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14.3468 · Mozione · 2014-06-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale, nel quadro dei lavori di revisione dell'imposizione della famiglia (in senso lato), è incaricato di presentare proposte di revisione della LIFD e della LAID, con lo scopo di:

1. porre fine alle disparità di trattamento per quanto riguarda l'imposizione degli alimenti versati per figli minorenni e maggiorenni, e

2. armonizzare al meglio le deduzioni per i figli di coppie coniugate e divorziate.

Begründung

L'articolo 9 capoverso 2 lettera c LAID stabilisce che gli alimenti versati a o per un figlio maggiorenne non sono deducibili, contrariamente agli alimenti versati a o per un figlio minorenne.

Questo cambiamento di regime che subentra nel momento il cui il figlio diventa maggiorenne pone spesso dei problemi, in particolare per il genitore che deve continuare a versare gli alimenti per un figlio che prosegue la formazione oltre la maggiore età. Tale cambiamento, che può tradursi in un aumento sensibile delle imposte da pagare, a volte rischia di avere un effetto dissuasivo per quanto riguarda la continuazione del versamento degli alimenti.

Nel passato, diversi interventi parlamentari (Rennwald 96.3638, Parmelin 05.3319, Frick 06.3305, Kohler 06.3297, Amstutz 09.3129 e Baettig 09.3239) hanno chiesto al Consiglio federale di rimediare a questo problema.

Quale motivazione ai suoi rifiuti, nelle sue risposte il Consiglio federale ha invocato tra altri elementi il potenziale rischio di aumentare le disparità di trattamento tra genitori coniugati e genitori divorziati o separati. In effetti, secondo il diritto in vigore, il sistema attuale dell'imposizione degli alimenti ha delle ripercussioni negative sui coniugi tassati congiuntamente a doppio titolo rispetto ai genitori divorziati o separati. In primo luogo, sono svantaggiati rispetto ai genitori divorziati che devono assumere il mantenimento di un figlio minorenne, poiché il genitore divorziato o separato che versa gli alimenti può dedurli dal suo reddito. In secondo luogo, sono svantaggiati anche perché i genitori divorziati o separati che versano gli alimenti a un figlio maggiorenne o che studia hanno diritto alla deduzione per il contributo di mantenimento e alla deduzione per i figli (art. 34 e 35 LIFD).

Queste constatazioni mostrano chiaramente che è necessario proporre delle modifiche volte a eliminare le disparità di trattamento sopramenzionate, in particolare nel quadro delle riflessioni in risposta al postulato 14.3292.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Le spese per il mantenimento dei familiari rappresentano una forma di utilizzazione del reddito e perciò in linea di massima non ne è ammessa la deducibilità. Le prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia sono invece esenti da imposta. Una regolamentazione speciale esiste oggi unicamente nel caso di alimenti versati al coniuge divorziato o separato o nel caso di genitori separati con figli minorenni. Gli alimenti percepiti dal genitore per i figli sotto la sua autorità parentale vanno dichiarati interamente dal beneficiario. D'altra parte la persona tenuta a versare tali contributi può dedurli interamente. Questa regolamentazione speciale non è tuttavia più applicabile non appena i figli raggiungono la maggiore età. Gli alimenti versati direttamente a un figlio maggiorenne non vanno dichiarati né dal figlio maggiorenne né dal genitore presso il quale egli vive. Il figlio riceve "prestazioni versate in adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia" esenti da imposta (art. 24 lett. e LIFD, RS 642.11; art. 7 cpv. 4 lett. g LAID, RS 642.14). In questo caso il genitore che versa gli alimenti non può più dedurli dal proprio reddito. Simili prestazioni diventano normali "spese per il mantenimento del contribuente e della sua famiglia" non deducibili, come è sempre il caso per genitori non separati. Se i versamenti di alimenti al figlio maggiorenne fossero deducibili, egli dovrebbe dichiarare tali prestazioni, portando di regola a un'imposizione non adeguata alle circostanze.

Se entrambi i genitori contribuiscono al mantenimento dei figli, nel caso dell'imposta federale diretta il genitore che si assume le prestazioni finanziariamente più elevate può far valere la deduzione per i figli, l'altro genitore la deduzione per il sostentamento prestato. In questo modo i coniugi separati o divorziati sono privilegiati rispetto alle coppie non separate che possono far valere solo la deduzione per i figli. Questa preferenza si giustifica con la situazione finanziaria generalmente difficile in cui spesso vengono a trovarsi i genitori separati, nonché con le maggiori spese risultanti dalla separazione (ad es. i costi per l'alloggio).

Il precedente decreto del Consiglio federale del 9 dicembre 1940 concernente la riscossione di un'imposta federale diretta si basava su una regolamentazione che trattava in maniera uguale da una parte i genitori separati con figli minorenni o con figli maggiorenni ancora in formazione e dall'altra i coniugi non separati e i genitori separati. La persona che versava gli alimenti non poteva dedurli e la persona beneficiaria non doveva dichiarare tali prestazioni.

Questa soluzione è stata tuttavia considerata ingiusta perché la persona tenuta al versamento degli alimenti doveva dichiarare un reddito di cui non poteva (più) disporre. Secondo il legislatore il sistema di tassazione degli alimenti oggi vigente e applicabile in tutta la Svizzera realizza meglio il principio dell'imposizione secondo la capacità economica. Nel fissare l'ammontare degli alimenti oggi i tribunali civili tengono inoltre conto del carico fiscale dei genitori con figli minorenni e maggiorenni. Nel caso di una modifica delle disposizioni fiscali, le regolamentazioni esistenti concernenti gli alimenti andrebbero adeguate.

Il Consiglio federale ha anche espresso ripetutamente l'opinione (cfr. mozioni 02.3718, 05.3319 e 09.3129) che l'attuale imposizione degli alimenti rappresenti nel complesso una soluzione equa.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.