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14.3770 · Interpellanza · 2014-09-23

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L'inverno è alle porte e come ogni anno per le città, o almeno per i grandi centri, torna di attualità il tema dell'accoglienza notturna degli emarginati e dei senzatetto. La questione finisce sotto i riflettori dei media, solo se la stagione invernale è particolarmente rigida. Le poche città che, con l'arrivo dell'inverno, aprono centri di accoglienza notturni sanno perfettamente che le persone che vivono nella precarietà hanno bisogno di un luogo riscaldato e sicuro dove trascorrere la notte. Ma in questo ambito le città praticano politiche sensibilmente diverse, al punto che alcune non esitano a "inviare" i loro senzatetto in altri cantoni dove possono fare capo a centri di questo tipo. Quasi sempre, l'apertura di centri di accoglienza notturni dipende dalla politica sociale delle singole città o dei singoli cantoni. È vero che l'articolo 12 della nostra Costituzione stabilisce che "chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé stesso ha diritto d'essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa", ma le cifre, e soprattutto l'esperienza, dimostrano che, quando scende la notte, un numero crescente di persone non ha un luogo dove ripararsi. Per questo motivo invitiamo il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Condivide l'opinione secondo cui quello dei senzatetto è un problema di attualità in Svizzera?

2. Come giudica il fatto che alcune città adempiono il proprio dovere di sussidiarietà mentre altre fanno capo alle strutture già esistenti?

3. Sa quanti sono i centri messi a disposizione dei più deboli?

4. Non dovrebbe dotarsi di una politica d'incentivazione che induca Confederazione, cantoni e città ad applicare meglio l'articolo 12, in particolare per quanto attiene l'accoglienza notturna?

Stellungnahme des Bundesrates

Nel campo dell'accoglienza notturna, la competenza spetta ai cantoni e ai comuni in collaborazione con associazioni e partner privati. La Confederazione dal canto suo non dispone di competenze costituzionali in quest'ambito e non può quindi intervenire per disciplinare la questione.

1. Il Consiglio federale riconosce che i senzatetto fanno parte della realtà delle città svizzere, anche se non tutte ne sono interessate nella stessa misura. La messa a disposizione di un numero sufficiente di strutture e centri di accoglienza d'emergenza può effettivamente costituire un problema per l'azione sociale.

2. Il Consiglio federale non ha una visione d'insieme tale da permettergli di esprimersi riguardo alla pratica di inviare gli interessati da una città all'altra; tanto meno è nella posizione di giudicare il modo di gestire a livello locale o regionale situazioni d'emergenza soggette a una fluttuazione difficilmente pianificabile. Ritiene tuttavia opportuno intrattenere una collaborazione a livello regionale o di agglomerazione.

3. Il Consiglio federale non dispone di dati ufficiali sui centri di accoglienza notturna. Stando alle liste delle strutture d'accoglienza d'emergenza disponibili, come La Tuile (Friburgo), a fine 2013 si potevano contare 25 centri di accoglienza d'emergenza in 16 città o agglomerazioni, un dato che non include l'aiuto d'emergenza nel settore dell'asilo. Queste liste non sono esaustive: anche alcune opere caritative o associazioni mettono a disposizione camere o altre sistemazioni temporanee che non figurano fra le strutture di accoglienza.

4. Tenendo conto delle competenze, la ricerca e l'attuazione di nuove soluzioni comuni, se ne dovesse sorgere la necessità, dovranno essere svolte in primo luogo nel quadro della Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS). Questo argomento sarà tra l'altro discusso nell'ambito del Dialogo nazionale sulla politica sociale tra Confederazione, cantoni, comuni e città.

Risposta del Consiglio federale.