Incentivi per attenuare la carenza di personale qualificato nel settore della sanità
14.3162 · Mozione · 2014-03-20
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato, in collaborazione con i cantoni e con il mondo economico, di mettere rapidamente in atto le possibilità di miglioramento, individuate già da anni, per assicurare il ricambio generazionale nel settore della sanità, di sfruttare nel migliore dei modi il potenziale esistente in Svizzera in questo campo e di creare altri incentivi per far fronte alla carenza di personale qualificato nel settore della sanità.
Begründung
In Svizzera il settore della sanità si appresta a vivere grandi difficoltà in termini di personale. Entro il 2030 bisognerà assumere 120 000 a 190 000 persone (OBSAN 2009). Nei prossimi anni, inoltre, un terzo degli attivi andrà in pensione e il fabbisogno di cure sanitarie aumenterà in misura significativa nei comparti dello Spitex e dell'assistenza agli anziani. Per soddisfare questa richiesta, ogni anno mancano all'incirca 5000 specialisti. Oggi gran parte di essi sono stranieri qualificati che assicurano la copertura sanitaria nel nostro Paese. La mancanza di personale qualificato, tuttavia, si accentuerà ancor più con l'attuazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa".
La Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno posto le prime basi con il masterplan Formazione professioni sanitarie. Alla luce della nuova situazione, però, occorre ripensare la politica della formazione (obiettivi, provvedimenti) e accelerarne fortemente l'attuazione. In Svizzera vi è un considerevole potenziale di specialisti, ma non è sufficientemente sfruttato. Abbiamo bisogno di:
1. un'offerta formativa in linea con il fabbisogno a tutti i livelli e, in particolare, di posti di formazione e tirocinio per gli ospedali, le case di cura e Spitex. Occorre sveltire l'introduzione capillare del biennio di base per ottenere il certificato federale di formazione pratica di addetto/a alle cure sociosanitarie;
2. modelli di orari lavorativi flessibili e moderni, nonché soluzioni di assistenza complementari alla famiglia a prezzi abbordabili;
3. formazioni di recupero e qualificazioni superiori per gli adulti: sviluppo e creazione di offerte mirate, sostegno mirato per chi vuole ricominciare a lavorare, validazione degli apprendimenti acquisiti.
Soltanto così la Svizzera potrà evitare deficit qualitativi o, peggio, un ridimensionamento delle prestazioni sanitarie.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nel 2013 il Consiglio federale ha varato la Strategia sanità 2020 con l'obiettivo di formare più operatori sanitari e migliorarne le qualifiche garantendo così un'assistenza di alta qualità. Il consolidamento e il potenziamento dell'insegnamento e della ricerca in medicina umana è un tema che confluirà nel messaggio ERI 2017-2020, come il Consiglio federale aveva stabilito nel suo parere sulla mozione Rytz 12.3931. Con il masterplan Formazioni professionali sanitarie e l'iniziativa sul personale qualificato la Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno adottato misure per incentivare la formazione dei professionisti nel nostro Paese e sfruttare il potenziale di risorse locali.
Osservazioni sui singoli punti della mozione:
1. Oggi il personale specializzato in ambito sanitario viene formato in funzione del fabbisogno, a tutti i livelli di formazione. Il biennio di formazione professionale di base per ottenere il certificato federale di formazione pratica di addetto/a alle cure sociosanitarie è stato introdotto con successo nel 2012 in tutta la Svizzera. Per aumentare il numero di posti di studio del livello secondario II e del livello terziario, la Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità (CDS) ha elaborato dei principi per il controllo e il finanziamento delle prestazioni di formazione in azienda, che raccomandano ai cantoni di introdurre l'obbligo per le aziende di formare il personale. Alcuni cantoni lo hanno già fatto.
2. Nel 2011 la Confederazione ha lanciato in collaborazione con i cantoni la iniziativa sul personale qualificato. Uno dei quattro campi di azione identificati verte sulla conciliabilità fra vita familiare e professionale. L'offerta e i costi per la custodia dei figli complementare alla famiglia sono di competenza dei cantoni e dei comuni. La Confederazione sostiene la creazione di posti supplementari con un programma d'impulso limitato nel tempo. Il Consiglio federale elaborerà un rapporto in adempimento del postulato Tornare 13.3135, "Politica familiare", nel quale illustrerà come potrebbe essere sviluppata la politica familiare nel quadro dell'attuale ripartizione delle competenze.
3. Sfruttando l'accesso diretto al processo di qualifica, gli adulti possono frequentare una formazione di base professionale più corta oppure chiedere mediante una procedura semplificata la validazione degli apprendimenti acquisiti e ottenere un titolo di operatrice/operatore sociosanitario con attestato federale di capacità (AFC). Alcuni cantoni offrono cicli di studio e formazioni a tempo parziale da frequentare in parallelo all'attività lavorativa presso le scuole specializzate superiori in ambito sanitario e sostengono corsi di reinserimento. Nella primavera di quest'anno la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione pubblicherà il rapporto "Diploma professionale e riorientamento professionale per gli adulti" spiegando quali sono gli spazi di manovra da sfruttare per facilitare il conseguimento di un titolo e agevolare la mobilità professionale degli adulti.
Per coprire il fabbisogno di manodopera specializzata la Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro hanno dunque già adottato numerose misure. Con riguardo all'attuazione dell'articolo 121a della Costituzione, il Consiglio federale sta anche valutando la necessità di attuare le misure previste con modalità più rapide, più intense o più ampie e di adottare ulteriori iniziative e misure supplementari in taluni settori. Così facendo, ritiene di adempiere quanto chiesto dalla mozione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.