14.3129 · Interpellanza · 2014-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il 29 agosto 2012 il Ministero pubblico della Confederazione ha avviato un procedimento penale contro l'UBS e ignoti per presunto riciclaggio di denaro proveniente da atti di corruzione commessi dal dirigente malese Musa Aman nell'ambito del commercio di legno tropicale. Stando ai media, finora la Malaysia non ha reagito alla relativa domanda di assistenza giudiziaria presentata dalla Svizzera, ostacolando in tal modo le indagini elvetiche. La Svizzera (rispettivamente l'AELS) sta attualmente negoziando con la Malaysia la stipula di un accordo di libero scambio.
1. Corrisponde al vero che la domanda svizzera di assistenza giudiziaria presentata alla Malaysia nel caso UBS/Musa Aman non ha finora ottenuto risposta?
2. Quali misure adotta il Consiglio federale quando le domande di assistenza giudiziaria indirizzate a Paesi terzi non ottengono risposta, ad esempio nel caso di corruzione di pubblici ufficiali di Stati esteri?
3. Come intende garantire nel caso UBS/Musa Aman che le domande di assistenza giudiziarie presentate dalla Svizzera alla Malaysia e a eventuali altri Stati ottengano una risposta?
4. Ritiene opportuno condurre trattative in materia di libero scambio con Stati che procrastinano o non rispondono alle domande di assistenza giudiziaria presentate dalla Svizzera?
5. Nell'ambito delle trattative in materia di libero scambio con la Malaysia, affronterà anche questioni relative ai diritti umani, ad esempio quella della recente condanna del capo dell'opposizione Anwar Ibrahim a una pena detentiva di cinque anni per presunta omosessualità?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La cooperazione giudiziaria in materia penale con la Malaysia è buona. In passato è stato regolarmente dato seguito alle domande di assistenza giudiziaria presentate dalla Svizzera. La Malaysia ha peraltro reagito rapidamente alle rogatorie più recenti. L'unica domanda di assistenza giudiziaria in materia penale presentata dal Ministero pubblico della Confederazione (MPC) alla Malaysia nel caso UBS/Musa Aman risale alla seconda metà di novembre 2013. Anche in questo caso la Malaysia ha adottato celermente le prime misure. Finora non è pertanto possibile muovere alcuna critica nei confronti delle autorità malesi. Alla luce della situazione non è lecito affermare che la Malaysia non dia seguito alla domanda di assistenza giudiziaria presentata dalla Svizzera nel caso UBS/Musa Aman.
2. Occorre distinguere tra gli Stati con cui la Svizzera ha concluso un trattato di assistenza giudiziaria in materia penale e quelli con cui non è stato stipulato alcun accordo di questo tipo. Con gli Stati con cui è legata contrattualmente, la Svizzera dispone di almeno quattro misure: in primo luogo, può intavolare un dialogo a livello di esperti. In secondo luogo, può protestare formalmente per via diplomatica. Se queste due misure restano senza effetto, la Svizzera può esortare lo Stato in questione ad adempiere i suoi obblighi contrattuali. Infine può minacciare il Paese inadempiente di denunciare il trattato. Dal momento che la Svizzera non ha concluso alcun trattato di assistenza giudiziaria con la Malaysia, le possibilità sono limitate. Se dovessero sorgere difficoltà, la Svizzera non potrebbe far valere l'applicazione di disposizioni convenzionali, ma dovrebbe limitarsi al dialogo a livello di esperti. L'eventualità di adottare misure non dovrebbe tuttavia porsi nella fattispecie, in quanto la cooperazione con la Malaysia è buona.
3. Nel caso UBS/Musa Aman, nella situazione attuale il Consiglio federale parte dal presupposto che la Malaysia eseguirà la domanda di assistenza giudiziaria presentata dalla Svizzera, come confermano i passi intrapresi. Se dovessero tuttavia porsi problemi, non sarà possibile garantire la cooperazione con la Malaysia o con eventuali altri Paesi.
4. Alla luce delle esperienze positive maturate questi ultimi anni con la Malaysia in materia di assistenza giudiziaria e degli atti di assistenza già effettuati nel caso UBS/Musa Aman, la questione 4 non si pone.
5. Gli accordi di libero scambio della Svizzera poggiano anzitutto su criteri economici, prendendo in considerazione, nell'ambito di una politica coerente del Consiglio federale, il rispetto di norme ambientali e sociali, compresi i diritti dell'uomo. Come avviene con ogni partner negoziale della Svizzera, gli aspetti rilevanti in materia di diritti umani saranno affrontati anche nell'ambito delle trattative in vista di un accordo di libero scambio con la Malaysia. La Svizzera mira in particolare a includere rimandi ai pertinenti strumenti internazionali. La Svizzera segue attentamente gli sviluppi della situazione dei diritti umani in Malaysia, anche attraverso la nostra ambasciata a Kuala Lumpur. Il nostro Paese ha infatti tematizzato i diritti umani con le autorità malesi, inclusi i casi individuali, e continuerà a farlo in futuro sia sul piano multilaterale sia nelle relazioni bilaterali, in collaborazione con Paesi che seguono un approccio analogo. La Svizzera ha formulato corrispondenti raccomandazioni in occasione dell'esame periodico universale della Malaysia, nell'ottobre 2013, da parte del Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite.
Risposta del Consiglio federale.