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13.3808 · Mozione · 2013-09-25

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a non autorizzare i cantoni ad aumentare dal 30 al 50 per cento la quota degli elettori che possono esprimere il proprio voto per via elettronica. Pertanto è invitato anche a rinunciare alla modifica dell'ODP a partire dal 1° gennaio 2014 annunciata nel terzo rapporto concernente il voto elettronico.

Begründung

I media hanno recentemente rivelato che un pirata informatico è riuscito a introdursi abusivamente nel sistema di voto elettronico ginevrino, per fortuna a fini pedagogici e senza cattive intenzioni. Il pirata ha agito sfruttando un errore, peraltro noto da tempo, considerato un "difetto congenito" del sistema. Inoltre, i recenti scandali sulle intrusioni dei servizi segreti esteri, principalmente americani, nella sfera privata elettronica dei cittadini svizzeri dimostrano che la segretezza del voto via Internet non è garantita. Una tale minaccia della democrazia non è accettabile.

Nonostante ciò, nel terzo rapporto concernente il voto elettronico del 14 giugno 2013 il Consiglio federale rende nota la sua intenzione di autorizzare i cantoni, a partire dal 1° gennaio 2014, ad aumentare la quota dei cittadini che possono esprimere il proprio voto via Internet. Tuttavia, l'analisi di sicurezza dell'errore del sistema ginevrino si svolgerà solo dopo questa data. Non è quindi da escludere che, autorizzando una più ampia partecipazione tramite voto elettronico (fino al 50 per cento degli elettori!), il Consiglio federale metta a repentaglio l'attendibilità di una grande quantità di voti e rischi di distorcere il risultato di uno o più scrutini. Inoltre, tale maniera di procedere è in totale contraddizione con il principio sancito a più riprese nel terzo rapporto che propone di estendere il voto elettronico "privilegiando la sicurezza, senza forzare i tempi". Dato che palesemente la sicurezza in questo caso non viene garantita, forzare i tempi potrebbe diventare dannoso. In queste condizioni, un'estensione delle prove di voto elettronico non soddisfa la condizione di cui all'articolo 8a capoverso 2 della LDP in base alla quale gli "abusi" devono essere "esclusi".

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Preliminarmente va rilevato che non vi è stato alcun attacco al sistema ginevrino. In realtà è stato unicamente simulato un attacco a una copia del sistema in questione.

Il cosiddetto client, vale a dire la piattaforma utilizzata dagli aventi diritto di voto, è probabilmente il principale punto debole dei sistemi di questo tipo, poiché sfugge al controllo di chi gestisce il sistema. Tale problema è noto anche a chi gestisce i sistemi di voto elettronico (nella fattispecie le autorità federali e cantonali responsabili delle elezioni e delle votazioni). Per questa ragione il voto elettronico ha sinora coinvolto soltanto una porzione assai ristretta dell'elettorato (non oltre il 30 per cento degli aventi diritto di voto sul piano cantonale e il 10 per cento al massimo dell'elettorato svizzero). Come precisato dal Consiglio federale nel terzo rapporto sul voto elettronico, tali limiti saranno innalzati soltanto dopo che i sistemi avranno soddisfatto i nuovi requisiti di sicurezza, ancora più severi. Tali requisiti sono imperniati sulla verificabilità, un metodo riconosciuto dalla dottrina scientifica che permette di accertare la regolarità della trasmissione e dell'elaborazione del voto elettronico. Assicurando la massima trasparenza e garantendo nel contempo la segretezza del voto, tale metodo rafforza la fiducia dell'elettorato. La verificabilità è inoltre la soluzione a problemi come la simulazione di attacco summenzionata.

Le basi legali concernenti il voto elettronico sono state adeguate di conseguenza e dovrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2014. Le nuove norme prevedono limiti diversi in funzione del sistema applicato: i sistemi che garantiscono la verificabilità individuale, ad esempio, potranno coinvolgere in una prova di voto elettronico sino al 50 per cento dell'elettorato cantonale, ma non oltre il 30 per cento dell'elettorato svizzero.

Il voto elettronico sarà aperto all'intero elettorato, quale terzo canale di voto complementare, soltanto quando sarà stata assicurata la completa (vale a dire individuale e universale) verificabilità dei sistemi. L'innalzamento dei limiti è inoltre subordinato all'adempimento di ulteriori requisiti di sicurezza, quale ad esempio lo svolgimento di controlli periodici da parte di enti riconosciuti dalla Confederazione.

In questo senso si continuerà a tener fede al motto "privilegiare la sicurezza senza forzare i tempi". L'introduzione graduale del nuovo sistema di voto, per la quale si è optato in Svizzera, ha dato buoni frutti anche all'estero e non necessita pertanto di correzioni. Nel definire i nuovi standard di sicurezza si è del resto tenuto conto anche delle raccomandazioni formulate dall'OSCE/ODIHR dopo le elezioni al Consiglio nazionale del 2011. I nuovi requisiti stabiliti dalla Svizzera sono dunque conformi agli standard internazionali. In sede di definizione degli standard futuri e di modifica delle basi legali si è infine lavorato a stretto contatto con gli specialisti del settore.

Per i motivi summenzionati non si ritiene opportuno apportare correttivi alla procedura prevista, tanto più che l'introduzione del voto elettronico riveste grande importanza soprattutto per gli Svizzeri all'estero e gli aventi diritto di voto con disabilità, giacché soltanto questo canale di voto permette ai primi di votare in tempo utile e ai secondi di esprimere il voto in modo autonomo.

Stando a quanto dichiarato dai cantoni, la verificabilità individuale, e con essa un primo innalzamento del limite al 50 per cento dell'elettorato, non sarà assicurata prima della fine del 2014. Il coinvolgimento dell'intero elettorato, grazie all'introduzione di sistemi che garantiscono la verificabilità completa, non è invece ipotizzabile prima del 2018.

Per il resto si rimanda al parere del Consiglio federale concernente la mozione Glättli 13.3812.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.