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14.3356 · Interpellanza · 2014-05-08

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Attualmente Swisscom sta costruendo, per conto suo o in collaborazione con fornitori di energia elettrica locali, reti in fibra ottica in diversi luoghi della Svizzera. Tuttavia in molte regioni, Swisscom definisce non redditizia la costruzione di una rete in fibra ottica e non effettua investimenti in tal senso. Gli abitanti di questi luoghi vengono pertanto discriminati.

Investitori privati hanno affrontato questo problema e trovato mezzi e modi di costruire ed esercitare reti FTTH nei luoghi trascurati da Swisscom. Le reti FTTH vengono costruite secondo il modello UFCOM, tutti gli operatori possono utilizzare in modo indiscriminato le fibre ottiche introdotte.

A Chiasso per anni Swisscom non ha mostrato alcun interesse a costruire una rete FTTH. Non appena investitori svizzeri avevano iniziato a costruire una rete in fibra ottica autofinanziata al 100 per cento, Swisscom ha avviato una costruzione in parallelo, il che rappresenta un dispendio incomprensibile di fondi pubblici. A Chiasso gli investitori privati porteranno a termine la costruzione della rete in fibra ottica. Chiasso non è un caso isolato. Non è ammissibile che Swisscom ostacoli investitori privati.

Per questa ragione prego il Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale considera opportuno che Swisscom costruisca una sua rete in fibra ottica nei luoghi dove ne viene già costruita una conformemente alle raccomandazioni dell'UFCOM?

2. Perché Swisscom può rifiutarsi di utilizzare la rete di committenti privati in quanto provider?

3. Il Consiglio federale come considera il fatto che Swisscom offra i propri servizi unicamente sulla propria rete?

4. Quali effetti finanziari hanno queste costruzioni parallele inutili di Swisscom?

5. Il Consiglio federale come può garantire che l'iniziativa privata non venga ostacolata da Swisscom?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Swisscom è una società anonima indipendente presso cui la Confederazione detiene per legge la maggioranza del capitale azionario. Ogni quattro anni il Consiglio federale prescrive a Swisscom degli obiettivi strategici, ma si limita all'orientamento di base e ne riconosce l'autonomia imprenditoriale. Ulteriori condizioni quadro per le attività di Swisscom sono dettate dalla legge sull'azienda delle telecomunicazioni e dalla legge sulle telecomunicazioni, a cui sottostanno Swisscom e tutte le altre imprese del settore. La legge sulle telecomunicazioni si fonda sul presupposto che la concorrenza tra le diverse infrastrutture serva alla realizzazione degli obiettivi della legge e non prevede alcun obbligo o possibilità di intervento da parte dell'organo di regolamentazione in merito alle attività di ampliamento delle imprese, neppure se vi fosse il pericolo che si creasse in futuro una posizione dominante sul mercato. Tali regole comporterebbero un intervento notevole nel mercato e dovrebbero essere previste per legge.

Nel suo rapporto complementare del 2012 concernente la valutazione del mercato delle telecomunicazioni, il Consiglio federale era in linea di massima favorevole ad accordi di cooperazione nel settore dell'ampliamento della rete di collegamento in fibra ottica. Comunque ha sottolineato la necessità di seguirne da vicino gli effetti futuri e ritenuto che in determinate regioni si potesse instaurare una concorrenza tra reti caratterizzata dall'impiego di fibre proprie e in altre creare situazioni di monopolio. Nel caso di una situazione di monopolio o di predominio del mercato da parte di alcuni operatori, il Consiglio federale ha proposto che l'accesso alle reti in fibra ottica fosse garantito.

Dal 2008 il Consiglio federale ha cercato il dialogo con il settore in diversi ambiti e ha moderato il dibattito sull'ampliamento delle reti in fibra ottica:

- Nell'ambito di una tavola rotonda sull'ampliamento delle reti in fibra ottica, sotto l'egida del presidente della Comcom, è stata studiata la possibilità di un ampliamento coordinato e sono state elaborate proposte per la realizzazione del modello "a quattro fibre", riprese dalla collaborazione nelle città.

- Il gruppo di lavoro della banda ultra larga, sotto la guida dell'UFCOM, ha creato l'atlante della banda larga al fine di offrire una migliore panoramica sullo stato dell'ampliamento e la guida sulla banda larga che fornisce esempi concreti.

Questi lavori non hanno alcun valore vincolante ma servono soprattutto a creare delle basi decisionali per gli organi locali responsabili.

Nel prossimo rapporto sulle telecomunicazioni del Consiglio federale, che dovrebbe essere presentato entro la fine del 2014, dovrà nuovamente essere trattata la questione relativa all'ampliamento delle reti in fibra ottica.

2./3. Nell'ambito della propria autonomia imprenditoriale, Swisscom è libera di decidere se vuole avvalersi di reti di altri fornitori o se intende offrire i propri servizi esclusivamente sulle proprie reti. L'obbligo di utilizzare una rete costruita e messa a disposizione da terzi dovrebbe essere sancito dalla legge.

4. Secondo le informazioni fornite da Swisscom, essa ha investito nel 2013 circa 1,7 miliardi di franchi nell'ampliamento della rete a banda larga (fonte: rapporto annuale 2013). Il Consiglio federale non è a conoscenza di quale quota di questa somma sia stata utilizzata in luoghi in cui vi è già o viene già costruita una rete in fibra ottica.

5. Attualmente l'ampliamento della banda ultra larga in Svizzera è portata avanti dal libero mercato. Swisscom prende le proprie decisioni su progetti d'investimento da un punto di vista imprenditoriale. La Confederazione quale azionista maggioritario non ha ragione di intervenire in queste decisioni.

A prescindere dalle prescrizioni sulla concorrenza nelle infrastrutture sancite nella legge sulle telecomunicazioni, sarebbe in linea di massima auspicabile un procedimento coordinato nel caso di grandi progetti come quello dell'ampliamento della banda ultra larga. Gli impegni profusi finora dalla Confederazione erano infatti orientati al raggiungimento di questo obiettivo, tuttavia tale approccio dipende dalla collaborazione volontaria dei partecipanti maggioritari. Infatti non vi è alcun obbligo legale in tal senso.

Risposta del Consiglio federale.