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14.3826 · Mozione · 2014-09-25

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a prodigarsi anche per la protezione delle minoranze religiose nei relativi Paesi. Nell'ambito della politica di sviluppo e dei crediti disponibili, gli uffici federali competenti sono chiamati a coinvolgere in modo più intenso rispetto a quanto fatto finora i corrispondenti gruppi della società civile degli Stati nei quali le minoranze religiose sono chiaramente discriminate e a tener maggiormente conto delle minoranze religiose nell'assegnazione delle risorse.

Begründung

L'articolo 54 della Costituzione federale impone alla Confederazione, nelle sue relazioni con l'estero, di contribuire a far rispettare i diritti umani. La libertà di religione, messa a dura prova negli ultimi anni, vi rientra a pieno titolo. Questa nuova forma di minaccia ai diritti dell'uomo deve spingere la Svizzera a riregolare la sua politica di sviluppo.

Grazie alla sua lunga tradizione umanitaria e all'impegno, fortemente intensificatosi negli ultimi anni, nel campo dell'aiuto allo sviluppo, la Svizzera ha notevoli possibilità di favorire il rispetto della libertà di religione come diritto fondamentale dell'uomo. Le situazioni in cui si trovano le persone coinvolte sono estremamente difficili; il nostro Paese è tenuto quindi a dare con urgenza maggior peso alla protezione dei perseguitati religiosi nelle sue attività nel campo della politica di sviluppo. L'impegno per il rafforzamento delle minoranze religiose svantaggiate deve divenire una parte importante delle attività della DSC. A tal proposito, va cercata in misura ancora maggiore rispetto a oggi la collaborazione con attori della società civile, per non essere costretti a cooperare con i governi responsabili delle violazioni dei diritti dell'uomo.

Nel suo rapporto all'ONU del 13 agosto 2012, Heiner Bielefeldt, relatore speciale sulla libertà di religione e di credo del Consiglio dei diritti umani dell'ONU, individua tre aspetti vincolanti ai sensi del diritto internazionale pubblico che vanno quindi garantiti da tutti gli Stati: il diritto di cambiare liberamente il proprio credo, il diritto di non essere costretti a convertirsi e la possibilità di esortare alla conversione. Il diritto alla libertà di religione così definito è violato in molti Paesi. Per l'aiuto svizzero allo sviluppo è dunque opportuno, negli Stati in questione, collaborare maggiormente con la società civile e coinvolgere attori civili.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

L'articolo 54 della Costituzione federale impone alla Confederazione di contribuire a far rispettare i diritti dell'uomo, ma anche a lottare contro la povertà nel mondo, a promuovere la democrazia, ad assicurare la convivenza pacifica dei popoli nonché a salvaguardare le basi naturali della vita. La promozione dei diritti dell'uomo è un obiettivo della politica estera della Svizzera. La libertà di religione nonché la protezione delle minoranze religiose ed etniche sono parte integrante della sua politica dei diritti dell'uomo. In passato il Consiglio federale si è espresso più volte su questioni riguardanti la cooperazione allo sviluppo, la libertà di religione e le minoranze (interpellanza 12.3067, domanda 13.5317, interpellanza 13.3699, interrogazione 13.1052 e in particolare postulato Graber Jean-Pierre 11.3197). La questione è diventata più pressante alla luce di quanto sta accadendo in Siria e Iraq.

Per proteggere e promuovere la libertà religiosa, ma anche per prevenire qualsiasi forma d'intolleranza religiosa, la Svizzera partecipa attivamente al lavoro degli organismi competenti delle organizzazioni internazionali, quali l'ONU o l'OSCE, e in questo ambito sostiene le risoluzioni adottate dal Consiglio dei diritti umani e dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Consiglio federale invita i Paesi interessati a rispettare i diritti delle minoranze religiose ed etniche ed esorta inoltre gli Stati nei quali gruppi estremistici compiono attentati e stragi contro i cristiani e altre minoranze a fare tutto il possibile per impedire atti di questo genere e portare i responsabili davanti al tribunale.

Anche la cooperazione svizzera allo sviluppo opera in base alle norme in materia di diritti dell'uomo e ribadisce il principio della non discriminazione. Il rispetto dei diritti dell'uomo, compresa la libertà di religione, è considerato uno degli elementi chiave per uno sviluppo sostenibile che vada a beneficio di tutte le fasce della popolazione. La Svizzera, nel quadro della sua cooperazione allo sviluppo, offre anche un sostegno diretto per lottare contro l'esclusione delle minoranze. L'obiettivo della cooperazione svizzera allo sviluppo non è di aiutare i governi, bensì di sostenere le fasce più sfavorite della popolazione nel loro cammino verso lo sviluppo. Se un governo non dispone delle strutture democratiche necessarie per una cooperazione efficace, questa si svolge prevalentemente tramite organizzazioni non governative. Spesso il sostegno a fasce della popolazione sfavorite ed escluse si rivela particolarmente necessario, segnatamente quando esistono gravi carenze in fatto di democrazia, diritti dell'uomo e stato di diritto.

L'aiuto umanitario della Svizzera basa la sua attività in Siria e Iraq sulla rigorosa applicazione dei quattro principi umanitari: umanità, indipendenza, neutralità e imparzialità. L'aiuto umanitario tiene conto delle esigenze delle fasce più vulnerabili della popolazione senza fare alcuna distinzione fondata sull'appartenenza politica, il colore della pelle, l'etnia o la religione. Nessun gruppo religioso viene dunque considerato a priori come un target a parte, ma ogni minoranza minacciata può rientrare tra i beneficiari di aiuto umanitario. Per i motivi su esposti il Consiglio federale non ritiene vi sia attualmente alcuna necessità di accogliere la mozione. È tuttavia pronto, nel quadro del rapporto di politica estera, a mettere maggiormente in evidenza la situazione delle minoranze religiose minacciate e le relative misure prese in questo ambito in adempimento del postulato von Siebenthal 14.3823, che propone di accogliere.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.