14.3474 · Interpellanza · 2014-06-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Con l'avvicinarsi della votazione popolare sull'iniziativa "per una cassa malati pubblica" alcuni assicuratori "informano" i propri assicurati intensamente e, soprattutto, unilateralmente contro questo progetto (in particolare inviando loro giornali, volantini e altri supporti o invitandoli a sedute informative).
Come ha avuto modo di sottolineare a più riprese il Consiglio federale, gli assicuratori malattie devono osservare il principio della completezza e imparzialità dell'informazione. Nella loro veste di organi incaricati dell'esecuzione di un compito pubblico sono in effetti tenuti a fornire, come le autorità statali, un'informazione obiettiva.
L'Ufficio federale della sanità pubblica è già intervenuto in diversi casi in cui gli assicuratori hanno informato i propri assicurati in maniera non sufficientemente obiettiva. L'ha fatto anche durante la campagna in corso per ricordare agli assicuratori i loro doveri e/o per metterli in guardia contro un'eventuale violazione del principio dell'obiettività dell'informazione? Se no, perché? Quali mezzi intende eventualmente sviluppare il Consiglio federale per garantire che gli assicuratori si attengano a questo principio?
Stellungnahme des Bundesrates
Nella risposta alla domanda Poggia 13.5295, "La campagna contro l'iniziativa popolare 'per una cassa malati pubblica' è finanziata con i premi degli assicurati?", il Consiglio federale ha stabilito che secondo l'articolo 13 capoverso 2 lettera a LAMal il finanziamento di una campagna politica con fondi dell'assicurazione sociale malattie è illecito. Questa posizione è stata nuovamente ribadita dal capo del Dipartimento federale dell'interno il 9 dicembre 2013 dinanzi al Consiglio degli Stati.
Inoltre, nel suo parere in risposta alla mozione Steiert 13.4300, "Stop alla disinformazione politica praticata dagli assicuratori malattie!" e nella sua risposta alle interpellanze Fehr Jacqueline 14.3166, "Propaganda delle casse malati. Contraria alla legge?", e 14.3340, "La CSS viola l'obbligo di un'informazione obiettiva?", il Consiglio federale ha sottolineato che l'assicurato ha il diritto di ricevere dalle autorità informazioni che rispettino i principi dell'oggettività, della trasparenza e della proporzionalità. Tuttavia, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, l'obbligo al riserbo è ridotto qualora un'informazione completa da parte delle autorità sia giustificata da motivi fondati; questo vale anche per gli assicuratori malattie se, come in questo caso, sono toccati in modo diretto ed essenziale dall'oggetto in votazione.
1./2. Già nel 2008 l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) aveva richiamato con una circolare gli assicuratori malattie ai principi fondamentali vigenti per l'informazione agli assicurati prima di una votazione popolare. Tale circolare è ancora attuale e gli assicuratori malattie sono stati invitati a dare prova di riserbo in quest'ambito.
Quest'anno l'UFSP ha richiamato l'attenzione delle associazioni degli assicuratori e delle casse malati sui principi dell'informazione fornita dalle autorità pubbliche prima delle votazioni popolari e ha ricordato la circolare. Inoltre è intervenuto in singoli casi concreti presso varie casse malati e si è informato presso gli assicuratori in merito ai loro eventi informativi sul tema della campagna in corso, esortandoli a illustrare anche gli argomenti a favore. In singoli casi, come per esempio presso la CSS, ha già svolto indagini per verificare se fondi provenienti dall'assicurazione sociale malattie sono impiegati per eventi informativi.
3. Il diritto dell'UFSP d'impartire istruzioni è limitato alla sua sfera di competenza, in questo caso alla LAMal. I diritti politici nell'ambito dell'informazione prima delle votazioni non sono disciplinati nella LAMal, bensì nella legge federale sui diritti politici (RS 161.1; cfr. interpellanze Fehr Jacqueline 14.3166 e 14.3340). Quest'ultima non prevede alcun diritto d'impartire istruzioni a persone di diritto privato che non fanno parte dell'amministrazione federale, pur avendo incarichi amministrativi.
Risposta del Consiglio federale.