14.3095 · Mozione · 2014-03-13
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di abrogare l'articolo 24 dell'ordinanza sulla protezione delle acque.
Begründung
Al momento della sua introduzione, il raggio d'esercizio d'uso locale faceva parte di un pacchetto di misure coerenti. I punti rilevanti per l'agricoltura erano l'introduzione di un valore massimo di UBGF di 3 unità di bestiame grosso/concime per ettaro, l'adozione di contratti di ritiro del concime scritti e autorizzati dalle autorità cantonali e il raggio d'esercizio d'uso locale. Quest'ultimo è stato introdotto principalmente per motivi di controllabilità e per il timore che le autorità cantonali non disponessero di risorse sufficienti per il controllo.
Il panorama agricolo attuale non è più quello di venti anni fa. Praticamente ovunque è stata introdotta la prova che le esigenze ecologiche sono rispettate. Le aziende sono sottoposte a controlli annuali da parte dei più svariati servizi e la protezione delle acque è attuata con buoni risultati. Le aziende hanno potuto crescere e specializzarsi.
L'introduzione del programma Internet per l'amministrazione uniforme dei trasferimenti di concimi aziendali e ottenuti dal riciclaggio in agricoltura (Hoduflu) ha permesso alle aziende di gestire in autonomia i concimi aziendali e di rinunciare ai contratti di ritiro in uso. Anche i 3 unità di bestiame grosso/concime per ettaro sono ormai pressoché irrilevanti, poiché questo valore non viene quasi mai raggiunto con il bilancio equilibrato dei nutrienti. Se tutti questi punti risultano nel frattempo irrilevanti, viene meno anche il motivo iniziale che ha portato a introdurre il raggio d'esercizio d'uso locale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il raggio d'esercizio d'uso locale è stato introdotto nella legge del 24 gennaio 1991 sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20) per cogliere gli obiettivi politico-strutturali della politica agricola e per gestire l'utilizzo dei concimi aziendali. In primo luogo, doveva contribuire a proteggere le aziende contadine che coltivano il suolo dalla crescente concorrenza da parte di aziende non dipendenti dal suolo. In secondo luogo, ai sensi di un utilizzo dei concimi aziendali mirato e rispettoso delle risorse naturali, il raggio d'esercizio d'uso locale doveva gestire i flussi di nutrienti nelle aziende che detengono animali da reddito e proteggere le acque da apporti eccessivi di nutrienti.
Al giorno d'oggi, per motivi politico-strutturali, il raggio d'esercizio d'uso locale non porta più valore aggiunto nel settore agricolo. Le fabbriche di animali in senso proprio sono precluse dall'ordinanza sugli effettivi massimi (RS 916.344) e non dal raggio d'esercizio d'uso locale. Inoltre, la concessione di aiuti strutturali è stata adeguata in modo tale che dal 1° gennaio 2014 la promozione di strutture agricole rimanga di fatto limitata al rispetto di distanze massime tra i luoghi di produzione ma non sia più orientata al raggio d'esercizio d'uso locale. A tal fine, il concetto di raggio d'esercizio d'uso locale è stato stralciato dall'ordinanza sui miglioramenti strutturali (RS 913.1). Lo sviluppo strutturale è dunque determinato prevalentemente dalle condizioni quadro economiche.
Il 24 giugno 2009 il Consiglio federale ha pubblicato il rapporto "Bilancio di concimazione equilibrato in relazione ai contratti di ritiro di concimi aziendali e ai trasporti di concimi aziendali" in adempimento del postulato della CET-S 06.3637, "Bilancio di concimazione equilibrato". Questo rapporto incaricava il DEFR (ex DFE) e il DATEC di ottimizzare a livello di basi legali e di esecuzione gli strumenti relativi alla gestione dei nutrienti, al fine di migliorare la protezione delle acque. I mandati prioritari derivanti da questo rapporto, quali la soppressione dell'obbligo contrattuale per le forniture di concime aziendale e la relativa sostituzione con la registrazione delle forniture nel sistema informatico Hoduflu, sono stati attuati nel quadro della Politica agricola 2014-2017. I rimanenti mandati sono in corso di elaborazione e dovrebbero essere ultimati entro il 2016. Si tratta in particolare di esaminare l'opportunità di eliminare le prescrizioni sul raggio d'esercizio d'uso locale associata a miglioramenti nell'utilizzo ottimizzato dei concimi aziendali sulle particelle, al fine di promuovere un'agricoltura consona al luogo.
Per tale motivo, il Consiglio federale attende i risultati dei lavori avviati e in seguito valuterà l'eliminazione o la sostituzione del raggio d'esercizio d'uso locale con uno strumento più mirato per gestire i flussi di nutrienti e proteggere le acque in vista della Politica agricola 2018-2021.
Nel caso di un'eventuale eliminazione del raggio d'esercizio d'uso locale, occorre inoltre tenere presente che l'articolo 24 dell'ordinanza sulla protezione delle acque (OPAc; RS 814.201) si limita a definire l'estensione di detto raggio. L'obbligo di rispettarlo nell'ambito della detenzione di animali da reddito sarebbe imposto, come finora, dalla LPAc (art. 14 cpv. 4). Se venisse abrogato unicamente l'articolo 24 POAc verrebbe quindi meno la certezza del diritto, poiché l'estensione del raggio non sarebbe più definita in modo uniforme in tutta la Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.