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13.4049 · Interpellanza · 2013-12-03

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

1. Il Consiglio federale è disposto a prescrivere una maggiore distanza di sicurezza per i mezzi pesanti all'interno della galleria del San Gottardo?

2. Quanti mezzi pesanti potrebbero transitare contemporaneamente all'interno della galleria se tale distanza fosse di 250 metri?

3. Quanti degli incidenti mortali verificatisi nella galleria del San Gottardo sono in relazione con il traffico pesante? Quanti se ne potrebbero evitare attraverso il raggiungimento dell'obiettivo di trasferimento?

4. Qual è il numero di morti che non si sarebbero potuti evitare neanche attraverso una seconda canna (perdita di controllo del veicolo)?

5. Nei suoi calcoli relativi al miglioramento della sicurezza, il Consiglio federale ha considerato gli effetti di una circolazione temporanea a doppio senso di marcia e di un aumento del volume del traffico?

6. Quante vittime della strada si potrebbero evitare se i fondi previsti per la seconda canna fossero invece impiegati per finanziare misure di moderazione del traffico negli agglomerati?

Begründung

Secondo il messaggio del Consiglio federale del 13 settembre 2013 sulla modifica della legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina (capitolo 3.5), la realizzazione di una seconda canna al San Gottardo aumenterà la sicurezza. In occasione dell'incendio del 2005 nella galleria del Fréjus, tra Francia e Italia, si è constatato che il calore prodotto da un autocarro in fiamme era così intenso che il fuoco poteva propagarsi sugli altri veicoli a una distanza di 230 metri. L'attuale sistema di dosaggio al San Gottardo prevede una distanza di sicurezza di 150 metri tra un autocarro e l'altro.

Quando saranno aperti al traffico entrambi i trafori autostradali, il Consiglio federale prevede, in caso di lavori di manutenzione, la chiusura di uno dei due. In condizioni normali si circolerà con sensi di marcia separati, instaurando una certa routine. Alla chiusura di una canna per lavori di manutenzione, gli utenti della strada dovranno abituarsi al traffico in senso inverso, come avviene già oggi nella galleria del Seelisberg, anch'essa a due canne. L'esperienza mostra tuttavia che ciò aumenta il numero di incidenti stradali. L'Ufficio prevenzione infortuni sostiene che già un aumento minimo del volume di traffico dovuto alla seconda canna ne annullerebbe gli effetti positivi per via dell'incremento di incidenti che si verificherebbero al di fuori della galleria. Dopotutto, in presenza di mezzi disponibili limitati, anche la sicurezza della circolazione diventa una questione di priorità. E la maggior parte degli incidenti stradali avviene nei centri abitati.

Stellungnahme des Bundesrates

1. In caso di incendio in galleria il pericolo maggiore per le persone è costituito dalla liberazione di fumi tossici e dalla carenza di ossigeno. La propagazione dell'incendio ai veicoli situati a una certa distanza dal focolaio richiede un certo periodo di tempo, poiché tale reazione è legata a un determinato accumulo di calore. Le vie di fuga sono disposte in modo tale che le persone possano raggiungere le aree sicure il più rapidamente possibile e quindi prima della propagazione dell'incendio. L'odierna distanza di sicurezza di 150 metri è stata stabilita non già per evitare la propagazione degli incendi, bensì per ridurre i rischi di incidente. Le statistiche dimostrano che questo obiettivo è stato raggiunto. Non appare pertanto opportuno adottare una norma che imponga una maggiore distanza di sicurezza.

2. Tanto con 150 metri quanto con 250 metri di distanza di sicurezza, attraverso il tunnel possono transitare sempre e comunque 150 autocarri all'ora per ciascuna direzione di marcia.

3. Tra il 2001 e il 2012 si sono verificati nella galleria autostradale del San Gottardo cinque incidenti mortali con coinvolgimento di mezzi pesanti; le vittime sono state 16, di cui 11 soltanto nel disastroso sinistro del 2001. Sulla base di questa casistica fortunatamente ridotta non è possibile affermare con certezza se il raggiungimento dell'obiettivo di trasferimento del traffico determinerebbe una riduzione degli incidenti.

4. Le statistiche degli incidenti per gli anni che vanno dal 2001 al 2012 registrano 19 morti nella galleria del San Gottardo. Di questi, 18 sono riconducibili a collisioni frontali e di striscio con veicoli che procedevano in senso opposto. Anche la causa dell'incidente più grave mai verificatosi nel tunnel, con 11 morti nel 2001, è stata una collisione tra veicoli che procedevano in senso opposto. La seconda canna eliminerà in gran parte questa causa di incidenti; ma anche la presenza di una doppia canna non sarebbe stata necessariamente in grado di prevenire il sinistro in cui ha perso la vita la diciannovesima persona, determinato da una perdita del controllo del veicolo.

5. La variante di risanamento proposta dal Consiglio federale, cioè la nuova costruzione di una seconda canna della galleria, con successivo risanamento della canna esistente e gestione monodirezionale del traffico a risanamento avvenuto, non comporta alcun aumento di capacità. Ogni galleria a doppia canna separata per direzione di marcia prevede il passaggio al doppio senso di circolazione in caso di lavori di manutenzione e pulizia. Il doppio senso di marcia rappresenta una situazione di brevissima durata: viene disposto possibilmente nei periodi di traffico scorrevole e accompagnato da misure supplementari di riduzione del rischio, come limiti di velocità e segnaletica speciali. Il Consiglio federale ritiene che la soluzione della seconda canna rappresenti un netto salto di qualità in termini di sicurezza rispetto alla situazione attuale. Le possibilità di collisioni frontali e di striscio risulterebbero infatti nettamente ridotte.

6. La galleria autostradale del San Gottardo deve essere risanata e sono contemporaneamente necessarie misure per migliorare la situazione del traffico negli agglomerati: entrambe le esigenze sono motivate e non finalizzate esclusivamente all'incremento della sicurezza.

Risposta del Consiglio federale.