14.3438 · Mozione · 2014-06-13
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di precisare i limiti vigenti per gli esami prenatali precoci in modo da ridurre il più possibile il rischio di abusi finalizzati alla selezione del sesso.
Begründung
L'articolo 11 lettera b della legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU) vieta inequivocabilmente l'accertamento del sesso per pura curiosità: "È vietato eseguire esami prenatali allo scopo di determinare il sesso dell'embrione o del feto, salvo per la diagnosi di una malattia."
Nella prassi tuttavia, quest'importante principio non è sempre rispettato e il divieto esplicitamente sancito dalla legge può essere eluso - anche e soprattutto grazie ai nuovi esami non invasivi (Praenatest, Panorama, ecc.), che possono essere svolti già a partire dalla nona settimana di gravidanza.
Vi è rischio di abusi quando il sesso è un reperto secondario degli esami prenatali e viene comunicato con gli altri risultati dal laboratorio al medico e da questi ai genitori. Una situazione di questo genere cela il pericolo di un'interruzione della gravidanza nelle prime dodici settimane - soltanto perché il sesso del nascituro non risponde ai desideri dei genitori o di uno dei genitori.
Questo rischio può essere ridotto vietando ai laboratori di trasmettere al medico informazioni sul sesso che costituiscono un reperto secondario irrilevante per l'accertamento di malattie. Una soluzione di questo tipo ha anche il vantaggio di non mettere sotto pressione i medici, evitando che si sentano obbligati a fornire ai genitori informazioni sul sesso del nascituro già a uno stadio così precoce della gravidanza.
Il Consiglio federale è invitato a proporre al Parlamento una precisazione delle disposizioni della LEGU che possa ridurre drasticamente l'attuale rischio di abusi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'autrice della mozione, secondo cui l'accertamento precoce del sesso nell'ambito di esami prenatali può comportare il rischio di un'interruzione della gravidanza motivata unicamente dal sesso dell'embrione o del feto. I nuovi esami prenatali non invasivi possono essere eseguiti in uno stadio precoce della gravidanza e i loro risultati sono noti prima della dodicesima settimana. Di norma, a seconda del test, i laboratori comunicano al medico curante i reperti sui cromosomi analizzati, inclusi quelli sessuali.
La possibilità evocata nella mozione di vietare ai laboratori la trasmissione al medico di informazioni sul sesso (eccezion fatta per gli accertamenti relativi a malattie che colpiscono unicamente uno dei due sessi) può essere una soluzione a questo problema. Diversamente dalla maggior parte degli altri esami genetici, quelli prenatali non invasivi vengono tuttavia per lo più eseguiti in laboratori esteri, ai quali difficilmente può essere imposto un simile divieto. Non può nemmeno essere escluso che in un prossimo futuro siano disponibili test eseguibili e interpretabili dal medico direttamente senza dover ricorrere a un laboratorio. Pertanto il Consiglio federale, nel quadro della revisione in corso della legge federale sugli esami genetici sull'essere umano, sta esaminando anche altri approcci per ridurre il rischio di abuso evocato.
Il Consiglio federale propone di accogliere la mozione.