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14.3283 · Interpellanza · 2014-03-21

Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ribadisce regolarmente la centralità della lotta all'impunità nella sua politica estera e penale. Anche il Ministero pubblico della Confederazione persegue tale obiettivo e ha difatti potenziato le risorse organizzative, senza però creare un'apposita divisione speciale.

La Svizzera ha esercitato pressione a livello politico affinché i crimini di guerra e contro l'umanità commessi nell'ambito del conflitto siriano siano giudicati dinnanzi alla Corte penale internazionale.

In questo contesto appare necessario, ai fini dell'applicazione dello Statuto di Roma e della lotta all'impunità, che il Ministero pubblico della Confederazione potenzi ulteriormente questo settore dal punto di vista organizzativo.

1. Il Ministero pubblico della Confederazione condivide l'opinione secondo cui la lotta internazionale all'impunità deve essere potenziata?

2. Quali passi ha intrapreso a tal fine negli ultimi anni?

3. In che modo intende rafforzare la sua strategia e le risorse organizzative e umane per potenziare la sua influenza e migliorare le possibilità di successo al fine di arrestare i criminali e condannarli ai sensi dello Statuto di Roma?

Antrag des Bundesrates

Risposta dell’Autorità di vigilanza

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è del parere che la lotta contro l'impunità internazionale per i crimini più gravi, appena agli albori nella maggior parte delle giurisdizioni nazionali, debba essere condotta in modo efficace, adeguato e coordinato. Questa strategia non solo si inserisce nel solco degli apprezzamenti che il MPC ha ricevuto a livello nazionale per le procedure condotte finora in materia di crimini di guerra e/o crimini contro l'umanità, ma anche nel solco tracciato dai suoi omologhi dell'Unione europea nell'ambito di una riflessione in corso, della quale il MPC è peraltro l'unico paese osservatore associato, che mira a proporre a chi opera sul campo misure concrete per perseguire meglio questi crimini della massima gravità.

2. Dall'entrata in vigore della legge in data 1° gennaio 2011, il MPC ha trattato una trentina di casi, di varia importanza, con procedura nazionale e di assistenza giudiziaria. Il dispositivo organizzativo in materia è stato rafforzato, a luglio 2012, con la creazione di un'unità specializzata denominata Centro di competenze Diritto penale internazionale (in tedesco abbreviato CC V) facente capo alla Divisione del terrorismo del MPC. Il CC V è composto da 4 unità a tempo pieno ripartite tra due procuratori (il responsabile del CC V al 100 per cento e il suo sostituto al 90 per cento), due collaboratrici giuridiche (ognuna all'80 per cento) e un collaboratore amministrativo (al 50 per cento) in grado di occuparsi delle cause nelle tre lingue ufficiali. Per le procedure, il CC V ha ricevuto il supporto di quattro inquirenti con formazione specifica, assegnati in funzione delle esigenze. Dopo una prima fase di insediamento, il CC V è pienamente operativo dal 2013 e attualmente conduce 7 istruzioni relative a 6 fattispecie diverse distribuite su una trentina d'anni.

3. Il dispositivo organizzativo attualmente implementato è sufficiente a soddisfare le esigenze dei casi trattati nell'ambito del MPC. È intenzione di quest'ultimo attendere almeno tre anni di esistenza del CC V per fare un primo bilancio della sua attività e valutarne in particolare l'organizzazione e le risorse umane. Fino ad allora, il CC V continuerà a portare avanti ciò che ha intrapreso da due anni ormai, ossia: il rafforzamento della rete di partner a livello sia nazionale che internazionale, dedicando il tempo necessario a questo compito strategico; il rafforzamento delle proprie competenze specializzate, formando il personale di conseguenza; la promozione della propria attività presso il pubblico; e, ovviamente, a livello operativo, il monitoraggio costante dei procedimenti attualmente pendenti, nonché la vigilanza regolare degli eventi di attualità che potrebbero dare luogo a genocidi, crimini di guerra o crimini contro l'umanità, con conseguente apertura di istruzioni, d'ufficio o a querela di parte, in Svizzera.

Risposta dell’Autorità di vigilanza