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Sostenibilità sociale ed ecologica degli accordi di protezione degli investimenti

13.4199 · Postulato · 2013-12-12

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Alla luce del fatto che sempre più Paesi mettono in discussione gli accordi di protezione degli investimenti tradizionali, il Consiglio federale è incaricato di esaminare e di redigere un rapporto sulla possibilità di adottare un approccio diverso nell'ottica di promuovere la sostenibilità sociale ed ecologica e di contribuire, in entrambi i Paesi firmatari di tali accordi, allo sviluppo sociale ed ecologico.

Begründung

Con effetto al 30 ottobre 2013 il Sudafrica ha denunciato diversi accordi di protezione degli investimenti bilaterali (APPI), tra cui quello con la Svizzera, avendo fatto brutte esperienze con tali APPI di vecchia scuola, conclusi per lo più agli inizi degli anni Novanta. Il Paese africano, infatti, ha dovuto versare un indennizzo di un importo sconosciuto a un'impresa italiana di estrazione del granito che aveva contestato il trattamento preferenziale della popolazione di colore, ritenendolo un'ingerenza contro i suoi diritti di proprietà.

In virtù degli oltre 120 APPI conclusi dalla Svizzera, gli investitori interessati godono di ampie possibilità di azione al di fuori della via legale nazionale, per cui possono appellarsi direttamente a tribunali arbitrali internazionali. Nel timore di eventuali domande d'indennizzo, diversi governi rinunciano spesso a consolidare i diritti di protezione dei lavoratori o dell'ambiente. Oppure denunciano unilateralmente gli APPI di vecchia data, come hanno fatto - oltre al Sudafrica - la Bolivia, l'Ecuador, il Venezuela e altri Paesi. Nel contempo la disponibilità a concludere nuovi APPI diminuisce fortemente. Secondo il rapporto sugli investimenti mondiali 2013 della CNUCED, nel 2012 sono stati conclusi sette volte meno APPI rispetto alla metà degli anni Novanta.

Nel suo rapporto sull'economia esterna del 2009, il Consiglio federale aveva sì presentato al Parlamento un capitolo strategico sulla promozione della sostenibilità, ma non vi ha integrato il tema dalla protezione degli investimenti. Al capitolo 5.4.1, il rapporto sull'economia esterna 2012 del Consiglio federale recita: "Per concretizzare una politica economica esterna sostenibile si pone la questione di come dare spazio agli aspetti della sostenibilità anche negli APPI che saranno negoziati in futuro." Fino ad oggi, il collegio non ha ancora fornito una risposta a questa domanda. Vanno rafforzati, tra l'altro, il diritto alla regolamentazione, la limitazione e la specificazione della clausola sul trattamento giusto ed equo degli investimenti, la trasparenza della procedura arbitrale e l'impegno nei confronti di un'economia responsabile dal punto di vista sociale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel capitolo 5.4.1 del rapporto sulla politica economica esterna 2012 (13.008) il Consiglio federale ha rammentato che nel 2012 un gruppo di lavoro interno all'amministrazione ha esaminato la prassi della Svizzera per quanto concerne la conclusione di APPI e ha in particolare chiarito come si può tenere maggiormente conto dell'aspetto della sostenibilità in questi accordi. Tali lavori si sono svolti in relazione all'attuazione di una politica economica esterna sostenibile, il cui orientamento strategico, come indicato anche nel postulato, è stato presentato in dettaglio nel rapporto sulla politica economica esterna 2009 (10.009).

Nell'ambito di questo esame gli APPI conclusi dalla Svizzera sono stati confrontati con quelli conclusi da altri Stati. Il gruppo di lavoro ha anche analizzato in modo approfondito la corrispondente giurisprudenza dei tribunali arbitrali internazionali e dei documenti-quadro di varie organizzazioni internazionali, in particolare l'OCSE e l'UNCTAD. Sono inoltre state organizzate riunioni con esperti esterni. Il risultato di questi sforzi si è tradotto nell'elaborazione di diverse nuove disposizioni, che dalla fine del 2012 la Svizzera integra in tutte le nuove negoziazioni di APPI e in quelle in corso. Una di queste disposizioni stabilisce espressamente che in linea di principio gli APPI non intaccano la libertà di regolamentazione di uno Stato, il che soddisfa la richiesta formulata nel postulato. Il preambolo è stato completato con importanti aggiunte: d'ora in poi menzionerà lo sviluppo sostenibile, la protezione dei diritti dell'uomo, la lotta alla corruzione e la responsabilità sociale delle imprese. Infine, il nuovo regolamento sulla trasparenza nelle procedure arbitrali in materia di investimenti, approvato dalla Commissione dell'ONU per il diritto commerciale internazionale (Uncitral) nel luglio 2013 e che verrà posto in vigore il 1° aprile 2014, risponde alla richiesta espressa in proposito nel postulato. Attualmente un gruppo di lavoro dell'Uncitral sta elaborando una convenzione internazionale che consentirà di applicare il nuovo regolamento sulla trasparenza anche agli APPI già conclusi.

Di conseguenza, la richiesta avanzata nel postulato di rispettare l'obiettivo della sostenibilità negli APPI è già in gran parte adempiuta. Per il Consiglio federale l'adeguamento della prassi in materia di APPI non è un concetto completamente nuovo, ma è un processo graduale. La Svizzera seguirà anche in futuro i dibattiti internazionali e la prassi di altri Stati in materia di accordi. L'UE, ad esempio, si appresta a concludere il suo primo APPI e intende precisare determinate norme di protezione, come la clausola sul trattamento giusto ed equo menzionata nel postulato. Alla luce di questi sviluppi, il Consiglio federale continuerà a verificare costantemente la politica della Svizzera in materia di APPI e, se necessario, procederà agli opportuni adeguamenti. Informerà quindi regolarmente il Parlamento sulle novità intervenute tramite il rapporto annuale sulla politica economica esterna. Inoltre, ogni nuovo APPI concluso sarà accompagnato da un messaggio dettagliato all'attenzione del Parlamento, nel quale verranno commentate le singole disposizioni, incluse quelle sulla sostenibilità. Per questi motivi il Consiglio federale non ritiene opportuno presentare un ulteriore rapporto su questo tema.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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