14.3783 · Interpellanza · 2014-09-24
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Quali misure può adottare il Consiglio federale per promuovere una migliore conoscenza delle religioni nelle nostre società e ridurre così le espressioni di razzismo e di xenofobia riconducibili alla non conoscenza delle religioni?
Begründung
Non è più un fatto raro sentire nel nostro Paese commenti islamofobi o antisemiti. I musulmani e gli ebrei sono presi di mira tutte le volte che si tratta di manifestare la propria disapprovazione per determinate politiche dello Stato di Israele o dei Paesi musulmani.
Non è neppure più un fatto raro che politici si ergano a esperti in teologia convinti di sapere che quella o quell'altra religione porti il male o la guerra nei propri geni. Queste convinzioni sono evidentemente rimesse in discussione da altri esperti. La commistione di religione e politica fomenta i sentimenti razzisti e xenofobi. Molto spesso questi atteggiamenti sono tuttavia riconducibili a una manifesta ignoranza generale delle religioni nelle nostre società. È importante che l'autorità politica operi in favore della coesione nazionale permettendo in particolare ai giovani di capire meglio le diverse religioni.
Essendo la scuola di competenza cantonale, le pratiche in materia variano molto. Di quali competenze dispone il Consiglio federale per promuovere una migliore conoscenza delle religioni (non soltanto quelle monoteiste) tra la popolazione e in particolare tra i giovani?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale condanna duramente qualsiasi propaganda dell'odio e guarda con preoccupazione ai toni sempre più aggressivi che caratterizzano gli attacchi agli ebrei e all'Islam, scatenati dai conflitti in corso in Vicino Oriente. Secondo il Consiglio federale la perseguibilità prevista dal Codice penale svizzero (CP) di chi perturba la libertà di credenza e di culto (art. 261 CP), incita all'odio e alla discriminazione, discredita o calunnia una persona per la sua religione o per lo stesso motivo rifiuta un servizio destinato al pubblico costituisce una concretizzazione fondamentale della libertà di credo e di coscienza sancita nella Costituzione federale (art. 15).
Mentre il disciplinamento dei rapporti tra lo Stato e le comunità religiose incombe principalmente ai cantoni (art. 72 cpv. 1 della Costituzione), la preservazione della pace pubblica è una competenza condivisa da Confederazione e Cantoni (art. 72 cpv. 2 della Costituzione). Il compito di fornire informazioni sulle comunità religiose e alle comunità religiose spetta pertanto ai cantoni e alla società civile, e in particolar modo alle comunità religiose stesse, che curano anche il dialogo interreligioso e organizzano o sostengono eventi. Tra questi si annoverano, ad esempio, le manifestazioni che ogni anno hanno luogo in tutta la Svizzera in occasione della settimana delle religioni.
A livello nazionale il Consiglio svizzero delle religioni incontra regolarmente membri del Consiglio federale. Il Consiglio svizzero delle religioni, che riunisce al suo interno le comunità cristiane ed ebraiche nonché due associazioni mantello islamiche, mantiene vivo il dialogo tra le diverse comunità. Un'estensione del dialogo ad altre comunità religiose, come quella indù o buddista, sarebbe auspicabile.
La Confederazione può, nei limiti del possibile, offrire sostegno soprattutto nei settori della sensibilizzazione, della prevenzione e della lotta a tutte le forme di razzismo e discriminazione. Il rapporto del Servizio per la lotta al razzismo (SLR), stilato per la prima volta nel 2012, offre un quadro generale dei provvedimenti adottati dalla Confederazione. Il rapporto è aggiornato ogni due anni.
La Confederazione favorisce l'intesa tra le varie comunità attraverso piattaforme di dialogo, informazioni mirate e sostegno sussidiario. Qui di seguito riportiamo alcuni esempi:
- A seguito della votazione sull'iniziativa popolare "contro l'edificazione di minareti" (iniziativa anti-minareti), il Consiglio federale ha dato avvio a una serie di incontri regolari tra l'amministrazione federale e rappresentanti di diverse correnti e pratiche religiose islamiche, coordinati dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (cfr. rapporto "Dialogo con i musulmani 2010").
- Nel 2013, in adempimento di tre postulati (Amacker-Ammann 09.4027; Leuenberger 09.4037; Malama 10.3018), l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha pubblicato un rapporto sulla situazione dei musulmani in Svizzera.
- Un gruppo di lavoro interdipartimentale guidato dall'Ufficio federale di giustizia sta attualmente elaborando un rapporto sulla presenza e sul significato dei simboli religiosi nello spazio pubblico (postulato Aeschi Thomas 13.3672).
- Negli studi pubblicati dall'UFM su importanti comunità di migranti (Sri Lanka, Kosovo, Portogallo, Turchia, Eritrea/Somalia, Marocco/Tunisia/Algeria, Bosnia-Erzegovina) sono illustrate, laddove rilevante, anche le rispettive esigenze religiose.
- L'UFM e il SLR finanziano regolarmente progetti di terzi realizzati perlopiù in collaborazione con le rispettive comunità religiose e finalizzati a promuovere la comprensione reciproca, ad abbattere i pregiudizi e a risolvere le situazioni di conflitto.
Per finire l'Università di Friburgo sta progettando la realizzazione di un centro per l'Islam e la società. Il centro contribuirà alla formazione continua delle guide spirituali islamiche che lavorano in Svizzera e, al contempo, avrà anche il compito di diffondere nella società maggioritaria una miglior conoscenza della fede e delle tradizioni islamiche. Il Consiglio federale ritiene che questo progetto, sostenuto finanziariamente anche dall'amministrazione federale, possa essere uno strumento valido per combattere i timori e i pregiudizi reciproci.
Risposta del Consiglio federale.