Lexipedia

13.4170 · Interpellanza · 2013-12-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

L'India intensifica sempre più le proprie indagini su capitali sottratti al fisco all'estero. Nel periodo fiscale 2012/13 ha trasmesso ad altri Stati ben 646 domande di assistenza amministrativa, contro le 386 trasmesse nel periodo 2011/12. Le domande più numerose sono state quelle rivolte alla Svizzera, ben 232 secondo i media indiani. Tuttavia, la Svizzera sarebbe il Paese che si dimostra meno disposto a cooperare. Evasori e criminali indiani continuerebbero indisturbati a occultare i loro capitali non dichiarati nei forzieri della piazza finanziaria svizzera. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Quante domande di assistenza amministrativa in materia fiscale ha presentato l'India alla Svizzera dal 1° gennaio 2011? A quante domande ha concretamente risposto la Svizzera? Quante sono ancora in sospeso? In quanti casi la Svizzera si è rifiutata di prestare assistenza amministrativa all'India e per quali motivi?

2. L'Accordo amichevole concluso tra Svizzera e India il 20 aprile 2012 nel quadro della convenzione per evitare le doppie imposizioni ha rafforzato la disponibilità a cooperare della Svizzera? Di quanto sono aumentate da allora le domande di assistenza amministrativa indiane accolte dalla Svizzera rispetto al periodo precedente?

3. Nelle sue domande, il governo indiano rivela sempre le fonti da cui proviene il fondato sospetto secondo cui capitali indiani non dichiarati potrebbero essere depositati in Svizzera? La Svizzera esige che l'India riveli se il sospetto iniziale potrebbe risalire a dati acquisiti illegalmente? Come procede la Svizzera per concludere eventualmente alla squalifica dei metodi di indagine praticati dal governo indiano? Quali sono i possibili rimedi giuridici per l'India?

4. Stando ai media indiani, il governo indiano sta progettando di iscrivere in una lista nera tutte le giurisdizioni straniere che si rifiutano di scambiare informazioni su capitali indiani non dichiarati. Qual è il rischio che l'India iscriva la Svizzera in una lista nera? Quali conseguenze avrebbe l'iscrizione? Verrebbe prelevata un'imposta alla fonte del 30 per cento su tutti i trasferimenti finanziari a destinazione della Svizzera?

5. Dal punto di vista della politica estera, quali ripercussioni ha la mancata disponibilità della Svizzera a fare trasparenza sui capitali indiani non dichiarati presenti nel nostro Paese? L'atteggiamento della Svizzera intacca la sua reputazione in India, i negoziati in corso per la conclusione di un accordo di libero scambio o la posizione del governo indiano rispetto alle rivendicazioni svizzere, ad esempio nel quadro del G20?

Stellungnahme des Bundesrates

1. La pubblicazione di indicazioni dettagliate sarebbe incompatibile con il relativo standard internazionale (cfr. interpellanza 13.3478; la procedura di mediazione avviata in questo contesto presso l'incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza è ancora pendente).

In numerosi casi le basi giuridiche non permettono di entrare nel merito delle domande di assistenza amministrativa dell'India. In questi casi si pongono tre problemi: in primo luogo molte domande si basano sui dati rubati alla banca HSBC, per cui in virtù dell'articolo 7 lettera c della legge federale del 28 settembre 2012 sull'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale (LAAF; RS 672.5) non si può entrare nel merito; secondariamente, in numerosi casi l'India non desidera che le persone interessate dalle domande di assistenza amministrativa vengano informate. Attualmente però il diritto svizzero prevede una notifica obbligatoria. Infine, in alcuni casi si chiedono, in base al diritto indiano, informazioni che risalgono sino al 1999. Tuttavia, secondo il protocollo del 30 agosto 2010 che modifica la Convenzione tra la Svizzera e l'India, non può essere scambiata nessuna informazione che faccia riferimento ad anni fiscali antecedenti al 1° aprile 2011.

2. Secondo l'Accordo amichevole del 20 aprile 2012, le persone interessate da una domanda di assistenza amministrativa devono essere identificate, fermo restando che l'identificazione può essere effettuata anche in altro modo che con l'indicazione del nome e dell'indirizzo. Per quanto riguarda le domande di assistenza amministrativa presentate dall'India questo accordo non ha rilevanza, poiché l'India ha sempre identificato con il nome le persone interessate.

