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14.310 · Iniziativa cantonale · 2014-04-15

Liquidato

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di Ginevra presenta la seguente iniziativa:

Il Gran consiglio della Repubblica e Cantone di Ginevra, considerando che:

- la Svizzera partecipa a numerosi negoziati internazionali;

- Ginevra ospita ogni anno migliaia di cittadini di tutti i Paesi del mondo che partecipano a svariate manifestazioni promosse dalle organizzazioni internazionali, soprattutto da quelle appartenenti alla famiglia delle Nazioni Unite;

- i passi necessari per ottenere un visto biometrico per entrare in Svizzera causano costi esorbitanti ad alcuni dei nostri visitatori e ai loro governi;

invita le autorità federali

a permettere ai cittadini di tutti i Paesi di ottenere il visto nel proprio Stato avvalendosi di tutte le strutture svizzere presenti sul territorio (ambasciate, consolati, rappresentanze onorarie, uffici della DSC) e di collaborare con tutti i Paesi dell'Unione europea che rilasciano anche il visto Schengen.

Begründung

La nuova politica estera della Svizzera, unita all'introduzione avvenuta quest'anno dei visti biometrici nello spazio europeo di Schengen, ha eretto una barriera a volte invalicabile per alcuni dei partner di lunga data del nostro Paese.

Vista la necessità di risparmiare e per esigenze d'efficacia (sic), il Dipartimento degli affari esteri ha istituito centri consolari regionali che, a partire da una città, gestiscono i servizi consolari per un gruppo di Paesi (strategia di politica estera 2012-2015. Rapporto sugli indirizzi strategici della politica estera per la legislatura).

Oltre ad aver chiuso numerosi consolati in tutto il mondo, la Svizzera ha concentrato e selezionato, tra le sue rappresentanze, i luoghi in cui sono rilasciati i visti biometrici.

Si è così giunti a situazioni paradossali, quali l'impossibilità di ottenere un visto per la Svizzera in numerosi Paesi definiti prioritari nelle azioni della Direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera (DSC).

I cittadini della Bolivia, del Mali, del Guatemala, del Togo, del Niger, dell'Uganda, del Ruanda, del Ciad, del Salvador, del Laos o della Palestina, per esempio, devono percorrere migliaia di chilometri e valicare un confine per ottenere un visto d'entrata in Svizzera.

In aprile gli organi e le associazioni della Federazione ginevrina di cooperazione hanno scritto al consigliere federale Didier Burkhalter chiedendogli che i visti possano essere nuovamente rilasciati in tutti i Paesi partner. A tutt'oggi non hanno ottenuto risposta.

Il fenomeno non riguarda unicamente qualche organizzazione non governativa (ONG) che lavora in collaborazione con i Paesi del Sud, ma comporta conseguenze di altro genere per Ginevra.

Quando membri di missioni o di governi, venuti ad assistere a conferenze delle Nazioni Unite, parlano di un atteggiamento ostile della Svizzera, questo diventa un segnale inquietante per Ginevra e la sua reputazione!

In effetti, quando una delegazione, oltre alle spese di soggiorno a Ginevra già esorbitanti per un Paese del Sud, deve sborsare oltre 1000 franchi a testa per ottenere un visto della durata di dieci giorni, tutto questo diventa davvero troppo, anche per un governo.

Per fare un esempio concreto: una persona che vive a Bamako deve presentarsi di persona a Dakar per ottenere un visto (Bamako dista da Dakar 1350 km). Per i più fortunati ciò significa: un biglietto aereo, tre o quattro notti in albergo, le spese di vitto e trasporto sul posto, per non parlare dei giorni lavorativi perduti. Il viaggio a Ginevra comincia a diventare piuttosto costoso. E non parliamo neppure di chi dispone di un reddito modesto e si era preparato da molto tempo a un viaggio a cui praticamente deve rinunciare perché il prezzo del visto corrisponde a un terzo del costo complessivo preventivato.

I rappresentanti dei Paesi del Sud continueranno a venire a Ginevra in occasione di conferenze o di altri eventi? O non preferiranno piuttosto andare in luoghi a loro più accessibili abbandonando la Ginevra internazionale e le sue organizzazioni?

Non si tratta quindi soltanto della perdita di qualche rappresentante, ma forse persino di organismi internazionali che sceglieranno altri luoghi più accessibili per le loro conferenze e addirittura per la loro sede.

Diventa dunque importante per la Svizzera trovare rapidamente soluzioni efficaci affinché i cittadini dei Paesi in cui in passato i visti venivano rilasciati, possano ottenerli nuovamente in modo appropriato.

I presunti risparmi, realizzati raggruppando in qualche luogo gli strumenti biometrici che consentono di realizzare i relativi visti, rischiano di diventare un autogol per quanto riguarda le relazioni internazionali. Questo nuovo modo di trattare le persone che desiderano venire a Ginevra e in Svizzera rappresenta un grave pericolo per la Ginevra internazionale.