14.3406 · Interpellanza · 2014-06-04
Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione
Liquidato
Wortlaut
È risaputo che negli ultimi decenni grandi organizzazioni come la Camorra, Cosa Nostra, la 'Ndrangheta o la Sacra Corona Unita hanno allargato sistematicamente il loro influsso nel Nord Italia per penetrare nelle più importanti piazze economiche d'Italia e ottimizzare i loro meccanismi di riciclaggio di denaro. Diversi accertamenti da parte dei ministeri pubblici italiani, in particolare della Lombardia, hanno potuto annientare organizzazioni criminali le cui ramificazioni raggiungevano anche la piazza finanziaria ticinese.
La sede del Ministero pubblico della Confederazione a Lugano è conosciuta per la scadente preparazione degli atti. Già in ben due occasioni i suoi dossier sono stati respinti dal Tribunale penale federale. Le procedure del MP Lugano si trascinano inoltre da più di dieci anni. Si pone quindi la domanda se il MP di Lugano sia effettivamente in grado di procedere contro l'infiltrazione e la presenza sulla piazza finanziaria ticinese di organizzazioni criminali provenienti dall'Italia e da altri Paesi. Contro il clan dei Pensabene della 'Ndrangheta annientato dalle autorità italiane il MP non ha avviato alcun procedimento penale, nonostante questa famiglia abbia avuto affari in Ticino e uno dei suoi capi abbia vissuto a Savosa (TI) tre anni prima del suo arresto. Questo è solo uno dei molti esempi che sollevano dubbi circa le reali capacità della sede ticinese di lottare efficacemente contro la criminalità organizzata, in particolare nel settore finanziario.
In considerazione di questa situazione desidero porre le seguenti domande al Ministero pubblico della Confederazione:
1. Quanti accertamenti nel campo della criminalità organizzata ha avviato e concluso il MPC (dati per anno)? Quanti di questi rientravano nella responsabilità della sede di Lugano dalla sua istituzione?
2. Il Ministero pubblico della Confederazione e la Polizia criminale sono in contatto regolare con le autorità italiane di polizia e il relativo ministero pubblico, in particolare con le autorità della Lombardia?
3. In che cosa consiste questo contatto?
4. La politica italiana ha recentemente reinserito fra gli obiettivi principali del governo la tutela dello Stato di diritto e l'indipendenza della giustizia. Nel contempo le organizzazioni criminali internazionali sono manifestamente presenti in Ticino. Alla luce di questi fatti non è forse tempo di rafforzare, da un lato, la collaborazione con le autorità italiane di perseguimento penale e, dall'altro, la sede luganese del MPC in senso proattivo?
Antrag des Bundesrates
Risposta dell’Autorità di vigilanza
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nell'ambito dell'articolo 24 capoverso 1 CPP, dal 1° gennaio 2002 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è competente per la lotta alla criminalità organizzata internazionale secondo l'articolo 260ter CP. I dati statistici desiderati si presentano come segue (tra parentesi i dati della sede distaccata di Lugano, esistente dal 2004):
aperture di procedimenti: 2002: 10; 2003: 35; 2004: 26 (1); 2005: 17 (1); 2006: 21 (5); 2007: 16 (4); 2008: 12 (2); 2009: 12 (2); 2010: 6 (2); 2011: 11 (1); 2012: 12 (1); 2013: 19 (5); 2014 (fino a fine luglio): 8 (2).
chiusure di procedimenti (sentenze, decreti d'accusa, sospensioni definitive, sospensioni): 2002: 0; 2003: 1; 2004: 8 (1); 2005: 16 (1); 2006: 9 (1); 2007: 16 (3); 2008: 12 (1); 2009: 11 (2); 2010: 10 (2); 2011: 11 (2); 2012: 11 (0); 2013: 15 (4); 2014 (fino a fine luglio): 8 (2).
I soli dati non consentono di trarre conclusioni in merito alla complessità e alle proporzioni dei procedimenti nonché in merito al relativo numero di imputati. Questi dati non forniscono nemmeno un'indicazione quantitativa sui procedimenti d'assistenza giudiziaria passiva fornita nell'ambito di procedimenti esteri condotti nel contesto di indagini sull'attività di organizzazioni criminali. Inoltre, un importante indicatore dell'attività svolta nell'ambito dei procedimenti condotti per la fattispecie penale dell'organizzazione criminale è quello relativo alle confische di beni sottoposti al potere di disporre di siffatte organizzazioni mafiose di origine italiana o comunque nella disponibilità di persone già riconosciute, da pronunce giudiziarie italiane, appartementi ad esse. Dal 2002 al 2013 compresi, in procedimenti penali interni presso la sede distaccata di Lugano sono state pronunciate, in questo senso, confische per un valore di circa 8 000 000 franchi.
