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14.3067 · Interpellanza · 2014-03-12

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. È disposto a conferire un mandato per l'elaborazione di un rapporto indipendente sulla gestione dei rischi relativo ai gruppi energetici, che prenda in considerazione tutti gli averi e tutti gli obblighi reali in una prospettiva finanziaria consolidata?

2. Il Consiglio federale come valuta a medio e a lungo termine l'andamento degli affari e la strategia dei tre gruppi energetici alla luce della contrazione dei prezzi dell'elettricità e della quota crescente delle energie rinnovabili?

3. A quali rischi finanziari sarà esposta la Confederazione, se si considera che 11,6 miliardi di franchi connessi ai costi per la disattivazione delle centrali nucleari e per lo smaltimento delle scorie radioattive (stato 2012) non sono coperti?

4. Partendo da una durata d'esercizio presunta delle centrali nucleari di 50 anni, a quanto ammontano i costi di produzione dell'energia elettrica svizzera d'origine nucleare e quali saranno le perdite complessive da attendersi nel periodo d'esercizio restante, se le energie rinnovabili continuano a guadagnare terreno nell'Unione europea e in Svizzera e se la domanda di energia di banda cala di conseguenza?

5. Il Consiglio federale è disposto ad agire a livello dei gruppi energetici (in particolare presso Axpo) affinché presentino conti separati e trasparenti per i settori "forza idrica" e "energia nucleare"? Fino ad oggi ciò non è avvenuto, malgrado le norme contabili vigenti per i gruppi energetici lo esigano.

6. Il Consiglio federale può immaginarsi un trasferimento del settore "centrali nucleari" dei gruppi energetici in un fondo di stabilizzazione per le aziende di approvvigionamento elettrico così come è avvenuto per le banche? L'obiettivo di una simile operazione sarebbe quello di proteggere durevolmente le centrali idroelettriche da un fallimento riconducibile a una redditività costantemente insufficiente delle centrali nucleari.

Begründung

I tre gruppi energetici svizzeri Axpo, Alpiq e BKW hanno una rilevanza sistemica per la Svizzera ("too big to fail"). In caso di fallimento o in caso di un incidente nucleare dovrebbero probabilmente essere salvate con un intervento statale. Un rapporto indipendente sulla gestione dei rischi permetterebbe di evidenziare i rischi finanziari per i contribuenti.

Stellungnahme des Bundesrates

1./5. I gruppi energetici Alpiq, Axpo e BKW sono società anonime di diritto svizzero, in parte quotate in borsa, tenute quindi a seguire le norme del codice delle obbligazioni e della borsa svizzera (SIX Swiss Exchange; SIX) per la presentazione dei conti e del rendiconto. Il consiglio d'amministrazione è responsabile della contabilità, in particolare dell'allestimento del rapporto di gestione. L'ufficio di revisione indipendente verifica se il conto annuale e il conto di gruppo sono conformi alle disposizioni legali, agli statuti e allo standard contabile internazionale scelto (International Financial Reporting Standards, IFRS). Il consiglio d'amministrazione, sulla base delle sue competenze in ambito contabile, può aggregare i settori operativi oggetto di informativa se hanno caratteristiche economiche similari e se i settori sono similari per quanto riguarda la natura dei prodotti e dei servizi, la natura dei processi produttivi, la tipologia o la classe di clientela, i metodi di distribuzione e la natura del contesto normativo. L'ufficio di revisione verifica se il consiglio d'amministrazione ha rispettato le prescrizioni concernenti le informazioni da fornire sui settori operativi (IFRS 8, settori operativi).

Per queste ragioni, il Consiglio federale non vede la necessità di commissionare un rapporto indipendente sulla gestione dei rischi o di agire a livello dei gruppi energetici come auspicato dall'autrice della presente interpellanza.

2. Dopo i notevoli utili realizzati dal 2004 al 2008, i gruppi energetici europei si trovano attualmente in una fase di riposizionamento e di stabilizzazione. A seguito degli elevati prezzi dell'elettricità negli anni 2004-2008, le aziende europee del settore hanno effettuato investimenti nelle centrali, con conseguenti eccedenze di capacità. Da quel momento, a causa della crisi finanziaria ed economica, di trasferimenti della produzione e di un aumento dell'efficienza energetica, si è registrata in tutta Europa una contrazione della domanda di energia elettrica. Inoltre, i guadagni delle aziende svizzere del settore sono stati fortemente compromessi dal prezzo contenuto del CO2, dalla promozione delle energie rinnovabili nei Paesi confinanti e dal forte franco svizzero.

Come già illustrato nella risposta alle domande 1 e 5, i gruppi energetici sono in massima parte società anonime. La responsabilità dell'orientamento strategico delle imprese, e quindi anche della gestione dei rischi, incombe al loro consiglio di amministrazione e all'assemblea generale. Non spetta al Consiglio federale esprimersi in merito all'indirizzo strategico delle imprese elettriche.

3. Il finanziamento dei costi per la disattivazione delle centrali nucleari e dei costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse viene assicurato da due fondi indipendenti. L'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17) disciplina il calcolo dei costi e la fissazione dei contributi in modo tale che al momento della messa fuori esercizio di una centrale nucleare i contributi dovuti siano versati nel fondo e i costi complessivi di disattivazione e di smaltimento risultino coperti, tenuto conto dell'interesse sul patrimonio dei fondi. Il Consiglio federale ha recentemente avviato una revisione dell'OFDS. L'obiettivo è garantire che gli esercenti delle centrali nucleari mettano a disposizione in tempo utile i necessari mezzi finanziari.

4. Secondo i rapporti di esercizio 2012, i costi di produzione dell'energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari ammontavano a 4,7 centesemi per chilowattora per la centrale di Gösgen e a 7,0 centesemi per chilowattora per la centrale di Leibstadt.

L'evoluzione futura dei prezzi dell'energia elettrica è difficile da prevedere poiché dipende da molti fattori, tra cui lo sviluppo economico globale, i prezzi del CO2 e dei combustibili, l'aumento delle capacità produttive (in particolare di energie rinnovabili), la disattivazione delle centrali nucleari obsolete, il corso del cambio franchi/euro e la configurazione del mercato europeo dell'elettricità (mercati delle capacità).

6. Per diversi motivi, la situazione dei gruppi energetici svizzeri non può essere paragonata a quella del settore finanziario durante il periodo di crisi. La "Commissione di esperti sulla limitazione dei rischi economici dovuti alle grandi imprese" nel suo rapporto del 30 settembre 2010 è giunta alla conclusione che in Svizzera solo le due grandi banche rientrano nella categoria "too big to fail". Per le imprese infrastrutturali, che appartengono in buona parte a enti pubblici, non è stata riconosciuta la rilevanza sistemica "too big to fail". Attualmente non vi è alcun motivo di giungere a conclusioni diverse.

Risposta del Consiglio federale.