13.3764 · Interpellanza · 2013-09-23
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Nel luglio 2013, l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ammette a titolo provvisorio una donna afghana con i suoi quattro figli. Non reputa necessario esaminare la verosimiglianza dei motivi d'asilo e concede l'ammissione provvisoria "alla luce della situazione famigliare". Il TAF mette in questione questa decisione presa "per economia procedurale".
Sempre nel luglio 2013, dopo vent'anni in Svizzera una donna sola, madre di quattro figli, si vede revocare il permesso B umanitario ottenuto nel 2003 e rilasciare un permesso F in seguito alla separazione da un uomo violento, che non è il padre dei suoi figli. Fatto ancora più grave, la figlia maggiore, tredicenne, subisce la medesima sorte, allorquando non ha conosciuto altro Paese che la Svizzera. Il permesso F le rende molto difficile un'integrazione professionale.
In relazione a queste due situazioni, pongo pertanto al Consiglio federale le domande seguenti:
1. È ammissibile che l'UFM prenda decisioni sommarie per "economia procedurale", decisioni che potenzialmente incideranno a lungo termine sul futuro di donne e minori mantenendoli in una situazione di precarietà pregiudizievole sia per loro sia per la società?
2. Il Consiglio federale è consapevole del circolo vizioso in cui rischiano di ritrovarsi intrappolate queste famiglie mantenute in uno statuto precario, una volta che il ritorno sarà comunque durevolmente inesigibile?
3. Come può essere tutelato l'interesse superiore dei minori residenti in Svizzera se una ragazzina che conosce soltanto la Svizzera e la cui probabilità di ritorno nel Paese d'origine è praticamente nulla si vede revocare il permesso B e rilasciare un permesso F, così poco propizio all'integrazione?
4. Quali misure può adottare il Consiglio federale per evitare tali decisioni controproducenti sia per gli interessati sia per la società?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale non è a conoscenza dei casi menzionati nell'interpellanza. Va inoltre osservato che per principio non si esprime in merito alle decisioni del Tribunale amministrativo federale e che non può comunicare dettagli di dossier personali che gli interessati non hanno reso noti.
Risposta del Consiglio federale.