13.3873 · Interpellanza · 2013-09-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il 4 settembre scorso i media hanno diffuso la notizia di un incidente che ha interessato un elevato numero di giovani caprioli oggetto di uno studio dell'Università di Zurigo nella regione di Simmental e Kandertal. Gli animali erano stati dotati di un collare trasmittente, che al crescere del diametro del collo delle giovani bestie non si è però allargato di conseguenza. Per risparmiare loro ulteriori sofferenze si è chiesto l'intervento di un guardiacaccia che li ha abbattuti. Chiedo quindi al Consiglio federale di rispondere con sollecitudine alle seguenti domande:
1. Qual è lo scopo dello studio in questione?
2. Quanti esemplari erano stati effettivamente provvisti di un collare trasmittente?
3. Durante l'ora delle domande la Consigliera federale ha accennato al cambio del fornitore dei collari. Perché e con quale altro fornitore si è sostituito il vecchio fornitore?
4. I risultati dello studio si sarebbero potuti ottenere anche in un altro modo? Senza o con meno animali?
5. Quanto costa in totale lo studio, comprese le ore di lavoro dei ricercatori e degli impiegati pubblici?
6. Chi partecipa ai costi?
7. Da chi e come sono state catturate le bestie? Sono state rispettate le disposizioni della legge federale sulla protezione degli animali?
8. Durante la cattura ci sono stati problemi? Le bestie hanno sofferto? Ci sono riscontri al riguardo?
9. Perché non si sono impiegati microchip?
10. Il metodo scelto non contravviene alla legge federale sulla protezione degli animali (maltrattamento di animali)?
11. È stata sporta denuncia contro i responsabili dell'errore?
12. Se no, perché?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Un qualificato team di ricercatori dell'Università di Zurigo, guidato dal professor Lukas Keller, sta studiando come la forte presenza di linci possa influire sullo sviluppo di una popolazione di caprioli dell'Oberland bernese. Si vuole studiare, in particolare, il diverso tasso di mortalità dei caprioli per cause varie, tra cui attacchi delle linci, malattia e incidenti stradali, come pure l'influenza della lince sul comportamento spaziale dei caprioli.
2. Nel 2012 e 2013 sono stati catturati e dotati di collare trasmittente 143 caprioli in totale.
3. Con i collari utilizzati nel 2012 ci sono stati problemi legati ai tempi di consegna e di tipo tecnico (potenza di trasmissione). Il gruppo di ricerca ha quindi deciso di cambiare fornitore ed è passato alla ditta neozelandese Sirtrack, i cui collari erano già stati impiegati con successo su altre specie di ungulati.
4. Per condurre una ricerca sulle cause di mortalità della fauna selvatica è indispensabile che gli animali oggetto dello studio siano riconoscibili individualmente e dotati di collari trasmittenti, così da poterli controllare lungo l'intero ciclo di vita. 140 esemplari rappresenta la quantità minima necessaria affinché i risultati del progetto di ricerca siano attendibili.
5./6. La Confederazione cofinanzia questo studio di quattro anni per un totale di 477 000 franchi. I ricercatori e l'infrastruttura per la ricerca sono finanziati dall'università nel quadro di contratti di assunzione cantonale. I guardiacaccia delle zone di sorveglianza del Kandertal e del Simmental che hanno aiutato a catturare gli animali per dotarli di collare trasmittente sono impiegati del cantone di Berna. Alla cattura hanno, infine, collaborato anche alcuni volontari, offrendo gratuitamente diverse ore del loro tempo.
7./10.-12. Le operazioni di cattura degli animali, dapprima stanati poi presi con le reti, sono state organizzate e condotte dal gruppo di ricerca del professor Lukas Keller dell'Università di Zurigo, con l'aiuto di cacciatori e studenti. I guardiacaccia di competenza hanno messo a disposizione le proprie conoscenze del territorio e hanno sorvegliato dette operazioni. Il metodo utilizzato per catturare, contrassegnare e dotare gli animali di un collare è impiegato in tutta Europa per gli studi sui caprioli e si è finora dimostrato molto valido.
Il progetto è stato inoltre autorizzato dalla commissione cantonale per gli esperimenti sugli animali. Il Ministero pubblico del cantone di Berna sta attualmente verificando se ci siano state violazioni inconsapevoli o colpose della legge federale sulla protezione degli animali, e se debba essere sporta denuncia.
8. Durante le operazioni di cattura (in 34 casi con trappole a trabocchetto, in circa 60 con la rete) erano presenti veterinari che vigilavano sugli animali. Fatta eccezione per un singolo caso, non si sono registrati problemi particolari e dopo la liberazione gli animali hanno mantenuto un comportamento normale: nessuno degli esemplari adulti muniti di collare trasmittente è morto per cause naturali nei due mesi successivi alla cattura, il che dimostra che le operazioni sono state condotte senza arrecare uno stress eccessivo alle bestie. Solo un esemplare ha dovuto essere liberato dal guardiacaccia a seguito delle ferite riportate durante la cattura. Si ricordano, a titolo di paragone, alcuni dati statistici cantonali riferiti al cantone di Berna per il 2012: 1835 caprioli feriti sulle strade, 406 esemplari uccisi da falciatrici e 100 feriti da colpi di sparo durante la caccia.
9. I dati dei microchip impiantati, già utilizzati per contrassegnare cani e gatti, possono essere letti con un apposito lettore solo a distanze molto ravvicinate; pertanto i microchip non permetterebbero di localizzare rapidamente un capriolo morto per stabilirne la causa del decesso. Inoltre, i microchip non sono in grado di rilevare e registrare punti GPS né dati di movimento. Per gli studi sulla fauna selvatica i collari trasmittenti rappresentano uno strumento centrale, non intercambiabile con i microchip.
Risposta del Consiglio federale.