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14.3056 · Mozione · 2014-03-10

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto che autorizzi la Confederazione a riscuotere un'imposta sui trasferimenti diretti e indiretti di denaro destinati a paradisi fiscali o provenienti dagli stessi, operati all'interno del bilancio di un'impresa o passando da altri Paesi dell'OCSE.

Begründung

Secondo i calcoli della rete internazionale per la giustizia fiscale, a livello mondiale nei paradisi fiscali sono collocati patrimoni di entità esorbitante. Le perdite di entrate pubbliche che ne deriverebbero a livello mondiale a causa delle imposte sottratte si aggirano secondo la stessa fonte ad almeno 250 miliardi di franchi all'anno. Questo importo è nettamente più elevato se si tiene conto delle operazioni di trasferimento interno di utile effettuate dai grandi gruppi internazionali verso le loro filiali.

I paradisi fiscali rappresentano un problema a livello internazionale. La lotta all'evasione fiscale aumenta a livello globale. L'obiettivo è quello di superare l'evasione fiscale e eliminare l'attrattiva dei paradisi fiscali. È pertanto positivo che la Svizzera promuova e sostenga attivamente i corrispondenti sforzi internazionali sia a livello di ONU che a livello di OCSE.

L'evasione fiscale, contrastata a livello internazionale in modo sempre più forte, è un problema anche in Svizzera e per la Svizzera. Nel nostro Paese grazie alla pressione esercitata dall'OCSE e dai Paesi rilevanti per i mercati vi sarebbe la possibilità di sottoporre a una corretta imposizione le società speciali provenienti dall'estero (società holding, società di gestione, società miste) attraverso una riforma dell'imposizione delle imprese. Attualmente il Consiglio federale, il Parlamento e i cantoni si dimostrano però restii in merito.

Finora la Svizzera non ha previsto misure. Ma anche il nostro Paese ha bisogno di regole per frenare l'evasione fiscale. Infatti, come ha mostrato l'esempio del gruppo Ammann, anche imprese e cittadini svizzeri utilizzano le possibilità che offrono loro i paradisi fiscali. La Confederazione perde così un importante sostrato fiscale.

Quest'ultimo potrebbe essere mantenuto in Svizzera introducendo un'imposta sui trasferimenti di denaro proveniente o destinato ai paradisi fiscali. Il suo ammontare dovrebbe essere calcolato in modo tale da disgiungere completamente o parzialmente i paradisi fiscali dai flussi finanziari. Il Consiglio federale potrebbe sottoporre al Parlamento una proposta sulla ripartizione delle entrate fra Confederazione e cantoni. Per la definizione di paradiso fiscale il governo potrà fare riferimento alla descrizione proposta dall'OCSE.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel luglio del 2013 l'OCSE ha lanciato il piano d'azione "Base Erosion and Profit Shifting" (BEPS), che mira a contrastare l'erosione della base fiscale e il trasferimento di profitti verso giurisdizioni che prevedono un'imposizione debole o nulla.

Il piano d'azione dell'OCSE prevede 15 misure (actions) volte ad affrontare il fenomeno BEPS in modo globale. L'obiettivo di tali misure è in particolare di evitare le pratiche fiscali che permettono di disgiungere l'utile imponibile delle multinazionali dall'attività economica che l'ha generato (pianificazione fiscale aggressiva). La Svizzera partecipa attivamente ai lavori del progetto BEPS e s'impegna allo scopo di ottenere risultati apprezzabili e conciliabili con i suoi interessi.

La questione dell'introduzione di un'imposta alla fonte sui pagamenti convogliati verso giurisdizioni con imposizione debole o nulla rappresenta una delle soluzioni discusse. Allo stadio attuale, i lavori non sono ancora terminati. I primi risultati sono attesi per il mese di settembre.

Per la Svizzera sarebbe prematuro considerare l'introduzione di misure simili a quelle discusse nell'ambito del progetto in questione - come ad esempio l'imposta alla fonte - prima che i lavori siano terminati. Conformemente alla legislazione vigente, la Svizzera riscuote già un'imposta alla fonte del 35 per cento sui redditi assoggettati all'imposta preventiva. L'imposta alla fonte non è recuperabile in particolare per le persone con domicilio o sede in uno dei Paesi con cui la Svizzera non ha concluso una convenzione per evitare le doppie imposizioni. Tra questi rientrano i paradisi fiscali.

Il Parlamento verrà informato a tempo debito riguardo ai risultati di questi lavori. Non appena i risultati saranno noti, andranno esaminate le modalità di attuazione delle raccomandazioni da parte della Svizzera così come le proposte di modifiche da apportare al diritto interno svizzero.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.