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14.3589 · Mozione · 2014-06-20

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di completare l'articolo 113 della legge militare in modo da consentire che la cessione dell'arma personale possa essere negata anche a persone che hanno ripetutamente sostenuto, con atti o parole, ideologie estremiste e inneggianti alla violenza.

Begründung

Con sentenza del 12 maggio 2014 (A-5028/2013), il Tribunale amministrativo federale ha stabilito che l'esercito, contrariamente a quanto deciso dal servizio competente, deve consegnare l'arma d'ordinanza a un giovane uomo che ha espresso opinioni di estrema destra e ha un corrispondente tatuaggio. L'articolo 113 della legge militare non fornirebbe alcuna base per negare la consegna dell'arma al giovane. Secondo il Tribunale, tale misura sarebbe inoltre sproporzionata e potrebbe ostacolare il divenire dell'interessato in ambito sia militare sia civile. Il servizio specializzato per i controlli di sicurezza relativi alle persone avrebbe eseguito la sua valutazione applicando ingiustificatamente criteri previsti dalla legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna. Al riguardo, il Tribunale osserva inoltre che: "Non si vede infatti in ché il semplice fatto di avere un tatuaggio - pur anche ammettendone la potenziale connotazione politica - e delle idee politiche piuttosto di destra o di estrema destra, possa essere di per sé sufficiente per concludere che il ricorrente potrebbe abusare dell'arma d'ordinanza" (4.2.3.3, pag. 20).

In data 18 giugno 2014 l'esercito ha comunicato la sua decisione di interporre ricorso al Tribunale federale, ribadendo che all'interessato non può essere consegnata un'arma personale a causa dell'elevato potenziale di violenza. Secondo l'esercito, si tratta di impedire che persone potenzialmente pericolose per se stesse o per le persone a loro vicine possano assolvere la scuola reclute o ricevere in consegna un'arma personale. Con la presente mozione si intende dotare tale intenzione dell'esercito di solide basi giuridiche nel quadro della legge militare.

A prescindere dal caso particolare oggetto della summenzionata sentenza, non è accettabile che persone che hanno ripetutamente sostenuto, con atti o parole, ideologie estremiste e inneggianti alla violenza possano obbligare per via giudiziaria l'esercito a consegnar loro un'arma personale. I fucili d'assalto non devono finire nelle mani di estremisti che esaltano la violenza. Mantenere tale possibilità va anche a scapito della reputazione dell'esercito. Oggetto della presente mozione è una lacuna legale passata sinora inosservata e che va colmata prima che ulteriori elementi estremi che celebrano il ricorso alla violenza possano armarsi per questa via a spese dello Stato.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 113 della legge militare (LM) ha lo scopo di prevenire reati violenti con armi dell'esercito. L'obiettivo è che l'esercito consegni un'arma personale soltanto a persone nel cui caso non è stato constatato un elevato potenziale di violenza. Il controllo di sicurezza relativo alle persone, eseguito per valutare il potenziale di violenza, non è finalizzato a impedire la consegna di armi dell'esercito a persone con opinioni estremistiche, con la conseguenza di escluderle dall'esercito. L'analisi non verte sulle idee delle persone, bensì sugli eventuali conseguenti rischi in materia di impiego abusivo di armi dell'esercito. Il controllo di sicurezza relativo alle persone secondo l'articolo 113 LM non è un processo alle intenzioni. Ogni persona è libera di pensare quello che vuole. Tuttavia, nel caso di idee correlate al ricorso ad atti violenti o a minacce (in presenza o meno di una condanna penale) oppure ad atteggiamenti di discriminazione o esclusione, le opinioni di una persona possono risultare rilevanti per la sicurezza e comportare un'inabilità al servizio. Nel 2013, sono state emesse in occasione del reclutamento 1071 dichiarazioni di rischio nei confronti di persone soggette all'obbligo di leva; gli interessati sono stati dichiarati inabili al servizio. Nello stesso anno, 117 persone sono state escluse dall'esercito in seguito a una dichiarazione di rischio e 372 persone sono state oggetto di una decisione di non reclutamento e sono state escluse dall'esercito in base a una condanna penale equivalente o superiore a 180 aliquote giornaliere. A 623 militari l'arma personale è stata ritirata in via cautelativa in presenza di segni o indizi di un imminente uso abusivo dell'arma personale secondo l'articolo 7 dell'ordinanza del 5 dicembre 2003 sull'equipaggiamento personale dei militari (RS 514.10).

Lo Stato Maggiore dell'esercito è del parere che per la valutazione del rischio per la sicurezza rappresentato dalla persona summenzionata, nella sua sentenza del 12 maggio 2014 il Tribunale amministrativo federale non abbia tenuto conto di tutte le circostanze e considerato in maniera adeguata le circostanze nel loro complesso. Per questa ragione lo Stato Maggiore di condotta dell'esercito ha impugnato la sentenza dinanzi al Tribunale federale.

Sarebbe inopportuno modificare l'ordinamento giuridico sulla base di un singolo caso non ancora passato in giudicato. Il tenore attuale dell'articolo 113 LM offre già sufficienti garanzie affinché le armi dell'esercito siano consegnate soltanto a persone nel cui caso non è constatato un elevato potenziale di violenza.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.