14.3147 · Interpellanza · 2014-03-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Da tempo è risaputo che fumare o ingerire tetraidrocannabinolo (THC) può causare gravi psicosi, quali la schizofrenia, una forma cronica di disturbo psicotico accompagnato da un forte disadattamento. Per molti giovani consumatori questo può portare all'interruzione dell'apprendistato o della scuola e a lunghe e complesse terapie in una clinica psichiatrica. Alla sofferenza psicologica si aggiungono costi sanitari elevati. Un medico legale ha ora dimostrato che il consumo di canapa può anche uccidere. Benno Hartung dell'Università di Düsseldorf è riuscito a provare che due giovani uomini sono deceduti dopo aver consumato canapa a causa di problemi di aritmia cardiaca. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista specializzata "Forensic Science International", smentiscono chi finora ha sempre sostenuto che il consumo di canapa sia relativamente innocuo.
Questo mi porta a porre al Consiglio federale le domande seguenti:
1. Come valuta questi nuovi risultati scientifici?
2. Quali conseguenze ha per la politica federale in materia di droga il fatto che il consumo di canapa può uccidere?
3. Non ritiene problematica l'iniziativa di alcune città, quali Ginevra e Berna, di introdurre gradualmente, nel quadro di progetti pilota, dei cosiddetti coffee shop (ossia locali autorizzati dallo Stato a vendere modesti quantitativi di droghe leggere per il consumo personale), malgrado la legge vigente lo vieti e nonostante il chiaro no popolare all'iniziativa per la legalizzazione della canapa?
4. Entro quando porrà un freno a queste iniziative di Berna e Ginevra?
5. Quante persone dipendenti dalla canapa devono essere ricoverate ogni anni in una clinica psichiatrica perché soffrono di psicosi, ad esempio di schizofrenia?
6. Quanto dura in media la degenza in clinica di queste persone e qual è la percentuale di ricaduta che rende necessario un nuovo ricovero?
7. A quanto ammontano i costi di questi lunghi e complessi trattamenti?
8. A quanto ammonta la parte a carico dell'assicurazione di base obbligatoria?
Stellungnahme des Bundesrates
Nelle sue prese di posizione sulla problematica della droga, il Consiglio federale ha sottolineato in varie occasioni che il consumo di qualsiasi sostanza psicoattiva, e quindi anche della canapa, comporta notevoli rischi sociali e per la salute.
1. La conclusione del medico legale dott. Hartung, secondo cui due giovani uomini sarebbero deceduti dopo aver consumato canapa a causa di problemi di aritmia cardiaca, sono contestate dai professionisti del settore. È invece indiscussa la tesi avanzata dal medico nello studio citato, ossia che alle persone a rischio di cardiopatie occorre sconsigliare il consumo di canapa. Questi risultati coincidono con quanto osservato nella prassi: le persone reagiscono in maniera differente alle droghe e, di conseguenza, corrono rischi difficilmente calcolabili se decidono di consumarle comunque. Per la maggior parte di loro, il consumo di canapa non comporta conseguenze, ma per i soggetti particolarmente a rischio dal punto di vista sociale e della salute può invece avere conseguenze gravi.
2. Il Consiglio federale non vede in queste nuove conoscenze alcuna necessità di modificare la sua politica di prevenzione, che già oggi è focalizzata sull'identificazione precoce dei giovani a rischio. Occorre tuttavia precisare che il carattere illegale del consumo di canapa ostacola la prevenzione, dato che, nel quadro giuridico attuale, discuterne apertamente con i diretti interessati è possibile solo in maniera molto limitata.
3. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che, in diverse città svizzere, sono discussi possibili modelli di consumo controllato di canapa e ne segue con attenzione gli sviluppi. Finora all'Ufficio federale della sanità pubblica non è ancora stata presentata nessuna richiesta concreta in tal senso e, contrariamente a quanto affermato dall'autrice dell'interpellanza, al collegio governativo non risulta sia mai stata aperta alcuna struttura per il consumo controllato di tali sostanze. Per questo motivo non è possibile rispondere alla domanda se un simile modello possa o no essere in linea con la legge sugli stupefacenti (LStup; RS 812.121).
4. L'esecuzione della LStup e il perseguimento penale sono di competenza dei cantoni. Il Consiglio federale non è in possesso di indizi concernenti pratiche illegali nei cantoni citati e non ritiene dunque necessario attivarsi.
5. Per motivi tecnici di codifica, i dati della statistica medica riguardano solo i disturbi psicotici causati dalla canapa e non la schizofrenia da essa indotta - una malattia, quest'ultima, codificata esclusivamente come diagnosi a sé stante. Un nesso causale tra "disturbo psichico comportamentale dovuto a cannabinoidi" e "schizofrenia" non può essere stabilito nella stessa serie di dati.
Nel 2003 la statistica medica ha rilevato 116 casi di diagnosi principale "disturbo psicotico dovuto a cannabinoidi"; nel 2005, con 144 casi, è stato raggiunto un picco massimo. Nel 2008 il numero di casi è sceso a 104 e nel 2012 sono stati registrati 127 casi. Ciò significa che l'andamento del numero di casi è altalenante nel tempo, con una leggera tendenza all'aumento. Non vi sono segnali che indicano un aumento notevole dei casi.
6. La durata media delle degenze ospedaliere con diagnosi principale "disturbo psicotico dovuto a cannabinoidi" è di 24 giorni. In base ai dati statistici a disposizione non è possibile calcolare la percentuale di ricaduta.
7. La statistica medica non contiene nessun dato riguardante i costi. Nella statistica dei costi per caso diagnosticato figurano esclusivamente i dati provenienti dalle aziende del settore della somatologia acuta che utilizzano il sistema degli importi forfetari per caso Swiss DRG. Il sistema Swiss DRG non copre l'ambito psichiatrico: di conseguenza non è possibile quantificare in cifre i costi dei trattamenti corrispondenti.
8. Poiché non vi sono dati sui costi per caso diagnosticato e visto che i trattamenti sono orientati alle diverse esigenze dei singoli pazienti non è neppure possibile determinare la quota di tali costi a carico dell'assicurazione di base obbligatoria.
Risposta del Consiglio federale.