14.3080 · Interpellanza · 2014-03-12
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nella risposta alla mozione 13.3178, "Obbligo di dichiarazione per i prodotti provenienti dai territori occupati dal Marocco nel Sahara occidentale", il Consiglio federale afferma che "l'indicazione 'Marocco' quale Paese di provenienza per merci prodotte nei territori del Sahara occidentale non è consentita". Inoltre, precisa che l'obbligo di dichiarazione vale solo per alcune tipologie di merci quali derrate alimentari preimballate, carne, prodotti a base di carne e pellicce e che alle merci provenienti dal Sahara occidentale importate in Svizzera non viene concesso il regime preferenziale per non violare la relativa risoluzione dell'ONU. Secondo la risoluzione, infatti, il territorio del Sahara occidentale risulta un "territorio non autonomo" e non fa quindi parte del Marocco.
Recentemente, nella filiale Coop di Helvetiaplatz a Basilea sono state scattate delle foto che mostrano una confezione di pomodori preconfezionati con l'indicazione "origine: Marocco/Dakhla". Dakla è la città costiera più a sud del Sahara occidentale su cui il governo marocchino rivendica la propria sovranità.
Alla luce di questi fatti prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Reputa giustificata la dichiarazione d'origine presente sul prodotto?
2. La merce è stata importata con o senza trattamento preferenziale? Qualora sia stato applicato il regime preferenziale, cosa pensa di fare il Consiglio federale per evitare che si ripeta un caso del genere?
3. Quali altre misure è disposto ad adottare il Consiglio federale per garantire il rispetto della risoluzione ONU sul Sahara occidentale e tutelare le rivendicazioni autonomistiche della popolazione locale?
Stellungnahme des Bundesrates
Nel parere relativo alla mozione 13.3178 il Consiglio federale aveva spiegato la differenza tra la dichiarazione d'origine impiegata per lo sdoganamento nelle importazioni e la dichiarazione della provenienza quale informazione per i consumatori. La verifica dell'origine viene effettuata dall'Amministrazione federale delle dogane (AFD), mentre la legittimità della dichiarazione della provenienza viene controllata dall'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).
In base all'indicazione d'origine citata nell'interpellanza l'AFD non è in grado di stabilire la relativa imposizione all'importazione né di verificare se sia stato richiesto o concesso un trattamento preferenziale al momento dell'importazione in Svizzera.
Per quanto riguarda l'indicazione della provenienza, l'USAV ha informato l'autorità cantonale competente sulla presenza della merce citata nell'interpellanza chiedendo di adottare eventuali misure.
In particolare, il Consiglio federale rimanda ai negoziati in corso all'ONU, segnatamente alla risoluzione numero 2152 del Consiglio di sicurezza adottata il 29 aprile 2014.
Il Consiglio federale è convinto che l'unico modo per risolvere in modo equo e duraturo il conflitto nel Sahara occidentale sia il negoziato. Per questo, incoraggia le trattative in corso e sostiene la missione dell'inviato speciale del segretario generale dell'ONU mettendo a disposizione due mediatori. Inoltre, due specialisti svizzeri partecipano al programma di sminamento della missione di pace delle Nazioni Unite nel Sahara Occidentale (Minurso).
La Svizzera promuove la collaborazione tra le parti per migliorare il rispetto dei diritti umani nel Sahara occidentale e nei campi profughi di Tindouf tramite le istituzioni e gli strumenti previsti dall'ONU e dall'Accordo internazionale sui diritti dell'uomo. Inoltre, conformemente alla risoluzione numero 2099 del Consiglio di sicurezza, sostiene l'attività del Geneva Institute for Human Rights che organizza corsi di formazione sui diritti umani per i rappresentanti delle autorità locali e della società civile insieme ai comitati regionali del Conseil national des droits de l'homme du Maroc.
Risposta del Consiglio federale.