Lexipedia

14.3780 · Mozione · 2014-09-24

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a sottoporre al Parlamento una versione alleggerita della revisione della legge sui cartelli. Questa si limiterà alle misure necessarie per contrastare i prezzi troppo elevati, dovuti ai cartelli in Svizzera. Le ulteriori questioni (riforma istituzionale, regime di conformità, ecc.) comprese nella proposta di revisione respinta vanno congelate, almeno per il momento.

Begründung

Il 17 settembre 2014, il Consiglio nazionale ha respinto per la seconda volta, con il 55 per cento dei voti, l'entrata in materia sulla revisione della legge federale sui cartelli. La revisione, che poggiava su tre consultazioni, comprendeva un unico pacchetto contenente numerose modifiche strutturali della legge sui cartelli. Quando "la carne al fuoco è troppa", il fallimento del progetto è intuibile.

In Svizzera i prezzi elevati continuano a gravare sui costi di approvvigionamento delle aziende e sul budget di molti consumatori con un reddito medio-basso. Oltre al reddito, ciò che incide maggiormente sul rendiconto delle famiglie del ceto medio è infatti proprio il prezzo dei beni.

Inoltre, i prezzi elevati dei prodotti importati incentivano il turismo degli acquisti. Secondo alcune stime, ogni anno la Svizzera perde 5 miliardi di franchi sotto forma di acquisti diretti oltre confine e nel complesso 10 miliardi in potere d'acquisto.

È interessante rilevare il diverso atteggiamento di uomini e donne all'interno del Consiglio nazionale: secondo l'analisi del portale Politnetz, il 63 per cento delle donne ha votato a favore dell'entrata in materia, mentre il 61 per cento degli uomini ha votato contro. Questo dato è forse riconducibile anche al fatto che le donne si occupano di più degli acquisti quotidiani e di conseguenza si sentono più responsabili del bilancio domestico.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel suo messaggio 12.028 del 22 febbraio 2012 (FF 2012 3469) concernente la revisione della legge sui cartelli (LCart; RS 251), il Consiglio federale proponeva l'introduzione di sei elementi di riforma del diritto sui cartelli. Tali proposte erano il risultato dei lavori del gruppo per la valutazione istituito conformemente all'articolo 59a LCart e delle tre procedure di consultazione tenutesi nel 2010 e nel 2011. Dai risultati è emersa una chiara necessità di intervenire soprattutto a livello di regolamentazione.

Mentre il Consiglio degli Stati ha deciso di entrare in materia e ha discusso in dettaglio il progetto di revisione, il Consiglio nazionale ha deciso di non entrare in materia per due volte, respingendo di fatto l'intero progetto e rinunciando alla possibilità di discutere in dettaglio sulle misure della LCart contro l'elevato livello dei prezzi. La proposta del Consiglio federale di rivedere l'articolo 5 LCart introducendo il divieto di accordi di cartello particolarmente nocivi, ammettendo tuttavia la possibilità di addurre motivi di giustificazione, avrebbe potuto favorire la riduzione degli alti prezzi in Svizzera e aumentare la competitività internazionale dell'economia del Paese a lungo termine. Tuttavia, I pareri delle Camere si sono rivelati discordanti. Allo stesso modo, le proposte avanzate dal Consiglio degli Stati e dalla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) per attenuare l'apprezzamento del franco (nuovo art. 7a, modifica degli art. 7 e 4), hanno suscitato opinioni divergenti e non sono state più in grado di ottenere il consenso della maggioranza. A causa dei diversi interessi politici in materia di una revisione della legge sui cartelli, attualmente il Consiglio federale non vede alcuna possibilità di contrastare con un'opportuna modifica della LCart gli alti prezzi dovuti a limitazioni della concorrenza. Non prevede perciò di sottomettere al Parlamento una nuova proposta di revisione della LCart. La Commissione della concorrenza continuerà a occuparsi della lotta contro accordi di cartello e altre limitazioni della concorrenza applicando con coerenza la legge attualmente vigente.

L'aumento della competitività e la lotta contro i prezzi elevati restano obiettivi prioritari di una politica economica a lungo termine. Il Consiglio federale intende esaminare altre possibilità per ridurre le differenze di prezzo tra la Svizzera e gli altri Paesi, come per esempio l'ulteriore apertura del mercato svizzero oppure l'introduzione di riforme del mercato interno. L'eliminazione di determinati ostacoli al commercio potrebbe ridurre i costi per le imprese e produrre conseguenze positive per i consumatori, in termine di prezzo e assortimento. Il Consiglio federale ha dunque proposto di accogliere due mozioni (14.3011 e 14.3012) e tre postulati (14.3013, 14.3014 e 14.3015) presentati dalla CET-N, di seguito accolti e trasmessi. La legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC; RS 946.51), e in particolare l'applicazione autonoma del principio "Cassis-de-Dijon", rappresenta un altro strumento del diritto alla concorrenza. La LOTC va applicata con coerenza in tutti i settori, perché l'eliminazione degli ostacoli tecnici al commercio e le agevolazioni delle importazioni parallele contribuiscono ad aumentare la concorrenza sul mercato interno. È dunque importante che non vengano emanate disposizioni o limitazioni che ostacolano deliberatamente il commercio con l'estero ("Swiss finish").

Una delle misure per rafforzare il mercato interno è l'attuazione della mozione Lombardi 12.3637, obiettivo della prevista legge federale sugli orari di apertura dei negozi che dovrebbe aumentare la competitività del commercio al dettaglio svizzero nei confronti dell'estero, contribuendo alla lotta contro il turismo degli acquisti. Inoltre, si tratta di assicurare la competitività delle imprese, attraverso imposte e costi moderati della regolamentazione, e quindi bassi prezzi per i consumatori. Nel 2013, il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto sui costi della regolamentazione contenente proposte concrete per ridurre i costi delle imprese (www.seco.admin.ch/dokumentation/publikation/00004/05364/index.html?lang=de).

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.