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13.4287 · Mozione · 2013-12-13

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

In base all'articolo 103 della Costituzione federale e alla legge federale del 20 giugno 2003 sulla promozione del settore alberghiero (RS 935.12) chiedo al Consiglio federale di adottare, nel rispetto degli strumenti di promozione cantonali, ulteriori misure per migliorare il finanziamento del settore alberghiero e, se necessario, di sottoporre al Parlamento una proposta di riforma legislativa.

Le misure da adottare sono le seguenti:

1. la Confederazione deve mettere in campo nuovi strumenti di promozione, (per es. crediti d'investimento a tasso zero a lungo termine, prestiti partecipativi, sussidi provenienti da fondi appositamente creati) per finanziare la costruzione, la ristrutturazione e la gestione di alberghi e pensioni nelle regioni turistiche;

2. gli strumenti citati al punto 1 vengono applicati solo se le imprese da finanziare presentano un business plan realistico, garantiscono in base al diritto fondiario di non riconvertire gli immobili e rispettano elevati standard di efficienza energetica.

Begründung

I gestori di molti alberghi dell'arco alpino e di altre regioni turistiche sono preoccupati per il loro futuro. Non avendo abbastanza capitale proprio, infatti, non possono realizzare gli investimenti di cui avrebbero urgente bisogno. I mutui di grado posteriore erogati dalla Società svizzera di credito alberghiero rappresentano un aiuto, ma non sono sufficienti. Le banche, poi, considerano l'industria alberghiera un settore a rischio e concedono prestiti basati sul valore reddituale delle aziende anziché su quello intrinseco, generando così un deficit di finanziamento.

Le conseguenze sono evidenti: gli alberghi chiudono, i pernottamenti diminuiscono e i posti di lavoro nel settore alberghiero e della ristorazione vengono ridotti. Per molte zone turistiche dell'arco alpino queste perdite sono particolarmente gravi perché nei piccoli paesi gli alberghi rappresentano anche un punto di riferimento sociale e culturale. L'ordinanza d'esecuzione sulle abitazioni secondarie, che agevola la riconversione dei vecchi alberghi in seconde case, rischia di aggravare la situazione. È quindi necessario intervenire. Non abbiamo nulla contro il rinnovo delle strutture, purché avvenga in maniera oculata. Tuttavia, se vogliamo tutelare l'offerta turistica moderna e diversificata dell'arco alpino gli strumenti di promozione del settore devono essere ripensati e potenziati. Per farlo possiamo ispirarci ai nostri vicini europei. Il settore alberghiero rappresenta il motore dell'industria turistica e per questo dobbiamo rafforzarlo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale concorda con l'autrice della mozione: il settore alberghiero, soprattutto quello dell'arco alpino, sta attraversando un momento difficile.

Il Consiglio federale sostiene l'industria alberghiera in base alla legge federale del 23 giugno 2003 sulla promozione del settore alberghiero. L'esecuzione della legge federale è di competenza della Società svizzera di credito alberghiero (SCA). Una valutazione interna svolta nel 2013 ha confermato che la SCA applica con successo il proprio mandato di promozione. Inoltre, il mutuo supplementare di 100 milioni di franchi concesso dal Parlamento nel 2011 garantisce alla SCA una liquidità sufficiente per promuovere gli investimenti nel settore.

Nel "Rapporto sulla situazione strutturale del turismo svizzero e sulla strategia del Consiglio federale per il futuro" del 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha escluso la necessità di rivedere la propria strategia di promozione del settore alberghiero. Tuttavia, ha riscontrato l'esigenza di aggiornare le disposizioni esecutive della SCA. Le nuove disposizioni esecutive dovrebbero entrare in vigore all'inizio del 2015.

Il Consiglio federale ritiene che le misure per migliorare il finanziamento del settore alberghiero proposte al punto 1 siano in parte superflue e in parte già applicate. I crediti d'investimento a tasso zero a lungo termine, ad esempio, sono inconciliabili con il principio dell'autofinanziamento della SCA, mentre la possibilità di accordare prestiti partecipativi è già prevista (cfr. art. 8 cpv. 1 della legge). Infine, non è necessario creare un apposito fondo poiché, grazie al mutuo supplementare del Parlamento, la SCA ha la liquidità sufficiente per promuovere gli investimenti.

Per quanto riguarda le condizioni citate al punto 2, facciamo presente che già oggi la SCA concede finanziamenti solo alle imprese che presentano un business plan realistico. È invece irricevibile la condizione secondo cui l'impresa deve garantire, in base al diritto fondiario, di non riconvertire l'immobile e di rispettare elevati standard di efficienza energetica.

L'impossibilità di riconvertire gli alberghi, infatti, ridurrebbe la disponibilità degli istituti di credito privati a integrare i finanziamenti della SCA poiché senza riconversione il valore degli immobili è destinato a diminuire. Tutto ciò non farebbe che aggravare la situazione finanziaria del settore alberghiero e andrebbe contro le richieste dell'autrice della mozione.

Ricordiamo inoltre che dal 2010 nell'ambito del Programma edifici la Confederazione e i cantoni mettono a disposizione un terzo dei proventi della tassa sul CO2 per un massimo di 300 milioni di franchi all'anno. Questi fondi possono essere impiegati per il risanamento degli edifici, la promozione delle energie rinnovabili, lo sfruttamento del calore residuo e il perfezionamento dell'impiantistica, interventi di cui possono beneficiare anche gli alberghi. Questo contributo si aggiunge ai fondi di promozione cantonali che ammontano a 80 a 100 milioni di franchi all'anno. Alla luce di queste considerazioni riteniamo che la strategia di promozione alberghiera della Confederazione non debba essere modificata.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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