Riguardo all'importanza della sede distaccata di Lugano si rimanda infine anche alla risposta dell'autorità di vigilanza del 28 maggio 2014 all'interpellanza Quadri 14.3279.
2. Il MPC intrattiene rapporti e contatti regolari con le omologhe autorità giudiziarie italiane. Esso intrattiene rapporti regolari con la Direzione nazionale antimafia (DNA) e pure, proficuamente nel quadro dei singoli procedimenti penali e sulla base delle norme di cooperazione giudiziaria, contatti con le autorità giudiziarie incaricate della conduzione di procedimenti penali connessi o comunque aventi connessioni con quelli condotti dal MPC. Questi ultimi sono frequenti anche con autorità giudiziarie italiane (procure della Repubblica e tribunali) che detengono competenza in materia di criminalità organizzata mafiosa; fra queste, anche le autorità giudiziarie del distretto lombardo. Analoghi contatti esistono anche tra la polizia giudiziaria federale e gli uffici della polizia italiana.
Nella conduzione di sue istruzioni il MPC ha collaborato strettamente e attivamente, attraverso la sua sede con le autorità di perseguimento penale italiane, anche della Lombardia. Si rammenta quella che nel novembre 2012 ha portato all'arresto, in Italia, di numerosi presunti partecipanti ad un'organizzazione criminale di stampo mafioso di tipo 'ndranghetistico, alcuni fra i quali già residenti nella Svizzera italiana, avente radicata attività criminale nell'Italia del nord.
3. La natura di tali rapporti è istituzionale ed è regolata dalle norme formali sulla collaborazione vigenti. Tuttavia, tenuto conto tanto della prossimità geografica quanto dell'importanza e della rilevanza, quantitativa e qualitativa, dell'attività svolta dalle autorità giudiziarie distrettuali della Lombardia e del Piemonte, sin dal 2004 il MPC intrattiene rapporti anche di natura meno formale con le procure della Repubblica di Torino e di Milano. Nell'epoca più recente, presso la prima il capo della sede distaccata di Lugano è stato invitato (settembre 2009) a presentare l'organizzazione e le competenze del MPC; presso la seconda, il procuratore generale della Confederazione, subito dopo la sua elezione ha reso visita (maggio 2012), sempre con il capo della sede distaccata di Lugano, al procuratore della Repubblica.
In materia di collaborazione, in senso lato, con l'Italia, in quest'ambito il MPC si avvale anche di un memorandum risalente al 2001 stipulato con la DNA - ossia con l'autorità centrale italiana provvista di funzioni d'impulso alle investigazioni e al coordinamento investigativo interno fra le varie procure distrettuali antimafia sul territorio italiano -, i cui strumenti permettono da un lato, attraverso lo scambio d'informazioni ed i contatti regolari a livello centrale con il MPC, di elaborare le strategie necessarie e dall'altro mirano, per le possibilità che offrono di coordinamento centralizzato nei due campi tramite i rappresentanti designati dalle parti, a semplificare e ad accelerare le procedure d'inchiesta interne di entrambe. Tali strumenti hanno fornito prova di efficacia: diverse istruzioni del MPC hanno preso avvio grazie ad informazioni ricevute dalla DNA che questa a sua volta aveva dapprima raccolto attraverso l'attività di coordinamento esercitata entro il proprio territorio nazionale; nel quadro di procedimenti condotti in collaborazione o con la collaborazione di diverse procure distrettuali italiane la DNA ha assunto ruolo attivo di coordinazione interna.
4. Il MPC non è sensibile alle dinamiche politiche degli Stati esteri; e neppure, nella sua attività, ne è direttamente influenzato. Anche negli ultimi anni, la collaborazione giudiziaria che il MPC ha offerto all'Italia e che l'Italia ha offerto al MPC, pertanto anche alla sede distaccata di Lugano, soddisfa ogni aspetto qualitativo e quantitativo. In quest'ambito criminale, la reciproca assistenza e l'interazione con le autorità di perseguimento penale italiane sono favorite anche dall'utilizzo di strumenti d'assistenza anche innovativi - fra cui l'azione tramite di gruppi d'indagine comuni -, di cui in particolare la sede distaccata di Lugano ha fatto e fa largo e proattivo uso; inoltre dagli strumenti offerti dal memorandum del 2001 con la DNA.
Per il resto, le basi normative in materia di assistenza giudiziaria non offrono alla sede distaccata di Lugano o alle altre unità operative più vasta e particolare autonomia. Nell'ambito della situazione giuridica vigente, la sede distaccata di Lugano impiega le proprie risorse in modo mirato per sfruttare in modo ottimale le possibilità giuridiche esistenti per la lotta alla criminalità organizzata.
Risposta dell’Autorità di vigilanza