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14.3121 · Postulato · 2014-03-19

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare, sul modello del rapporto sull'integrazione del 1999, un'analisi comparativa delle possibili ripercussioni che la prosecuzione del bilateralismo con o senza una nuova soluzione istituzionale e un'adesione all'UE potrebbero determinare sulla Svizzera.

Begründung

Alla luce del nuovo orientamento inevitabilmente assunto dalle nostre relazioni con l'UE in seguito alla votazione del 9 febbraio 2014, è necessario esaminare oggettivamente tutte le opzioni possibili in materia di politica europea, come già aveva fatto il Consiglio federale con il rapporto sull'integrazione del 1999. Solo a questa condizione è possibile lanciare un serio dibattito pubblico sulla forma della futura cooperazione con i partner europei. In tal modo il Parlamento e il popolo sarebbero informati dei vantaggi e degli svantaggi connessi alle possibili scelte e potrebbero decidere quale forma di cooperazione europea si addice meglio agli interessi della Svizzera a medio e lungo termine. In particolare, si dovrebbero valutare le ripercussioni sulle relazioni con l'UE del nuovo articolo costituzionale relativo ai contingenti e le modalità con cui ogni opzione consentirebbe alla Svizzera di difendere i propri interessi di partner a pieno titolo nelle istituzioni europee. Nella complessa situazione in cui ci troviamo attualmente, sarebbe irresponsabile e poco lungimirante escludere a priori un'opzione di adesione per motivi dogmatici.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Come ha indicato nel rapporto del 17 febbraio 2010 sulla valutazione della politica europea della Svizzera, il Consiglio federale esamina regolarmente i vari strumenti della sua politica nei confronti dell'UE per procedere eventualmente alle modifiche necessarie in funzione dello sviluppo della situazione. Il Consiglio federale resta convinto che la via bilaterale rappresenti attualmente lo strumento migliore per difendere i nostri interessi nei confronti dell'UE. Lo ha confermato a più riprese, in particolare dopo la votazione del 9 febbraio 2014 sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa". In primo luogo occorre quindi proseguire gli sforzi in vista del consolidamento e del rinnovo della via bilaterale. A questo riguardo, le trattative condotte con l'UE dopo il 9 febbraio 2014 hanno consentito una soluzione non discriminatoria per quanto riguarda l'accesso al mercato svizzero del lavoro per le cittadine e i cittadini croati, l'adozione del mandato negoziale dell'UE per le questioni istituzionali e la relativa ripresa dei negoziati per l'accesso al mercato. Le discussioni dovrebbero inoltre permettere la definizione di soluzioni per i dossier di cooperazione.

A seconda dei risultati di questi negoziati, che includono anche la questione di una soluzione per l'accordo sulla libera circolazione delle persone, il Consiglio federale potrebbe proporne la ratifica al Parlamento o il popolo potrebbe essere chiamato a votare al riguardo. Qualora un'analisi comparativa dei costi e dei benefici dei diversi strumenti di politica nei confronti dell'UE si riveli utile, il Consiglio federale è disposto a redigere un simile rapporto, nel quale integrerà, come nel 1999, l'analisi di tutte le opzioni possibili per la politica svizzera nei confronti dell'UE.

Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.