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14.4039 · Mozione · 2014-12-01

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di presentare, in analogia all'esistente freno all'indebitamento, le basi legali per un freno alla crescita delle uscite indipendente dalle entrate e orientato principalmente alla crescita economica. I singoli settori di compiti devono essere presi debitamente in considerazione. La media mobile del PIL ufficiale degli ultimi tre anni costituirà il limite massimo della crescita delle uscite (freno). Se per motivi congiunturali la crescita delle uscite supererà eccezionalmente questa media, la differenza dovrà essere compensata nell'anno successivo. Una crescita delle uscite al di sotto della crescita del PIL non sarà compensata. Obiettivo di questo progetto sarà la riduzione a lungo termine della quota d'incidenza della spesa pubblica.

Begründung

La crescita media a lungo termine delle uscite della Confederazione (periodo 1990-2013) non ha alcun nesso con la crescita economica e desta serie preoccupazioni. Le uscite di oggi, infatti, sono le imposte e i debiti del domani. Con un freno alla crescita delle uscite si dovrà impedire che la crescita massima delle uscite della Confederazione superi la media mobile del PIL (prodotto interno lordo). Si dovrà osservare una politica della spesa pubblica conforme alla congiuntura; il freno alla crescita delle uscite dovrà interessare in particolare i settori di compiti le cui uscite hanno registrato la più forte espansione negli ultimi anni (ad es. previdenza sociale). La forte esplosione della spesa pubblica cui abbiamo assistito negli ultimi vent'anni deve essere arrestata. Lo Stato deve di nuovo concentrarsi sui suoi compiti primari.

Da tempo la quota svizzera d'incidenza della spesa pubblica è stabile a livelli elevati e, anche in rapporto ad altri Paesi, occupa una pessima posizione. Se nel 1990 la quota d'incidenza della spesa pubblica di Confederazione, cantoni e comuni era del 31,5 per cento, oggi si situa al 34,6 per cento (incluse le assicurazioni sociali: 44,4 per cento). Al riguardo occorre osservare che il canone radiotelevisivo indipendente dall'apparecchio di ricezione, che equivale oggi a un'imposta, non è compreso. Anche le rimanenti tasse e tributi crescono in continuazione. Le spese per il personale della Confederazione sono aumentate di 1,1 miliardi dal 2007. Sebbene il freno all'indebitamento iscritto nella Costituzione non manchi i suoi obiettivi, non è sufficiente a tenere a bada le finanze della Confederazione sempre più alla deriva.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Tra il 1990 e il 2003, in media le uscite della Confederazione sono aumentate in misura maggiore rispetto al PIL nominale (1990-2003: 3,6 e 2,2 per cento all'anno). Dall'introduzione del freno all'indebitamento nel 2003, la crescita media delle uscite è tuttavia inferiore a quella congiunturale (2003-2013: 2,5 e 3,0 per cento all'anno). Questa evoluzione si deduce dalla quota delle uscite che indica le uscite della Confederazione in rapporto al PIL nominale. Tra il 1990 e il 2002 la quota delle uscite è aumentata (dall'8,8 al 10,7 per cento), e da allora è tendenzialmente in calo (2013: 10,0 per cento).

Si riscontra un'evoluzione analoga per l'insieme delle amministrazioni pubbliche. Tra il 1990 e il 2003 la quota d'incidenza della spesa pubblica, ovvero la somma delle uscite di Confederazione, cantoni, comuni e assicurazioni sociali in rapporto al PIL nominale, è aumentata (dal 29,1 al 35,3 per cento) e in seguito è in diminuzione (2013: 31,5 per cento; PIL secondo il SEC 2010).

Anche nel confronto internazionale la Svizzera occupa una buona posizione. Le cifre pubblicate dall'OCSE mostrano che la quota d'incidenza della spesa pubblica della Svizzera è una delle più basse della zona OCSE. Per il 2013 la media dell'OCSE ammonta al 42 per cento, mentre la Svizzera registra una quota d'incidenza della spesa pubblica del 33,5 per cento (OECD Economic Outlook, 11.2014; PIL secondo il SEC 1995).

Il freno all'indebitamento impone già una regola per rallentare la crescita delle uscite. Dalla sua introduzione è stato possibile limitare la crescita delle uscite alla crescita media nominale del PIL richiesta dagli autori della mozione. In quest'ottica, il Consiglio federale non vede pertanto la necessità d'intervenire imponendo ulteriori vincoli alla politica finanziaria.

Il freno all'indebitamento vincola l'evoluzione delle uscite a quella delle entrate. Se non sono decise entrate supplementari, le uscite non possono crescere in misura maggiore delle entrate. L'introduzione di un'ulteriore regola per l'evoluzione delle uscite appesantirebbe il sistema del freno all'indebitamento.

Con il meccanismo proposto nella mozione vi è il rischio che la politica finanziaria finisca per assumere un carattere prociclico. Dato che gli alti e i bassi congiunturali non seguono un ritmo fisso triennale e la loro portata è variabile, una politica in materia di uscite compatibile con la congiuntura non sarebbe garantita. Come illustrato nel rapporto del Consiglio federale del 29 novembre 2013 in adempimento dei postulati Graber Jean-Pierre 10.4022, Landolt 11.3547 e Fischer Roland 12.3552, la presa in considerazione della congiuntura nel quadro del freno all'indebitamento si è per contro affermata.

La mozione chiede infine che il meccanismo freni in particolare la crescita dei settori le cui uscite hanno registrato la più forte espansione. Si tratta dei settori di compiti Educazione e ricerca (2003-2013: crescita media del 4,6 per cento all'anno), Relazioni con l'estero (3,7 per cento all'anno), Previdenza sociale (3,3 per cento all'anno) e Ambiente e assetto del territorio (2,9 per cento all'anno). Questi tassi di crescita rispecchiano le priorità politiche del Parlamento e del Consiglio federale. La loro evoluzione non dovrebbe essere legata a un meccanismo. Per questo motivo nel suddetto rapporto il Consiglio federale si era già opposto a una regola politico-finanziaria in singoli settori di compiti.

Il freno all'indebitamento ha dato buoni risultati e gode di ampi consensi. La crescita delle uscite è sotto controllo. L'introduzione di un freno alla crescita delle uscite come richiesto dagli autori della mozione è superflua e avrebbe effetti collaterali indesiderati.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.