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Porre fine all'impostura amministrativa, fiscale, ideologica, politica e scientifica del riscaldamento climatico

13.3867 · Interpellanza · 2013-09-26

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Mentre il comitato esecutivo dell'IPCC si sta riunendo in Svezia (durante un picco di attività solare) per cercare di mantenere in vita il mito del riscaldamento climatico antropico (a causa del quale tasse sul CO2 e altro costano sempre di più alla collettività) a fronte dell'evidenza dimostrata da un numero crescente di scienziati coraggiosi - coraggiosi perché ostracizzati da un decennio - che il clima non si riscalda quasi più (nonostante le emissioni di CO2 siano aumentate notevolmente), e che probabilmente assisteremo addirittura a un periodo di glaciazione più o meno transitorio (http://wattsupwiththat.com/2012/12/13/ipcc-ar5-draft-leaked-contains-game-changing-admission-of-enhanced-solar-forcing; http://www.telegraph.co.uk/earth/environment/climatechange/10294082/Global-warming-No-actually-were-cooling-claim-scientists.html):

Non sarebbe finalmente giunto il momento che il Consiglio federale dia prova di un minimo di senso critico nei confronti di ONU e compagnia, come pure di un maggiore senso di responsabilità politica nei riguardi di cittadini e cittadine contribuenti, piccole e medie imprese e dell'intero il Parlamento:

1. facendo l'inventario di tutti i provvedimenti, i lavori amministrativi e quant'altro sia stato effettuato in vista della loro soppressione; 2. sospendendo gli studi, l'assegnazione di fondi e l'elaborazione di nuovi testi e regolamenti inutili;

3. restituendo alle persone fisiche e giuridiche coinvolte gli importi indebitamente riscossi?

Stellungnahme des Bundesrates

Nel rapporto più recente del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC), la cui prima parte è stata pubblicata il 27 settembre 2013, oltre 3000 scienziati hanno fatto il punto sulle conoscenze scientifiche in materia di ricerca climatologica. A tal fine sono stati analizzati 9200 articoli scientifici. Nel quadro di una procedura di consultazione molto ampia, nel progetto del rapporto sono confluite decine di migliaia di commenti. Anche le voci critiche sono state prese in seria considerazione. Il rapporto costituisce, al momento, la raccolta più dettagliata ed esaustiva sugli studi climatologici. 195 Paesi, tra cui anche la Svizzera, hanno condiviso i contenuti principali della sintesi destinata ai decisori politici, secondo cui il cambiamento climatico osservato è un fenomeno assodato che, senza una riduzione massiccia delle emissioni di gas serra, evolverà ulteriormente. L'influsso antropico sul sistema climatico è inconfutabilmente dimostrato. Inoltre, l'attenuazione dell'aumento delle temperature osservato negli scorsi 15 anni non va interpretato come un segnale rassicurante. Il meccanismo fisico alla base dell'effetto serra è tuttora valido e oggetto di consenso.

I cambiamenti climatici comportano rischi notevoli per gli esseri umani e gli ecosistemi. La politica ha il compito di far fronte a tali rischi ai sensi del principio di precauzione. Ciò tenendo conto anche del fatto che gli effetti negativi dei cambiamenti climatici colpiranno soprattutto le generazioni future, nei confronti delle quali abbiamo una responsabilità.

Bloccare i lavori dell'IPCC non sarebbe giustificato. Alla politica internazionale e nazionale si toglierebbe uno strumento di base importante, anche se non l'unico, per lo sviluppo di una politica climatica coerente e fondata su fatti.

Dal 1° gennaio 2013 è in vigore la revisione della legge sul CO2, che è stata approvata dal Parlamento con una netta maggioranza. La legge prevede che in Svizzera le emissioni di gas serra devono essere ridotte del 20 per cento entro il 2020. Una delle misure adottate per cogliere l'obiettivo di riduzione è la tassa sul CO2 applicata ai combustibili, che viene in gran parte ridistribuita alla popolazione e all'economia. Un terzo dei proventi va a beneficio della popolazione sotto forma di contributi finanziari messi a disposizione nell'ambito del Programma edifici, che giova anche al settore della costruzione.

Risposta del Consiglio federale.

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