13.3887 · Interpellanza · 2013-09-26
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In relazione al commercio di carne di animali selvatici in Svizzera, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Come giudica questo fenomeno e quali conclusioni trae dal rapporto della "Tengwood Organization"?
2. Dov'è necessario intervenire per lottare contro il commercio illegale di carne di animali selvatici e quali misure vanno adottate?
3. Come valuta i rischi sanitari dell'importazione di questi prodotti, in particolare per quanto riguarda l'introduzione di malattie infettive? Come potrebbero essere combattuti?
4. È disposto a inasprire anche in Svizzera le disposizioni sui controlli e le sanzioni penali, conformemente alla risoluzione dell'ONU?
Begründung
In uno studio, l'organizzazione di protezione degli animali "Tengwood Organization" denuncia un drastico aumento del contrabbando di carne di animali selvatici (la cosiddetta "bush meat" o "carne della foresta"): si parla, approssimativamente, di 40 tonnellate di merce importata ogni anno illegalmente in Svizzera attraverso i suoi scali aeroportuali. Gran parte della carne sequestrata dalle autorità doganali proviene da animali selvatici protetti come i coccodrilli, i folidoti e i cercopitechi africani.
Il commercio illegale di specie selvatiche protette sembra essere un affare molto redditizio per le organizzazioni criminali. Non soltanto minaccia la sopravvivenza di animali protetti, ma aumenta anche il rischio di diffusione di malattie infettive importate. In Europa, questo tipo di carne è venduto a prezzi notevolmente più elevati che in Africa. L'ONU intende inasprire la lotta al traffico organizzato di animali selvatici equiparandolo al traffico di droga e ha già adottato un'apposita risoluzione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il commercio illegale di carne di animali selvatici è un fenomeno noto da tempo. Sono per contro nuove le informazioni sulle dimensioni che ha raggiunto e la forte percentuale di carne di animali protetti dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (RS 0.453). Il Consiglio federale sostiene quindi gli sforzi intrapresi per arginarlo.
2. Già oggi l'Amministrazione federale delle dogane (AFD), unitamente all'Ufficio federale di veterinaria (UFV), esegue, oltre a controlli a campione basati sui rischi, anche ispezioni mirate nell'ambito della carne di animali selvatici. Questi controlli sono costantemente migliorati e adeguati alla situazione. L'UFV ha quindi elaborato, insieme alla "Tengwood Organization", aiuti all'esecuzione destinati agli organi di controllo dell'UFV e ai collaboratori dell'AFD. Inoltre si stanno addestrando cani per la ricerca, al confine, di prodotti derivati da specie animali protette dalla CITES.
3. I rischi sanitari di questi prodotti e il pericolo di introdurre epizoozie in Svizzera attraverso la loro importazione non sono da sottovalutare. Attualmente si stanno esaminando campioni prelevati dalle merci confiscate. Il risultato delle analisi dovrebbe consentire una valutazione fondata dei rischi. Anche le misure menzionate al punto 2 dovrebbero contribuire a ridurre i rischi per la salute derivanti da tali prodotti.
4. La risoluzione approvata il 26 aprile 2013 dal Consiglio economico e sociale dell'ONU chiede agli Stati membri di considerare come crimini le infrazioni commesse da organizzazioni criminali nell'ambito del commercio illegale di animali e piante selvatici. Si esaminerà la possibilità di modificare in tal senso le disposizioni penali della legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES; RS 453), entrata in vigore il 1° ottobre 2013, e si valuterà come gli altri Stati attuano la risoluzione dell'ONU.
Risposta del Consiglio federale.