14.3937 · Postulato · 2014-09-26
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale ad analizzare e a riferire sulle seguenti questioni nel quadro di un rapporto:
1. Quante pelli di animali destinate alla produzione di cuoio la Svizzera esporta attualmente all'anno e chi sono i maggiori acquirenti?
2. Che opportunità intravede il Consiglio federale di sfruttare meglio l'elevato potenziale delle pelli svizzere (qualità, detenzione di animali)?
3. Quali possibilità ci sarebbero di promuovere la produzione e la commercializzazione di cuoio derivato da pelli di animali svizzere?
Begründung
La qualità delle pelli di animali provenienti dalla Svizzera è tra le migliori a livello mondiale. Essa è riconducibile da un lato, al foraggiamento e al clima e, dall'altro, alle elevate conoscenze nella conservazione delle pelli grezze. Un altro vantaggio delle pelli svizzere, che agli occhi dei consumatori acquisisce sempre maggiore importanza, sono le migliori condizioni di detenzione degli animali rispetto a quelle estere. Tutti questi vantaggi, tuttavia, in Svizzera restano inutilizzati, poiché praticamente tutte le pelli grezze vengono esportate per essere trasformate oltrefrontiera, dove vengono mescolate con pelli grezze estere e in seguito non se ne può più stabilire la provenienza. La ditta Centravo, maggiore broker di merci grezze per i sottoprodotti della macellazione, ad esempio, ogni anno esporta in Italia e in Francia circa 850 000 pelli per la concia.
Il cuoio elvetico potrebbe pertanto avere potenziale di mercato, che resta invece inutilizzato. A subirne le conseguenze sono i contadini svizzeri che non possono spuntare prezzi maggiori per le pelli dei loro animali e i produttori di articoli in cuoio che, nonostante la domanda, non sono in grado di offrire cuoio di provenienza nazionale. Infine sono penalizzati anche tutti i consumatori che non vogliono acquistare pelli di animali maltrattati, poiché non hanno la possibilità di informarsi sulla provenienza del cuoio.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera il mercato di pelli e pellami è ampiamente liberalizzato. Il prezzo di tali prodotti è dato dalla domanda e dall'offerta in un mercato libero, in cui la Confederazione non interviene dal profilo normativo. Fa eccezione l'obbligo di dichiarazione, in vigore dal 1° marzo 2013, per pellicce di determinate specie animali (ordinanza sulla dichiarazione delle pellicce, RS 944.022).
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. La ditta Centravo AG, con sede a Lyss, è la maggiore trasformatrice in Svizzera di sottoprodotti animali. Essa è attiva come organizzazione di diritto privato dedita alla raccolta e alla commercializzazione centrale di pelli e pellami di produzione svizzera. Secondo quanto dichiarato dalla ditta stessa, annualmente prepara per la produzione di cuoio circa 850 000 unità di pelli e pellami per un peso totale di 16 000 tonnellate.
Secondo la statistica del commercio estero svizzero, nel 2013 sono state esportate per l'ulteriore trasformazione complessivamente circa 17 000 tonnellate di pelli e pellami grezzi di animali per un valore totale di circa 71 milioni di franchi svizzeri. Dal profilo quantitativo, circa il 74 per cento delle esportazioni ha avuto come destinazione l'Italia. Altri importanti Paesi destinatari delle esportazioni sono stati Francia, Spagna, Paesi Bassi e Germania.
2./3. Il Consiglio federale non vede alcuna necessità di ulteriore intervento dal profilo normativo nel mercato, ben funzionante, di pelli e pellami. In linea di principio, progetti innovativi, lungimiranti e incentrati sulla catena di valore in Svizzera possono essere promossi già oggi nell'ambito degli esistenti strumenti di politica agricola. Nella Politica agricola 2014-2017 (PA 14-17) il Parlamento ha potenziato ulteriormente le possibilità di sostegno. Mediante il nuovo articolo 11 della legge sull'agricoltura (LAgr) la Confederazione può sostenere misure collettive di produttori, addetti alla trasformazione o commercianti che contribuiscono al miglioramento o alla garanzia della qualità e della sostenibilità di prodotti agricoli e dei loro prodotti trasformati nonché dei processi.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.