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14.4151 · Interpellanza · 2014-12-11

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In tutti i suoi pareri sulla questione dell'insegnamento delle lingue nazionali nella scuola dell'obbligo, il Consiglio federale ha finora sempre affermato di voler attendere il bilancio sull'armonizzazione dell'insegnamento delle lingue della Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) previsto per l'estate del 2015. Tuttavia, almeno in un cantone si voterà su un'iniziativa popolare che chiede l'insegnamento di una sola lingua straniera nelle scuole elementari ancora prima di conoscere l'esito del bilancio. Se l'iniziativa venisse accolta, l'armonizzazione prevista dal compromesso sulle lingue raggiunto dalla CDPE verrebbe messa in discussione. Come intende intervenire in questo caso il Consiglio federale?

Begründung

In occasione dell'assemblea annuale tenuta nell'ottobre del 2014, la CDPE ha ribadito il compromesso sulle lingue raggiunto nel 2004, che prevede l'insegnamento di due lingue straniere nella scuola elementare, di cui una nazionale. La CDPE ritiene che l'attuazione di questa soluzione sia sulla buona strada e che sia pertanto necessario attendere il bilancio previsto per l'estate del 2015. Tuttavia, in diversi cantoni, sono stati presentati interventi parlamentari che si discostano dal compromesso. Nel cantone di Nidvaldo, già nel mese di marzo 2015, gli aventi diritto di voto saranno chiamati ad esprimersi su un'iniziativa che chiede l'insegnamento di una sola lingua straniera nelle scuole elementari. È chiaro che, se venisse accolta, il compromesso della CDPE non potrebbe essere attuato in tutta la Svizzera e quindi il bilancio non potrebbe essere positivo. È dunque legittimo chiedersi cosa intende fare il Consiglio federale in questo caso.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale ha più volte ribadito di attribuire grande importanza all'insegnamento delle lingue nella scuola dell'obbligo e s'impegna a favore dell'insegnamento di una seconda lingua nazionale nella scuola elementare. A tal fine incoraggia e sostiene i cantoni a trovare una soluzione coordinata, ai sensi del mandato costituzionale e sulla base della strategia linguistica del 2004.

Qualora dovesse emergere che, a causa di decisioni prese in singoli cantoni, ciò non fosse possibile, il Consiglio federale sarebbe disposto ad intervenire, nei limiti delle proprie competenze. Questa posizione è stata ribadita dal capo del Dipartimento federale dell'interno in occasione dell'assemblea annuale della CDPE, il 31 ottobre 2014.

Il Consiglio federale si riserva la possibilità di cominciare i lavori legislativi preparatori necessari per poterli discutere con la CDPE sulla base del bilancio previsto per la prossima estate. Prima di procedere a una revisione delle disposizioni della legge sulle lingue (art. 15 cpv. 3) vanno tuttavia precisati i limiti concreti della sussidiarietà ivi disciplinata. L'argomento è oggetto di un rapporto che l'Ufficio federale della cultura presenterà su incarico della Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio degli Stati.

L'esecutivo ricorda inoltre che la Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale ha definito prime misure volte a definire per legge la posizione delle lingue nazionali nella scuola dell'obbligo. Nella sua seduta del 1° dicembre 2014 ha infatti deciso di depositare due iniziative parlamentari per l'integrazione in tal senso della egge sulle lingue.

Risposta del Consiglio federale.