14.3107 · Interpellanza · 2014-03-18
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alla seguente domanda: a che punto sono le sue riflessioni in merito all'energia grigia, soprattutto per quel che riguarda la tendenza odierna secondo cui si preferisce gettare determinati beni di consumo invece di ripararli, consumando così una notevole quantità di energia grigia?
Begründung
Per energia grigia si intende la quantità di energia utilizzata da un prodotto o da un materiale durante il suo ciclo di vita: estrazione, trasformazione, produzione, trasporto, utilizzazione, manutenzione e infine smaltimento o riciclaggio. Ognuna di queste tappe necessita di una certa quantità di energia, sia essa umana, animale, elettrica, termica o di altra origine. Sommando questa energia necessaria per il ciclo di vita, possiamo calcolare l'ammontare del fabbisogno energetico di un prodotto o di un materiale. Queste conoscenze possono essere d'aiuto al momento della scelta, in particolare nell'ottica della riduzione dell'impatto ambientale.
Nell'odierna società dei consumi, è tuttavia di moda sostituire rapidamente taluni beni di consumo come le automobili, i cellulari, l'elettronica d'intrattenimento o gli apparecchi elettrici. Inoltre, i fabbricanti progettano e commercializzano prodotti con una durata di vita relativamente breve, così da poter vendere ai consumatori, dopo qualche anno e a volte dopo uno o due anni, nuovi prodotti.
Questa continua e rapida sostituzione, che dà lavoro naturalmente anche a numerose persone e fa funzionare l'economia, è legata pure a dei miglioramenti tecnici o a nuovi accessori richiesti dai consumatori.
Ciononostante sembra opportuno riflettere sull'energia grigia consumata da un prodotto durante il suo ciclo di vita.
Acquistare un'automobile nuova a basse emissioni di CO2 sembra a prima vista un'ottima idea sul piano energetico e ambientale. Tuttavia, si pone la questione dello spreco energetico dovuto al cambio e al fatto che per la vecchia auto è stata consumata un'importante quantità di energia per la produzione e, se del caso, per la rottamazione.
Adottando la nuova legge sull'imposta di circolazione, il cantone di Neuchâtel ha introdotto il principio innovatore secondo cui il veicolo non viene più tassato in base al peso e alla cilindrata, ma secondo le sue emissioni di CO2. La vera novità consiste tuttavia nel fatto che le vecchie automobili beneficiano di una riduzione dell'imposta che va ad aumentare in base agli anni trascorsi dalla prima messa in circolazione.
Il Consiglio federale condivide queste preoccupazioni? Quali sono le misure che ha già adottato o che pensa di adottare affinché in futuro si possa tenere conto anche del consumo di energia grigia?
Stellungnahme des Bundesrates
Sinora il Consiglio federale si è occupato del tema dell'energia grigia ad esempio nei seguenti contesti:
Tutela delle risorse naturali ed emissioni grigie.
Le risorse naturali sono un elemento centrale per il benessere della collettività; se risorse quali l'acqua, il suolo, l'aria pulita, la biodiversità, le ricchezze del sottosuolo come le materie prime energetiche e i metalli non fossero più presenti in quantità o qualità sufficiente, sarebbero in pericolo sia il sistema economico che la qualità di vita della popolazione. Le emissioni grigie sono emissioni di gas serra, ossia effetti collaterali della produzione di articoli di ogni genere, della produzione di energia e dello smaltimento dei rifiuti di produzione. Nel commercio internazionale di beni e servizi, queste emissioni grigie vengono sia importate che esportate. Un'economia aperta e strettamente connessa con il commercio mondiale come quella elvetica produce anche emissioni grigie all'estero, come si evince dallo studio "Emissioni grigie di gas serra in Svizzera 1990-2004" pubblicato dall'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM), aggiornato nel 2007.
Il Consiglio federale intende preservare le risorse naturali. L'efficienza nell'impiego delle risorse va migliorata a lungo termine al fine di ridurre in modo massiccio l'inquinamento ambientale. In questo contesto va tenuto conto anche dell'inquinamento prodotto all'estero. Lo studio "Gesamt-Umweltbelastung durch Konsum und Produktion der Schweiz" (UFAM 2011; disponibile in tedesco e francese) evidenzia che più del 60 per cento del carico inquinante globale causato da imprese svizzere è generato all'estero. In questo studio l'energia è indicata come una causa importante dell'inquinamento ambientale, di cui - per giunta - una quota particolarmente ingente interessa l'estero.
Nel marzo 2013 il Consiglio federale ha adottato il piano d'azione per un'economia verde 2013, che comprende 27 misure intese a favorire modi di produzione e comportamenti di consumo rispettosi delle risorse. Diverse di queste misure tengono conto della dimensione internazionale del consumo e della produzione. La Confederazione intende ad esempio rafforzare il proprio impegno internazionale a favore dell'economia verde e, nel quadro del controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un'economia sostenibile ed efficiente in materia di gestione delle risorse (economia verde)", propone una modifica della legge federale del 7 ottobre 1983 sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) che introduca misure volte a utilizzare in modo più efficiente le risorse naturali. Il 12 febbraio 2014 il collegio ha adottato e trasmesso al Parlamento il messaggio relativo alla revisione della LPAmb, con la quale intende fissare precisi obiettivi, rendere più ecologico il consumo (ad es. attraverso accordi), recuperare sostanze e materiali preziosi (ad es. materie sintetiche, fosforo) e mettere a disposizione della popolazione informazioni su un uso delle risorse efficiente e parsimonioso.
La Svizzera persegue una politica di riduzione dei gas serra e si impegna attivamente a favore di una normativa internazionale vincolante e globale per la protezione del clima, compatibile con l'obiettivo dei 2 gradi riconosciuto dalla comunità internazionale. La legge sul CO2 riveduta, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, mira a ridurre le emissioni in Svizzera. Oltre a ciò, attraverso il suo impegno nel quadro della politica internazionale del clima (ad es. con contributi alla Global Environment Facility, un meccanismo internazionale per il finanziamento di progetti ambientali nei Paesi in via di sviluppo), la Svizzera contribuisce a ridurre i gas serra in altri Paesi e, di conseguenza, a limitare l'importazione delle cosiddette emissioni grigie.
Traffico privato.
Il Consiglio federale è favorevole alle imposte cantonali sui veicoli commisurate alle emissioni. A livello federale, tra il 2004 e il 2009, si è dibattuto su un sistema volto a fissare incentivi finanziari per l'acquisto di veicoli efficienti sotto il profilo energetico e a basse emissioni (sistema bonus-malus). Nel quadro della revisione della legge federale del 23 dicembre 2011 sulla riduzione delle emissioni di CO2 (legge sul CO2; RS 641.71), entrata in vigore il 1° gennaio 2013, si è tuttavia rinunciato a tale sistema, preferendogli l'introduzione di prescrizioni sulle emissioni di CO2 compatibili con la regolamentazione in vigore a livello europeo. Con la revisione parziale della legge sul CO2, nel marzo 2011 sono state introdotte anche delle prescrizioni sulle emissioni di CO2 delle automobili. Conformemente alla normativa UE, in Svizzera le emissioni di CO2 delle nuove automobili devono essere ridotte a una media di 130 grammi per chilometro entro la fine del 2015. Nel messaggio sulla strategia energetica 2050, il Consiglio federale fa un passo in più, proponendo di recepire anche le prescrizioni sulle emissioni di CO2 fissate dall'UE per il 2020, ossia la riduzione a 95 grammi di CO2 per chilometro.
Risposta del Consiglio federale.