un portatore del virus HBV (p. es. personale medico, odontoiatrico e sanitario, consumatori di stupefacenti e loro assistenti, persone che cambiano spesso partner sessuale, lavoratori del sesso, pazienti in dialisi ecc.). Infine, l'inserimento della vaccinazione contro l'epatite B tra le vaccinazioni raccomandate in Svizzera ha già permesso di raggiungere una copertura vaccinale tale da innescare una diminuzione del numero di nuovi contagi e questa tendenza proseguirà anche in futuro.
Il virus dell'epatite C si trasmette per via sessuale solo in rari casi. In passato il contagio avveniva principalmente durante gli interventi chirurgici, quando ancora non era possibile analizzare il sangue e gli emoderivati per verificare la presenza di questo virus, mentre oggi resta diffuso fra i consumatori di stupefacenti per via endovenosa. L'esecuzione di test di depistaggio mirati per l'epatite C è già oggetto di raccomandazioni emanate dall'Ufficio federale della sanità pubblica e dal gruppo di specialisti Swiss Experts in Viral Hepatitis (SEVHep): una loro versione aggiornata è stata pubblicata nel 2013 sulla rivista specializzata "Swiss Medical Weekly". L'esecuzione mirata di test di depistaggio è raccomandata per le persone appartenenti ai gruppi ad alto rischio (consumatori o ex consumatori di stupefacenti, persone che hanno ricevuto un organo o una trasfusione di sangue sino alla fine degli anni 1980, pazienti in dialisi, bambini nati da madri infette e personale sanitario dopo un'esposizione a sangue infetto). Le raccomandazioni sono periodicamente riviste e allineate a quelle internazionali. Attualmente si sta valutando l'utilità di raccomandare test di depistaggio mirati alle persone nate negli anni 1955-1975.
2. Il Consiglio federale ha inserito nel PNHI l'esecuzione mirata di test di depistaggio come strategia per combattere efficacemente l'HIV e altre IST. È quindi favorevole all'impiego di questi test anche per la diagnosi di altre infezioni virali trasmissibili come l'epatite C. Ritiene pertanto che la richiesta dell'autrice dell'interpellanza sia già oggi ampiamente soddisfatta.
Risposta del Consiglio federale.