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13.3945 · Postulato · 2013-09-27

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di valutare la situazione sui cantoni di frontiera di taluni fenomeni di frontalierato, dumping, falsi indipendenti e di presentare un pacchetto di proposte per attenuarne gli effetti negativi. Sono in particolare da valutare:

1. la revisione delle convenzioni tra Svizzera e Paesi confinanti, allo scopo di attenuare l'onere fiscale per i cantoni toccati, ed eliminare le disparità di trattamento fiscale tra Svizzeri e frontalieri;

2. la possibilità di scambio d'informazioni con i Paesi confinanti sui guadagni percepiti dalle ditte estere;

3. maggiori finanziamenti federali agli organismi di controllo dei cantoni;

4. misure per contrastare i falsi indipendenti privi di notifica;

5. pagamento dell'IVA per prestazioni inferiori a 10 000 franchi;

6. inasprimento delle sanzioni per chi sgarra.

Begründung

L'introduzione della libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'UE ha cambiato profondamente il mercato del lavoro. Tra il 2007-2012 il numero di frontalieri è aumentato del 28,8 per cento, attestandosi a 256 000 unità. La maggior parte dei frontalieri attivi nel mercato del lavoro svizzero proviene da tre Paesi confinanti: Francia (135 000), Germania (54 000) e Italia (59 000). Quest'ultimo Paese ha fatto segnare l'aumento più marcato (più di 37 per cento). La terza grande regione con un elevato numero di frontalieri è il Ticino, dove rappresentano il 25 per cento del totale delle persone occupate, cinque volte la media svizzera (5,4 per cento) e di molto superiore anche alle altre regioni. Inoltre, la crescita esponenziale di ditte estere (i cosiddetti padroncini) nei cantoni di frontiera (in Ticino le notifiche pervenute nei primi sei mesi dell'anno in corso sono oltre 14 000 e superano quanto registrato per tutto il 2012) provocano un grave pregiudizio all'economia locale. Il fenomeno della sostituzione di manodopera indigena con quella estera correlata si accompagna a fenomeni di dumping salariale e di aumento di beneficiari di prestazioni socio-assistenziali per residenti stranieri.

Considerando che diversi mezzi d'intervento sono di competenza della Confederazione, si chiede al Consiglio federale di allestire un pacchetto di misure volte ad attenuare nei cantoni toccati gli effetti negativi sopraindicati. Per contrastare un fenomeno su vasta scala in preoccupante aumento occorre infatti una strategia nazionale e un coordinamento fra i vari dipartimenti coinvolti.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Le diverse soluzioni pattuite con gli Stati limitrofi in materia di imposizione dei lavoratori frontalieri prevedono, salvo nel caso del Principato del Liechtenstein, l'imposizione in Svizzera oppure un ristorno a beneficio dei cantoni. L'onere fiscale a carico dei frontalieri dovrebbe di principio essere equivalente (aliquota dell'imposta alla fonte fissata dai cantoni) o addirittura superiore (quando il salario è imponibile anche nello Stato di residenza) all'onere che grava sui contribuenti residenti in Svizzera. Inoltre, la Svizzera sta procedendo alla revisione della propria rete di convenzioni di doppia imposizione per integrarvi una clausola sullo scambio di informazioni su richiesta, conformemente al pertinente standard internazionale.

La Confederazione assume di principio il 50 per cento dei costi salariali generati dall'attività di ispezione degli organismi di controllo cantonali per l'esecuzione delle misure collaterali. Il complessivo sostegno finanziario da parte della Confederazione è dunque strettamente legato al numero dei controlli effettuati. In caso di necessità la Confederazione partecipa al finanziamento di ulteriori controlli e dell'assunzione di ispettori supplementari in regioni specifiche (ad es. nelle regioni di frontiera).

Il Consiglio federale è consapevole del problema causato dagli pseudo-indipendenti. Per questo motivo, nel 2012 aveva proposto al Parlamento di adottare nuove disposizioni intese a colmare le lacune già riscontrate. Il Parlamento ha quindi approvato la modifica della legge sui lavoratori distaccati (LDist) entrata in vigore il 1° gennaio 2013. Le nuove misure offrono strumenti supplementari per contrastare il fenomeno. I fornitori indipendenti sono tenuti a dimostrare il loro statuto e in caso di infrazione a quest'obbligo o di incapacità di fornire la prova richiesta possono essere puniti (art. 1a e 1b LDist, obbligo di fornire la prova, multe e interruzione dei lavori). Un gruppo di lavoro formato da rappresentanti dei cantoni, delle parti sociali e della Confederazione si sta occupando di analizzare l'esecuzione delle misure collaterali per fare il punto in merito al loro funzionamento. Il gruppo di lavoro esamina l'evoluzione delle misure attuali e l'eventuale necessità di ulteriori misure per l'avvenire e presenterà un rapporto entro fine anno.

Il Consiglio federale intende garantire la parità di trattamento in materia di IVA tra imprese indigene e imprese estere. Nell'ambito dell'attuazione della mozione della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale 13.3362 è prevista l'introduzione di misure che impongono il conteggio dell'IVA anche alle imprese estere operanti in Svizzera.

Il Consiglio federale reputa importanti le questioni sollevate nel postulato. Ciò nonostante, come esposto più sopra, a livello federale sono già in corso diverse iniziative per trovare soluzioni a tali problematiche.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.