Accordi bilaterali di promozione e protezione reciproca degli investimenti messi a rischio dai Paesi emergenti
13.4198 · Interpellanza · 2013-12-12
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
1. Cosa pensa il Consiglio federale della presa di distanza dei Paesi emergenti dai tradizionali accordi bilaterali di promozione e protezione reciproca degli investimenti (APPI)? Questi accordi limitano in modo eccessivo la possibilità del legislatore nazionale di agire nel pubblico interesse?
2. Alcuni Paesi hanno cominciato a proteggere gli investimenti esteri con leggi nazionali e attraverso le vie legali interne. L'Australia e il Sudafrica hanno rinunciato alla giurisdizione dei tribunali arbitrali internazionali. La legge per la promozione e la protezione degli investimenti promulgata dal governo sudafricano nel novembre del 2013 offre una tutela degli investimenti equivalente a quella degli APPI? Questi accordi sono ormai sorpassati?
3. Qual è il grado di coinvolgimento della Svizzera nella controversia tra il governo indiano e la ByCell Telecommunications lndia Pvt. Ltd.? Quale ruolo riveste la ByCell Holding AG con sede a Zugo (Svizzera)? Anche l'APPI tra Svizzera e India è a rischio?
Begründung
Nei grandi Paesi emergenti si sta verificando un'inversione di tendenza per quanto riguarda la protezione degli investimenti. Questi Paesi ritengono infatti che gli accordi bilaterali tradizionali condizionino in modo eccessivo il loro diritto di regolamentare la propria economia:
1. Il Sudafrica ha revocato i propri APPI bilaterali con Belgio/Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania e Spagna, e il 30 ottobre 2013 anche quello con la Svizzera. Il Sudafrica non riusciva a capacitarsi di dover pagare un indennizzo di cui non si conosce l'ammontare in seguito a una denuncia sporta nel 2006 da un'impresa italiana di estrazione di granito: appellandosi a un APPI, l'azienda riteneva che il trattamento preferenziale della popolazione nera ("Black Economic Empowerment") ledesse i suoi diritti di proprietà.
2. Nell'aprile del 2013 l'India ha annunciato di voler rinegoziare tutti i suoi APPI bilaterali dopo che, basandosi su uno di questi, Vodafone aveva chiesto un indennizzo prendendo a pretesto le nuove leggi fiscali varate dall'India. La decisione dell'India fa seguito anche a una richiesta analoga di alcune aziende di telecomunicazioni, tra cui la ByCell Holding AG con sede a Zugo (Svizzera), che sulla base di un tale accordo indo-cipriota contestavano la decisione del governo indiano di revocare le licenze delle aziende di telecomunicazioni a causa di alcuni casi di corruzione.
3. Il Brasile ha firmato 14 APPI bilaterali, ma nessuno è entrato in vigore, compreso quello firmato con la Svizzera l'11 novembre del 1994, perché il Parlamento brasiliano non li ha approvati.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Da qualche anno i gruppi di esperti di diverse organizzazioni internazionali, in particolare l'OCSE e l'UNCTAD, svolgono discussioni approfondite sugli accordi bilaterali di promozione e protezione reciproca degli investimenti (APPI) a cui partecipano anche i Paesi emergenti, che per la maggior parte si attengono agli APPI conclusi. Ad esempio, nel rapporto sugli investimenti mondiali 2012, l'UNCTAD ha presentato un quadro generale per una politica di investimento sostenibile, che prevede anche principi di base e opzioni per le negoziazioni di APPI. Il Consiglio federale tiene conto di questi sviluppi a diversi livelli. Sotto la direzione della SECO, un gruppo di lavoro interno all'amministrazione ha elaborato ulteriori disposizioni sulla sostenibilità, che dal 2012 sono integrate, a complemento del testo negoziale esistente, in tutte le nuove negoziazioni di APPI e in quelle in corso. Una di queste disposizioni stabilisce espressamente che in linea di principio gli APPI non intaccano la libertà di regolamentazione di uno Stato. La Svizzera ha inoltre svolto un ruolo centrale a livello internazionale nell'elaborazione delle nuove regole di trasparenza dell'UNCITRAL relative alle procedure arbitrali nell'ambito degli investimenti, che entreranno in vigore il 1° aprile 2014 e consentiranno una maggiore trasparenza delle procedure arbitrali.
La possibilità per gli Stati contraenti di emanare regolamentazioni nel pubblico interesse (ad es. in materia ambientale e occupazionale) non è in linea di principio limitata dagli APPI. Devono tuttavia essere osservati determinati principi giuridici generali, che si ritrovano anche nel diritto costituzionale e amministrativo, come i principi di proporzionalità e di non discriminazione. Conformemente alla giurisprudenza dei tribunali arbitrali internazionali relativa all'applicazione degli APPI, ad esempio, un eventuale inasprimento delle norme ambientali non implicherà alcun obbligo d'indennizzo degli Stati, purché questi principi siano rispettati. Negli ultimi anni diversi Paesi emergenti hanno però criticato la scarsa precisione di alcune disposizioni degli accordi e, quindi, l'ampio margine d'interpretazione di cui dispongono i tribunali arbitrali. Per ridurre questo margine, l'UE, ad esempio, ha annunciato che le disposizioni dei suoi futuri APPI saranno redatte in modo più dettagliato. La Svizzera continuerà a seguire costantemente gli sviluppi internazionali e la prassi dell'UE e di altri Stati in materia di accordi, verificando tutte le novità che potrebbero ripercuotersi sulla sua prassi negoziale.
2. Per i loro investimenti esteri, spesso effettuati sul lungo termine, gli investitori che operano a livello internazionale necessitano di condizioni generali stabili e il più possibile prevedibili. Attraverso la stipulazione di APPI, la Svizzera intende ridurre i rischi non commerciali legati a questi investimenti e assicurarli sul piano del diritto internazionale. Le leggi nazionali, che possono essere modificate unilateralmente in qualsiasi momento, non offrono una protezione equivalente. L'esperienza dimostra che la maggior parte delle controversie in materia d'investimenti viene risolta in via amichevole, eventualmente con il sostegno delle autorità federali nell'ambito della protezione consolare. A causa dei costi elevati delle procedure arbitrali internazionali, gli investitori adiscono principalmente le vie legali nazionali nel Paese ospitante. Tuttavia, la possibilità di rivolgersi a tribunali arbitrali internazionali indipendenti assume in pratica una grande importanza poiché i sistemi giudiziari nazionali di molti Stati non garantiscono una protezione legale imparziale o efficiente. Per questi motivi gran parte degli Stati continua a concludere APPI. L'UE, ad esempio, si sforza ormai di integrare nei suoi accordi di libero scambio capitoli esaustivi sulla protezione degli investimenti. Considerato che non esiste ancora una versione definitiva della nuova legge sudafricana sugli investimenti, attualmente non è possibile valutarne l'efficacia.
3. La Svizzera non è coinvolta nella procedura tra la ByCell Telecommunications lndia Pvt. Ltd. e il governo indiano. Il Consiglio federale non è in possesso di informazioni secondo cui l'India intenderebbe rivedere o denunciare l'APPI concluso con la Svizzera ed entrato in vigore il 16 febbraio 2000.
Risposta del Consiglio federale.