14.4028 · Interpellanza · 2014-11-26
Autorità di vigilanza sul Ministero pubblico della Confederazione
Liquidato
Wortlaut
Nell'aprile 2013, la stampa argentina ha dischiuso un'importante rete di corruzione e riciclaggio di denaro che ruotava attorno all'ex presidente Nestor Kirchner. Al centro della rete vi sarebbe segnatamente l'imprenditore Lazaro Baez, che avrebbe beneficiato di contratti pubblici sovrafatturati nonché organizzato il riciclaggio di tali fondi di origine illecita tramite società di comodo e conti all'estero, in particolare anche tramite le banche Lombard Odier e Safra Sarrasin in Svizzera.
In seguito a denuncia e a domanda di assistenza giudiziaria, la giustizia svizzera ha avviato un'inchiesta e nel giugno 2013 ha bloccato un conto. Oggi, tuttavia, le indagini sarebbero ferme per mancanza di elementi di prova sull'origine illecita dei fondi incriminati, con il rischio che questi ultimi siano dissequestrati. Le informazioni inerenti ai motivi della battuta d'arresto costatata nel procedimento sono discordanti. Secondo voci ufficiali argentine ne sarebbe responsabile la Svizzera. La deputata argentina Margarita Stolbizer, invece, afferma che dopo oltre un anno dall'inizio del procedimento, la Svizzera non avrebbe ancora ricevuto le informazioni esplicitamente chieste alla giustizia argentina per confermare il reato di riciclaggio. La società civile argentina esige ora che la giustizia proceda. È quindi opportuno chiarire il ruolo delle autorità svizzere preposte al perseguimento penale.
1. Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) conduce un procedimento in un caso di corruzione argentina inerente alla sovrafatturazione di appalti pubblici, in cui sarebbe segnatamente implicato l'imprenditore Lazaro Baez?
2. Il MPC ha disposto il blocco di conti bancari a titolo preventivo?
3. I procedimenti penali avviati in Svizzera sono fermi perché mancano le informazioni chieste dal MPC alle autorità giudiziarie argentine?
4. In caso affermativo, per togliere ogni dubbio alle popolazioni svizzera e argentina in merito a una possibile responsabilità delle autorità svizzere preposte al perseguimento penale per il ritardo accumulato, il MPC potrebbe precisare le date esatte delle domande e di eventuali solleciti trasmessi alle autorità argentine?
5. Qualora l'Argentina non fornisse le informazioni, sarebbe possibile valutare la confisca degli averi secondo la disposizione penale svizzera sui valori patrimoniali di un'organizzazione criminale?
Antrag des Bundesrates
Risposta dell’Autorità di vigilanza
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il 25 aprile 2013, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato un'istruzione nei confronti, tra gli altri, di Lazaro Antonio Baez e ignoti per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell'articolo 305bis del Codice penale. La decisione di apertura dava seguito a una segnalazione di sospetto riciclaggio di denaro inoltrata il 24 aprile 2013 dall'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro in applicazione dell'articolo 23 capoverso 4 LRD.
Parallelamente, il 3 luglio 2013 le autorità argentine hanno presentato una domanda di assistenza giudiziaria alla Svizzera nella quale chiedevano, in relazione a un procedimento argentino, alle autorità giudiziarie svizzere di adottare le misure utili a ottenere dai responsabili di una banca privata a Ginevra tutte le informazioni inerenti a un conto intestato a una società specificata. Con missiva del 26 luglio 2013, l'Ufficio federale di giustizia ha informato il MPC che questa domanda di assistenza giudiziaria non poteva essere eseguita perché, considerati gli elementi forniti dalle autorità argentine, la condizione della doppia punibilità non era soddisfatta. L'autorità rogante è quindi stata invitata a completare la sua richiesta, segnatamente per quanto riguardava l'origine illecita dei fondi oggetto delle operazioni finanziarie descritte. A oggi, le autorità svizzere non hanno ricevuto una simile domanda di assistenza giudiziaria complementare da parte delle autorità argentine: le ulteriori informazioni necessarie all'esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria argentina non sono pervenute all'Ufficio federale di giustizia.
2. Sentiti i responsabili delle banche incaricate di gestire i fondi menzionati in interrogatori svolti il 28 maggio e il 4 giugno 2013 nell'ambito dell'inchiesta penale svizzera, il MPC ha disposto il blocco degli averi depositati presso due banche e la produzione della relativa documentazione bancaria mediante ordini del 4 e 5 giugno 2013.
3./4. Il 5 maggio 2014, il MPC ha presentato, nel contesto dell'inchiesta penale svizzera da esso condotta, una domanda di assistenza giudiziaria alle autorità argentine che chiedeva segnatamente la trasmissione di copia degli atti essenziali dei procedimenti penali condotti in Argentina in relazione alla famiglia di Lazaro Antonio Baez.
Il 10 luglio 2014, il MPC ha ricevuto gli atti esecutivi della sua domanda di assistenza giudiziaria presentata all'Argentina. Dagli atti emerge segnatamente che il 7 maggio 2014 le autorità argentine hanno disposto l'abbandono di uno dei procedimenti condotti nei confronti di Lazaro Antonio Baez, tenuto conto che non vi erano elementi sufficienti per ritenere che egli abbia commesso un reato connesso alle dichiarazioni rilasciate nei media argentini.
In seguito, le autorità argentine non hanno più dato seguito alla richiesta del MPC di essere informato sull'esistenza di un procedimento penale argentino condotto nei confronti degli imputati.
5. Nel caso in esame, l'inchiesta svizzera non ha provato che gli averi depositati in Svizzera fossero provento di reato. La collaborazione con le autorità argentine non ha permesso di confermare gli indizi e in base alle informazioni ufficiali argentine uno dei procedimenti penali avviati in Argentina nei confronti degli imputati è stato abbandonato. In mancanza di reato precedente, l'11 dicembre 2014 il MPC ha disposto l'abbandono del procedimento ai sensi dell'articolo 319 lettere a e b del Codice di procedura penale e ha dissequestrato gli averi bloccati il 4 e il 5 giugno 2013 secondo l'articolo 267 capoverso 1 del Codice di procedura penale.
Risposta dell’Autorità di vigilanza