14.3502 · Interpellanza · 2014-06-19
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
A quanto pare ogni anno circa 2000 cacciatori svizzeri si recano all'estero per partecipare a viaggi venatori discutibili, in cui l'obiettivo principale è abbattere animali per collezionare trofei.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Come valuta i viaggi venatori all'estero dai seguenti punti di vista:
a. protezione degli animali (in particolare in molti Paesi emergenti o in via di sviluppo, in cui non esistono disposizioni in materia di protezione degli animali e di caccia o ne esistono soltanto di marginali);
b. etica (abbattimento di animali che vivono in gruppi sociali organizzati, come elefanti o paviani, per cui è dimostrato che la mandria può essere traumatizzata dalla perdita di un membro; abbattimento di specie minacciate di estinzione);
c. conservazione delle specie (in particolare nei Paesi emergenti o in via di sviluppo, in cui spesso manca una solida gestione scientifica degli effettivi e la corruzione ostacola "l'utilizzo sostenibile" degli effettivi di animali e il rispetto delle disposizioni CITES nella caccia ai trofei);
d. problemi sociali (espropriazione di terreni, espulsione dal Paese);
e. tenute di caccia recintate (abbattimento di animali rinchiusi; misure volte alle migrazioni naturali; messa in libertà di specie allogene a scopo di caccia, sovra pascolo)?
2. Qual è la sua opinione su un divieto di importare trofei ottenuti da determinate specie animali o cacciando in maniera non conforme alla protezione degli animali?
a. Per alcune specie ben precise (ad. es. elefante, rinoceronte, grandi felini, orso polare) che, in generale ma anche in quanto tali, sono particolarmente minacciate di estinzione (ad es. a causa del bracconaggio, della distruzione dell'habitat naturale, del cambiamento climatico), oppure il cui abbattimento è collegato a problemi etici di particolare importanza;
b. In generale, per i trofei provenienti da Paesi al di fuori dell'UE, poiché la loro caccia generalmente non è conforme al diritto svizzero sulla protezione degli animali;
c. Per i trofei che provengono da una caccia non conforme alla protezione degli animali (caccia con l'arco, caccia in elicottero, territorio di caccia recintato).
3. Qual è la sua opinione in merito al fatto che anche in Svizzera (nel cantone del Vallese) una specie protetta (stambecco) dalla legge sulla caccia sia venduta ai cacciatori stranieri ai fini dell'abbattimento, mentre i cacciatori svizzeri sono soggetti a un sorteggio e a lunghi periodi di attesa che si protraggono per anni?
a. È a conoscenza del numero di stambecchi protetti abbattuti in Svizzera dai cacciatori provenienti dall'estero?
b. È a conoscenza del numero di trofei di stambecco esportati dalla Svizzera ogni anno?
4. Quanti cacciatori svizzeri si recano ogni anno all'estero per andare a caccia di trofei?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Determinate forme di caccia praticate all'estero suscitano incomprensione in Svizzera e non sono conformi ai nostri criteri etici e di protezione degli animali. All'estero, tuttavia, di regola sono determinanti le prescrizioni vigenti nel rispettivo Paese. Il traffico internazionale di determinati trofei di caccia e quindi anche la loro importazione in Svizzera sono invece soggetti alle disposizioni della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (Convenzione CITES; RS 0.453), che mira a un utilizzo sostenibile degli effettivi. I trofei di caccia di specie animali elencate nella Convenzione CITES devono essere dichiarati all'importazione in Svizzera e sono controllati; la legalità della circolazione deve essere provata con i relativi documenti (art. 1 e 7 dell'ordinanza del DFI del 4 settembre 2013 sui controlli della circolazione delle specie di fauna e di flora protette; RS 453.1 oppure art. 10 cpv. 1 della legge federale del 16 marzo 2012 sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette; RS 453). Se stabiliscono che manca la prova della legalità della circolazione, gli organi di controllo procedono al sequestro degli esemplari.
2. Per migliorare la protezione degli animali e la conservazione delle specie all'estero è più appropriato adottare misure che godono di un ampio sostegno internazionale nell'ambito di convenzioni multilaterali, come la Convenzione CITES, rispetto a un divieto di importazione in Svizzera. L'effetto auspicato, ossia un miglioramento generale della conservazione degli animali e delle specie in determinati Paesi o per determinate specie animali, non sarà raggiunto soltanto con un divieto di importazione di un singolo Paese. Con misure che godono di un sostegno internazionale si esercita una pressione nettamente più grande. Il commercio di specie fortemente minacciate, come i rinoceronti e gli elefanti (specie inscritte nell'allegato I della Convenzione CITES), è disciplinato in modo rigoroso. Le relative prescrizioni devono essere rispettate sia dal Paese di esportazione che da quello di importazione. Da diverso tempo la Svizzera si impegna a favore della protezione internazionale degli animali, partecipando tra l'altro all'elaborazione di standard riconosciuti a livello internazionale riguardanti l'abbattimento conforme alla protezione degli animali di rettili per la produzione di pelli.
3. La regolazione degli effettivi degli stambecchi è stabilita dai cantoni, previa approvazione dei piani di abbattimento dell'Ufficio federale dell'ambiente (ordinanza del 30 aprile 1990 sulla regolazione degli effettivi degli stambecchi; RS 922.27). Pertanto, spetta ai cantoni stabilire il numero degli stambecchi che possono essere abbattuti. Alla Confederazione non è noto il numero di stambecchi abbattuti in Svizzera dai cacciatori provenienti dall'estero e il numero di trofei esportati ogni anno.
4. Non sono disponibili cifre sul numero di cacciatori svizzeri che si recano all'estero ogni anno per andare a caccia di trofei. Gli animali abbattuti all'estero importati nel nostro Paese dai cacciatori svizzeri sono quasi esclusivamente cinghiali, caprioli, cervi, mufloni ecc. provenienti dai Paesi dell'Unione europea più vicini: Francia, Germania, Italia, Austria, Ungheria e Repubblica ceca. La caccia di trofei di specie animali come l'elefante, il rinoceronte, i grandi felini e l'orso polare è praticata da una percentuale relativamente piccola di cacciatori.
Risposta del Consiglio federale.