3. Nelle domande di assistenza amministrativa presentate dall'India concernenti informazioni su conti della banca HSBC figurano indicazioni sulle persone interessate e sui conti. Dato che la Svizzera è al corrente del furto di dati presso la banca HSBC Ginevra, l'India è stata invitata a confermare alla Svizzera che le informazioni sulle quali si basano le domande di assistenza amministrativa non sono state ottenute mediante reati secondo il diritto svizzero. L'India è stata inoltre invitata a trasmettere, se del caso, mezzi di prova indipendenti e di per sé sufficienti a motivare le domande. Le domande complementari inoltrate dall'India, non includevano tuttavia informazioni di per sé sufficienti a motivare le sue domande di assistenza amministrativa. Inoltre l'India non ha mai contestato l'origine illegale delle informazioni sulle quali si basano le domande. Secondo l'articolo 7 lettera c LAAF non si può entrare nel merito della domanda se viola il principio della buona fede, in particolare se si fonda su informazioni ottenute mediante reati secondo il diritto svizzero. Secondo la concezione svizzera ciò vale anche per informazioni illegali ottenute indirettamente.

Nel rapporto di diritto internazionale verso la Svizzera, l'India è considerata uno Stato ragion per cui nella procedura amministrativa svizzera non ha qualità di parte.

4. Dal mese di giugno del 2011 il diritto indiano (sezione 94A dell'"Income Tax Act") permette al governo indiano di adottare una serie di misure molto radicali nei confronti dei Paesi che non offrono uno scambio di informazioni efficace. Questa legge permette di imporre restrizioni agli scambi finanziari fra le imprese del Paese in questione e l'India e di pregiudicare in particolare i vantaggi derivanti dalla convenzione contro le doppie imposizioni. Le conseguenze per l'economia svizzera sarebbero dannose. Recentemente l'India ha adottato queste misure contro Cipro. Tuttavia, questo non significa automaticamente che misure unilaterali nei confronti della Svizzera siano compatibili con i suoi obblighi internazionali. Anzitutto dovrebbe risultare che le ragioni della non entrata in merito alle domande di assistenza amministrativa rappresentano una violazione della convenzione per evitare la doppia imposizione. Anche se fosse il caso, vista l'assenza di una regolamentazione esplicita nella convenzione, va applicato il diritto internazionale. Per l'adozione di contromisure, il diritto internazionale prevede un determinato modo di procedere come pure la concessione alla controparte di un termine per chiarire la situazione.

5. Da decenni la Svizzera e l'India curano buone relazioni, amichevoli e viepiù ampie e intense. Le autorità di entrambi i Paesi hanno approfondito i loro contatti regolari e collaborano in modo costruttivo in diversi settori bilaterali nonché nell'ambito di fori multilaterali. Nel complesso in India la Svizzera gode di un'eccellente reputazione.

Il DFF ha intensificato i propri sforzi, per illustrare all'India il contesto giuridico della Svizzera. Per migliorare la comprensione reciproca, il DFF ha proposto all'India di inviare una delegazione a Nuova Delhi all'inizio del 2014. L'obiettivo della delegazione, che si è recata in India all'inizio di febbraio, era discutere la situazione in maniera approfondita e, per quanto possibile, trovare delle soluzioni per alcuni di questi casi.

Inoltre, siccome l'India è uno Stato del G20, potrebbe sfruttare questa circostanza per aumentare le pressioni politiche nei confronti della Svizzera biasimando la sua posizione nei lavori del Forum globale. L'India è anche membro attivo del Forum globale ed esercita una crescente influenza detenendo la vice presidenza del "peer review group". Ci si può aspettare che l'India seguirà molto attentamente i progressi della Svizzera in questo processo - soprattutto nella seconda fase che dovrebbe attestare la conformità agli standard della prassi svizzera di assistenza amministrativa in campo fiscale.

Sinora la controversia fiscale con l'India non ha avuto conseguenze negative su altri dossier bilaterali. Tuttavia non si possono mai escludere ripercussioni e i diversi servizi federali interessati lavorano in stretta collaborazione per ridurre al minimo il relativo rischio. Per quanto riguarda l'influenza dell'India in seno alla comunità internazionale e la sua importanza economica, il Consiglio federale ritiene molto importante preservare le buone relazioni con questo Paese.

Risposta del Consiglio federale.