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14.303 · Iniziativa cantonale · 2014-02-25

Liquidato

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone Ticino presenta la seguente iniziativa:

Il cantone Ticino chiede alla Confederazione entro i limiti di legge l'introduzione di zone a statuto speciale, da intendersi come ambiti geografici particolari in cui attuare contromisure specifiche alle conseguenze negative degli accordi di libera circolazione e agli accordi bilaterali. Tali zone interesserebbero le regioni periferiche particolarmente esposte sulla base di valutazioni oggettive delle conseguenze della libera circolazione e degli accordi bilaterali in generale.

Precedentemente all'entrata in vigore della legislazione d'applicazione del nuovo articolo 121a della Costituzione federale, il cantone Ticino chiede alla Confederazione di modificare la legge federale concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri, includendovi non solo gli aggravi topografici e socio-demografici ma anche gli aggravi economici e ambientali determinati dalla libera circolazione delle persone, segnatamente in termini di pressione sul mercato del lavoro e deterioramento della mobilità.

Begründung

Il bilancio sugli accordi bilaterali è in chiaroscuro. Da una parte la Svizzera, grazie a questi accordi, ha affrontato meglio delle altre nazioni la crisi finanziaria ed economica. In questo senso la bocciatura dei Bilaterali sarebbe stata un elemento negativo per il Paese nel suo complesso, soprattutto dal punto di vista macroeconomico, come lo fu a suo tempo la rinuncia ad entrare nello Spazio economico europeo di cui i Bilaterali sono, in fondo, una delle conseguenze. D'altro canto le ricadute degli accordi bilaterali non sono ugualmente positive per tutte le regioni svizzere.

In Ticino esse presentano criticità notevoli creando le condizioni per una concorrenza al ribasso sui salari (già oggi del 15 per cento inferiori alla media svizzera), favorita dal lassismo delle autorità cantonali, dall'insufficiente azione di quelle federali e dal permanere di comportamenti irresponsabili di una parte dell'imprenditoria. Ma anche dal punto di vista delle aziende i Bilaterali comportano problemi notevoli. Il canton Ticino conosce una vera e propria colonizzazione economica da parte di piccole e medie imprese italiane nel settore, per esempio, dell'edilizia (le aziende registrate in Ticino nel 2009 erano 7386 contro le 5322 del 2008, con un aumento annuale del 38,8 per cento, cfr. nota in calce). Anche nel campo delle professioni sanitarie si assiste a un'evoluzione analoga. II settore del commercio, poi, è protagonista di una marginalizzazione della manodopera locale a favore di quella estera, più ricattabile ancora di quella indigena.

Vi è la sensazione che certe soluzioni utili al cuore economico e industriale della Svizzera siano controproducenti per realtà periferiche come quella ticinese. La Costituzione federale prevede che i cantoni e i cittadini siano trattati in modo eguale; quindi non è possibile un'applicazione differenziata della legge. A fronte però dell'esplicazione differenziata degli effetti degli accordi bilaterali, che non producono il medesimo impatto in tutto il Paese, ci si deve chiedere quale spazio vi sia per un regime di eccezioni temporanee ("statuto speciale") o quanto meno per l'introduzione di massicce misure mitigatrici differenziali per le regioni periferiche soprattutto nell'ambito delle conseguenze della libera circolazione delle persone. L'istituzione di zone a statuto speciale potrebbe permettere alla politica federale di articolarsi meglio e di essere più flessibile per fare fronte alle nuove dinamiche.

1) Fonte: Associazione interprofessionale di controllo