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14.3756 · Mozione · 2014-09-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di elaborare, a complemento della legge federale sulle abitazioni secondarie, un'ordinanza che disciplini in modo preciso e uniforme le condizioni relative all'indennizzo dei proprietari interessati dalla lex Weber.

L'ordinanza dovrà inoltre prevedere il finanziamento di questi indennizzi da parte della Confederazione, nella misura in cui tale ambito rientri nella sua competenza in virtù degli articoli 78 della Costituzione e 2 LPN.

Begründung

La lex Weber ha creato un notevole pregiudizio, in particolare a tutti i proprietari fondiari dei comuni interessati, provocando una totale svalutazione dei beni immobiliari in città, paesi e località di villeggiatura.

Già nel novembre 2013, la rivista finanziaria "Bilan" riportava i risultati di uno studio losannese, che aveva stimato a 300 milioni di franchi le perdite finanziarie accumulate dalle economie domestiche dei cantoni Vallese e Vaud. Un altro studio più recente condotto da Credit Suisse ha stimato a 1,5 miliardi di franchi le perdite di investimenti nel Vallese dovute alla lex Weber.

Tuttavia, a subire le conseguenze della lex Weber non sono solo i suddetti cantoni, ma anche comuni dei cantoni Ticino, Grigioni, Argovia, Berna, San Gallo, Friborgo, Ginevra, Giura e Neuchâtel.

Considerando gli attuali strumenti giuridici, i cantoni e i comuni dovrebbero assumersi da soli le conseguenze delle disposizioni federali, con conseguenti rischi a livello economico per alcuni di essi.

È inaccettabile che il nostro governo non tenga conto degli interessi di questi cantoni e comuni. Ora spetta alle autorità competenti prendere in considerazione i pregiudizi subiti dalla collettività interessata, evitando, con misure adeguate, l'impoverimento di diverse regioni penalizzate dalla lex Weber.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'11 marzo 2012, accettando l'iniziativa popolare "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie!" (iniziativa sulle abitazioni secondarie), il popolo svizzero si è pronunciato a favore di una limitazione della costruzione di abitazioni secondarie. Decisioni di questo tipo possono avere varie ripercussioni sulla situazione patrimoniale degli interessati. Nell'ordinanza del 22 agosto 2012 sulle abitazioni secondarie (RS 702) e nell'avamprogetto della relativa legge del 19 febbraio 2014 il Consiglio federale tiene conto della problematica sollevata nella presente mozione, proponendo una sorta di garanzia dei diritti acquisiti ampliata a favore delle abitazioni che, l'11 marzo 2012, erano già costruite o autorizzate con decisione passata in giudicato.

In virtù di una giurisprudenza costante del Tribunale federale, si è in presenza di un intervento analogo a un'espropriazione nel caso in cui a un proprietario è vietato, o in altro modo limitato, l'uso attuale o probabile di un proprio bene, con conseguenze particolarmente gravi. Ciò avviene se egli viene privato di una facoltà essenziale derivante dalla proprietà. Nel caso in cui l'intervento è di minore portata, si suppone tuttavia un'espropriazione materiale, nella misura in cui il sacrificio di un solo proprietario o di singoli proprietari appare eccessivamente gravoso rispetto alla collettività e incompatibile con il principio dell'uguaglianza giuridica. Nel contesto di eventuali perdite di valore subite dalle abitazioni esistenti a seguito dell'accettazione dell'iniziativa popolare, queste condizioni possono essere soddisfatte al massimo in casi eccezionali.

Inoltre una regolamentazione che esuli dai diritti sanciti dalla Costituzione non potrebbe essere introdotta a livello di ordinanza, ma necessiterebbe di una base all'interno di una legge formale. Il Consiglio federale ritiene che la creazione di una tale base giuridica non sia opportuna.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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