13.4156 · Postulato · 2013-12-11
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di studiare a fondo come sperimentare la vendita sfusa di alcuni medicamenti (per es. antibiotici) e di presentare un rapporto in merito. Si potrebbe così testare l'efficacia della misura. Se la sperimentazione darà risultati promettenti, il provvedimento potrà essere esteso agli altri farmaci.
Begründung
Secondo l'Ufficio federale dell'ambiente, il 30 per cento dei medicamenti acquistati in Svizzera non viene consumato. Questo spreco, difficile da quantificare con precisione, è un pesante fardello per la collettività. I dati dell'Ufficio federale di statistica indicano che nel 2008 ogni cittadino svizzero ha speso in media 770 franchi per l'acquisto di medicamenti. Se applichiamo un tasso di spreco annuo del 30 per cento, risulta che ogni cittadino ha sperperato circa 230 franchi.
I rimedi esistono: la vendita sfusa di alcuni medicamenti permetterebbe di ridurre gli sprechi nonché il rischio di automedicazione (utilizzo delle compresse rimanenti). Ciò consentirebbe di risolvere il problema della resistenza dei microbi nei malati che non completano il trattamento antibiotico prescritto.
La vendita di medicamenti sfusi garantirebbe inoltre, grazie all'utilizzo di appositi contenitori per compresse, l'identificazione sicura delle pillole e condizioni di conservazione ottimali a casa dei pazienti, soprattutto delle persone anziane. Non da ultimo, un provvedimento di questo tipo dovrebbe permettere all'assicurazione malattie di risparmiare somme considerevoli.
La vendita di medicamenti sfusi, cioè non in confezione, è già praticata in alcuni Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna. In Francia, dove si sta sperimentando il confezionamento unitario in farmacia, la vendita sfusa riguarderà inizialmente soltanto gli antibiotici e sarà garantita in un primo momento da farmacisti volontari.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La dispensazione di singole compresse è già oggi lo standard negli ospedali e nelle case di cura e anche le farmacie praticano la vendita di farmaci sfusi. Si pensi, in particolare, al caso dei pazienti anziani, costretti a seguire più terapie farmacologiche contemporaneamente, che hanno la possibilità di farsi riempire in farmacia il loro dispenser settimanale. A precise condizioni, questa procedura non presenta rischi per la sicurezza dei pazienti, poiché l'assunzione dei farmaci avviene sotto il controllo diretto degli operatori sanitari (personale Spitex, personale di cura, ecc.).
Tuttavia, la dispensazione generalizzata di parti di una confezione non è priva di rischi nel settore ambulatoriale. Da un lato l'imballaggio serve a proteggere il prodotto dalla luce e dai danni esterni: singoli blister o loro parti sono infatti maggiormente esposti a influssi esterni rispetto alle confezioni integre. Dall'altro, il fatto di smembrare la confezione fa sì che il paziente riceva solo in parte le informazioni che gli sono destinate. Questa etichettatura incompleta accresce il rischio di confusione e/o di assunzione errata del medicamento - il che mina gli sforzi profusi per prevenire gli errori nella terapia farmacologica.
La dispensazione generalizzata di medicamenti sfusi comporta anche un maggiore onere per i medici e i farmacisti che dovrebbe essere indennizzato dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Il Consiglio federale ritiene pertanto più indicato continuare a fissare, come sinora, la grandezza dell'imballaggio durante l'omologazione in modo che la confezione più piccola sia proporzionata alla durata della terapia e al dosaggio raccomandati nell'informazione professionale. Questa prassi è già applicata da Swissmedic a tutti i medicamenti omologati. Determinati farmaci speciali come gli antibiotici, ma non solo, sono comunemente disponibili sul mercato in confezioni commisurate alla durata della terapia e talvolta anche, se indicato sotto il profilo terapeutico, in formati monodose. All'ammissione di un medicamento nell'elenco delle specialità, l'Ufficio federale della sanità pubblica UFSP provvede affinché ai consumatori siano offerte confezioni di grandezze appropriate. Nel caso di terapie di lunga durata, ad esempio, sono richieste confezioni piccole per il trattamento iniziale e confezioni più grandi per il trattamento prolungato. Conformemente all'articolo 56 della legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal; RS 832.10), i fornitori di prestazioni devono limitare le loro prestazioni a quanto esige l'interesse dell'assicurato e lo scopo della cura. Le misure a garanzia dell'economicità delle prestazioni vanno previste nelle convenzioni tariffali. In virtù della convenzione tariffale LOA IV stipulata tra Pharmasuisse e Santésuisse, i farmacisti sono quindi tenuti a fornire la confezione di medicamenti della grandezza che meglio risponde al dosaggio e alla durata della terapia prescritta dal medico e più economica per l'assicuratore. La convenzione limita inoltre la quantità di medicamenti dispensabili: il farmacista non può di regola fornire al paziente una quantità superiore a quella necessaria per coprire il fabbisogno terapeutico di tre mesi.
Il Consiglio federale è dell'avviso che sia necessario agire non tanto sulla grandezza degli imballaggi, quanto piuttosto per un miglioramento dei processi nella terapia farmacologica. Un'insufficiente aderenza al piano terapeutico da parte dei pazienti o la fornitura di una quantità eccessiva di farmaci può portare a un impiego poco efficiente ed efficace dei prodotti e, quindi, a un loro spreco. La strategia della Confederazione sulla qualità nel sistema sanitario svizzero presta la dovuta attenzione alla garanzia della qualità e a un impiego opportuno dei medicamenti. Il Dipartimento federale dell'interno, per il tramite dell'UFSP, collocherà in un contesto più ampio e valuterà autonomamente, non appena saranno disponibili, i risultati dell'esperimento condotto in Francia e menzionato nel testo del presente postulato. Dovesse emergere che è necessario intervenire, il Consiglio federale includerebbe questo tema nei lavori avviati in adempimento del postulato Humbel 12.3864, "Ruolo delle farmacie nell'assistenza sanitaria di base". Per i motivi suesposti, il collegio governativo non ritiene necessaria l'elaborazione di un ulteriore rapporto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.