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13.4184 · Mozione · 2013-12-12

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare modifiche delle pertinenti disposizioni legali e delle direttive d'investimento che consentano alle casse pensioni di operare investimenti sul futuro a lungo termine. È inoltre invitato a proporre un "fondo per il futuro della Svizzera" organizzato e gestito secondo i principi dell'economia privata che, su richiesta delle casse pensioni, ne gestisca gli investimenti sul futuro.

Begründung

1. La Svizzera è uno dei Paesi con il più alto tasso di risparmio al mondo (circa il 30 per cento del reddito nazionale). Il 60 per cento circa dei risparmi confluisce nelle casse pensioni o in altre forme di risparmio collettivo. All'insegna della "sicurezza", la maggior parte di questi fondi è destinata alla copertura dei debiti. Una piccola parte è investita in azioni, ma anche questi investimenti non puntano alla crescita, ma al rendimento. La quota degli investimenti a lungo termine sul futuro del Paese è nettamente inferiore all'1 per cento.

2. Paese caro, la Svizzera ha giustamente cominciato presto a investire ingenti somme fiscali nella formazione ed è tra gli Stati che spendono di più per ricerca e brevetti. Ma nella trasformazione delle idee in prodotti e servizi d'avanguardia tecnologica è ben lontana dalla vetta, perché le mancano due importantissimi presupposti: il capitale a rischio e gli intermediari altamente specializzati necessari.

3. Così, mentre gli Svizzeri risparmiano con grande dedizione contribuendo non poco al finanziamento di ricerca e formazione, i loro risparmi non vengono utilizzati per garantire al nostro Paese un futuro all'avanguardia del progresso tecnologico, cioè per salvaguardare il tenore di vita della prossima generazione, ma servono prevalentemente - in nome della "sicurezza" - alla copertura di debiti pubblici o di altro genere.

4. Il Consiglio federale è quindi incaricato di incoraggiare le casse pensioni e altri gestori di capitale a lungo termine (p. es. gli assicuratori sulla vita) a destinare una piccola parte dei fondi, per esempio l'1 per cento, ad investimenti sul futuro potenzialmente in grado di creare valore aggiunto nel progresso tecnologico di punta. Negli Stati Uniti, le casse pensioni investono circa il 5 per cento dei propri fondi in capitali a rischio. Tutti i grandi motori della crescita americana - Intel, Google, Genentech, Amgen, HP, ecc. - devono la loro esistenza al capitale a rischio. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le nostre casse pensioni sono troppo piccole per poter ingaggiare intermediari altamente specializzati con conoscenze tecnologiche di punta. Dovrebbero quindi essere incoraggiate ad alimentare in comune un "fondo per il futuro della Svizzera" che assuma questo compito per tutte.

5. Il "fondo per il futuro della Svizzera" dovrà investire in fondi privati di capitale a rischio altamente specializzati nel progresso della tecnologia di punta, per esempio in energia e tecnologia verde, nuovi materiali/tecnologia dei materiali, nanotecnologia, TIC, biotecnologia, tecnologia medica, ecc.

6. Il quadro regolamentare dovrebbe essere adeguato di conseguenza. Per esempio, la durata consentita per il riporto delle perdite, oggi di sette anni, è troppo breve per gli investimenti a rischio sul progresso tecnologico. Nella tecnologia di punta, il settore innovativo per eccellenza, gli investimenti durano in generale dai dieci ai quindici anni.

7. I giovani contribuenti svizzeri devono tornare a guardare al futuro con fiducia, con la certezza che i loro versamenti servano a creare valore aggiunto, e quindi sicurezza, nell'economia reale e non soltanto a garantire la "sicurezza" formale della previdenza legale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le prescrizioni vigenti in materia permettono già oggi agli istituti di previdenza di operare investimenti sul futuro a lungo termine. Generalmente i capitali a rischio (o venture capital) vengono trattati come private equity. Attualmente gli istituti di previdenza operano circa l'1,1 per cento degli investimenti nel settore dei private equity, il quale però comprende anche altri tipi d'investimento. Ammesso che la capacità di rischio dell'istituto di previdenza lo permetta, dal punto di vista normativo nulla impedisce di aumentare gli investimenti in questo settore.

Gli investimenti in capitale a rischio sono per natura a lungo termine e relativamente illiquidi. Nonostante il loro orizzonte d'investimento relativamente lungo, gli istituti di previdenza devono dare molta importanza alla capacità di reagire in modo adeguato a determinate situazioni, per evitare di ritrovarsi con una composizione non ottimale del portafoglio. L'alto grado di rischio degli investimenti in venture capital è incontestato. Inoltre, attualmente la maggior parte degli istituti di previdenza in Svizzera versa in condizioni finanziarie difficili, il che ne limita fortemente la capacità e il budget di rischio e, di conseguenza, la possibilità di investire in venture capital.

I consigli di fondazione degli istituti di previdenza, a composizione paritetica, devono poter decidere autonomamente se vogliono investire in capitali a rischio, nel rispetto dell'interesse degli assicurati e tenendo conto della situazione dell'istituto. Il rischio della politica d'investimento è a carico degli istituti e quindi, in ultima analisi, degli assicurati: lo Stato non può spingere le casse ad assumere rischi cui non sono in grado di far fronte. Può però provvedere a migliorare costantemente le condizioni quadro che permettono loro di mettere a disposizione dell'economia svizzera fondi di capitale a rischio altamente specializzati nel progresso, ciascuna secondo le proprie capacità di rischio e possibilità.

Nella maggior parte dei casi, gli istituti di previdenza investono in capitali a rischio in modo indiretto, dato che questo tipo di investimenti richiede conoscenze altamente specializzate, conoscenze che un "fondo per il futuro della Svizzera" potrebbe mettere a disposizione. Sul mercato esistono già fornitori di servizi di questo tipo, tra cui per esempio una fondazione d'investimento riservata esclusivamente agli investitori della previdenza professionale che investe in PMI svizzere non quotate attive nei settori industriale e tecnologico (con un alto valore aggiunto). L'esecutivo è favorevole a queste iniziative private. Attraverso gli uffici federali responsabili, esso sostiene già oggi questi sforzi e intende continuare a farlo anche in futuro.

Il Consiglio federale ha per altro già trattato il tema del capitale a rischio, inclusa la questione degli investimenti delle casse pensioni, nel suo rapporto "Il capitale di rischio in Svizzera" del giugno 2012, constatando che il mercato dei capitali a rischio funziona bene e che nel confronto internazionale la Svizzera occupa una buona posizione. Nella sua risposta al postulato Derder 13.4237, "Migliorare lo sviluppo delle giovani imprese innovative", ha inoltre preannunciato di voler studiare ulteriori misure e possibili miglioramenti delle condizioni quadro per il capitale a rischio.

Considerando quanto appena illustrato, il Consiglio federale condivide gli obiettivi di fondo della mozione e si sta già impegnando su più fronti per la loro realizzazione. È inoltre disposto ad istituire un gruppo di lavoro composto di rappresentanti dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e della SECO, incaricandolo di discutere con i rappresentanti degli istituti di previdenza se e come sia possibile creare un fondo privato per il futuro della Svizzera, tenendo conto delle strutture già esistenti.

L'altra questione menzionata, ovvero l'estensione della durata consentita per il riporto delle perdite, verrà presa in esame dal Dipartimento federale delle finanze DFF nel quadro della riforma dell'imposizione delle imprese III.

Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.