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14.3123 · Mozione · 2014-03-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali di modo che la Tesoreria federale e istituti di diritto pubblico quali la SUVA o il Fondo AVS non possano investire nei gruppi societari impegnati nell'estrazione di idrocarburi (petrolio, gas naturale o carbone) o in possesso di riserve di combustibili fossili. Gli investimenti in atto (azioni, obbligazioni, ecc.) dovranno essere liquidati entro un termine di cinque anni.

Begründung

1. Protezione degli investitori: secondo il gruppo bancario HSBC, le quotazioni dei titoli dei gruppi societari con riserve di petrolio, gas e carbone iscritte a bilancio rischiano di crollare in borsa. Gli specialisti parlano di "bolla del CO2" o "bolla del carbonio". Il crollo si verificherà quando i governi cominceranno davvero a mettere in pratica gli obiettivi climatici già fissati, in quanto allora gran parte delle riserve di combustibili fossili iscritte a bilancio non potranno più essere sfruttate. Tutti gli investimenti in questi gruppi energetici contribuiscono ad aggravare il problema.

2. Protezione del clima: giusta l'articolo 1 della legge sul CO2, la Svizzera si impegna a "contribuire a limitare l'aumento della temperatura globale a meno di due gradi centigradi". Nell'ambito della strategia energetica 2050 sono previste altre misure per ridurre le emissioni di CO2. Gli investimenti in combustibili e carburanti fossili minano questi obiettivi e provvedimenti e sono in palese contraddizione con i notevoli sforzi profusi dall'economia svizzera e da numerose economie domestiche per ridurre le emissioni di CO2.

Secondo stime approssimative, i titoli svizzeri di gruppi aziendali operanti nel settore delle fonti energetiche non rinnovabili contribuiscono al riscaldamento climatico molto di più delle emissioni prodotte complessivamente nel nostro Paese. Soltanto nel 2012 i venti principali gruppi energetici mondiali hanno speso 674 miliardi di dollari per localizzare nuovi giacimenti di energie fossili, e questo anche grazie all'ampio sostegno dei poteri pubblici svizzeri.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il patrimonio degli istituti di diritto pubblico deve essere gestito per principio nell'interesse degli assicurati e dei beneficiari di rendite e investito secondo i criteri della sicurezza e del rendimento conforme al mercato. Nell'ottica di una strategia d'investimento equilibrata gli istituti di diritto pubblico devono inoltre avere la possibilità di diversificare in modo adeguato i loro portafogli di titoli. Limitare la strategia d'investimento nel senso proposto dall'autore della mozione sarebbe in contrasto con queste esigenze e inciderebbe negativamente sul margine di manovra che permette agli istituti di reagire alle condizioni di mercato. Per consentire, per esempio, ai Fondi di compensazione dell'AVS, dell'AI e delle IPG una maggiore diversificazione (anche a livello internazionale) dei propri investimenti, il Parlamento ha rivisto più volte la legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10). Anche la SUVA persegue una strategia d'investimento orientata su un'ampia diversificazione e ha bisogno di autonomia per definire la propria politica d'investimento.

Secondo l'articolo 60 capoverso 1 della legge federale sulle finanze della Confederazione (LFC; RS 611.0), la Tesoreria federale provvede alla solvibilità permanente della Confederazione e delle istituzioni e unità amministrative ad essa soggette. A questo scopo ha la facoltà di raccogliere fondi sul mercato monetario e su quello finanziario e costituisce riserve di liquidità adeguate. I capitali liberamente disponibili, invece, vengono investititi in modo tale da garantire la sicurezza e un ricavo conforme al mercato (art. 62 cpv. 1 LFC), motivo per cui gli investimenti sono di regola di breve termine e hanno una durata di meno di dodici mesi. Secondo l'articolo 62 capoverso 2 LFC, la Tesoreria federale non è autorizzata ad acquistare, a scopo d'investimento, diritti di partecipazione a imprese con fine lucrativo (per es. azioni), mentre le è permesso in linea di massima effettuare investimenti a reddito fisso e durata breve. Dati la grande importanza attribuita al criterio della sicurezza e l'orientamento sul mercato del franco svizzero, la Tesoreria federale non ha esposizioni nei confronti di imprese a scopo di lucro del settore non bancario.

Gli istituti, come i Fondi di compensazione dell'AVS, dell'AI e delle IPG oppure la SUVA, sono per legge indipendenti dalla Confederazione. L'organo responsabile dell'investimento del patrimonio e della valutazione dei rischi è il consiglio di amministrazione. Se per considerazioni di natura etica o ecologica, dovesse risultare necessario procedere a una limitazione degli investimenti, spetterebbe in primo luogo al consiglio di amministrazione, e non al legislatore, emanare le disposizioni del caso. Inoltre, nell'ambito della loro attività d'investimento i Fondi di compensazione dell'AVS, dell'AI e delle IPG e la SUVA tengono già conto di criteri etici e di sostenibilità.

Per i tre fondi di compensazione, per esempio, gli investimenti diretti in azioni che sarebbero toccati dalla mozione corrispondono a meno del 5 per cento del totale degli investimenti in azioni. Nell'esercizio 2012 il 14 per cento circa di tutti gli attivi dei tre fondi di compensazione (circa 29,9 miliardi di franchi) era costituito da investimenti diretti in azioni. Rapportata al volume complessivo degli attivi, la quota degli investimenti diretti in società del settore dei combustibili fossili ammonta dunque allo 0,7 per cento circa, vale a dire a poco più di 200 milioni di franchi. Per le singole società del settore energetico si tratta di investimenti di poco conto (la Exxon Mobile da sola presentava a fine marzo 2014 una capitalizzazione di mercato di circa 370 miliardi di franchi). Lo stesso vale per gli investimenti in obbligazioni del settore del petrolio e del gas naturale: hanno un ruolo marginale. Pertanto, anche se gli istituti di diritto pubblico decidessero di rinunciare a questo tipo di investimento, i gruppi energetici noterebbero a malapena la differenza.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.