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14.4155 · Interpellanza · 2014-12-11

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

I dibattiti parlamentari sulla politica energetica non sono privi di conseguenze per l'economia svizzera. Le ripercussioni sulle imprese di produzione di energia saranno incisive.

Per queste ragioni, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Quali sono le conseguenze finanziarie del pacchetto di misure proposto in ambito energetico per l'industria svizzera e in particolare per le imprese produttrici?

2. Quali sono le ripercussioni finanziarie sulle imprese, nell'ultimo decennio, dovute alle esigenze in materia di ambiente e di energia? Quali settori hanno perso maggiormente in competitività in relazione a queste esigenze?

3. Cosa pensa di fare il Consiglio federale per garantire e rafforzare la competitività delle imprese particolarmente interessate dalla Strategia energetica 2050 e da altre ed ulteriori esigenze?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ha analizzato gli effetti della Strategia energetica 2050 sull'economia nazionale mediante diversi studi complementari (cfr. messaggio concernente il primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050: FF 2013 6489, qui 6657-6667). Secondo il rapporto "Energiestrategie 2050 - volkswirtschaftliche Auswirkungen" (Ecoplan 2012; disponibile solo in tedesco su www.energiestrategie2050.ch > Basi), per lo scenario "Nuova politica energetica" (NPE) la diminuzione della crescita media annua è di -0,09 per cento per l'anno 2035 rispetto allo scenario di riferimento "Status quo" (SQ). Nei calcoli viene dato per scontato che all'estero vengano perseguiti ambiziosi obiettivi climatici e di politica energetica simili a quelli svizzeri.

Per i sei maggiori settori dell'industria svizzera (chimica, commercio, attività finanziarie, servizi alle imprese, attività immobiliari e costruzione), le misure fissate nella Strategia energetica 2050 secondo lo scenario NPE non hanno praticamente conseguenze sui livelli di produzione. Tra i diversi settori esistono tuttavia alcune differenze.

Per quanto riguarda gli effetti della Strategia energetica e dei costi della futura rete elettrica sull'economia nazionale, ulteriori informazioni si evincono dalla risposta del Consiglio federale all'interpellanza del gruppo liberale-radicale 14.4207, "Strategia energetica 2050. Ripercussioni sulla competitività", presentata contemporaneamente alla presente interpellanza.

2. Le valutazioni effettuate negli ultimi dieci anni sugli strumenti di politica energetica e ambientale mostrano che tali strumenti sono efficaci e che i relativi effetti finanziari per le imprese sono sostenibili. Risultati analoghi sono illustrati nel rapporto del Consiglio federale pubblicato il 13 dicembre 2013 sui costi della regolamentazione in risposta ai postulati Fournier 10.3429 e Zuppiger 10.3592 (disponibili su www.seco.admin.ch > Attualità > Informazioni ai media). La competitività delle imprese ad alto consumo energetico non dipende solamente dai prezzi dell'energia ma anche da numerosi fattori strategici. È quindi difficile ridurre e valutare gli influssi.

3. Sono attualmente in corso diversi provvedimenti di sgravio, volti a garantire che le imprese non vengano penalizzate sul piano internazionale da imposte sul clima e sull'energia.

Le imprese possono ad esempio assumere un impegno di riduzione delle emissioni per essere esentate dalla tassa sul CO2 sui combustibili a condizione che svolgano un'attività secondo l'allegato 7 dell'ordinanza del 30 novembre 2012 sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2; RS 641.711) e che emettano ogni anno oltre 100 tonnellate di CO2 equivalenti (i CO2 equivalenti sono un'unità utilizzata per calcolare gli effetti di tutti i gas serra).

Le grandi imprese con un consumo energetico elevato devono partecipare obbligatoriamente al sistema di scambio di quote di emissioni (SSQE). Le medie imprese possono aderire a tale sistema su base volontaria. Le imprese che partecipano allo scambio di quote di emissione sono automaticamente esentate dalla tassa sul CO2. L'auspicato collegamento del SSQE svizzero a quello dell'Unione europea consentirà di attenuare le diverse condizioni di concorrenza per le imprese svizzere attive sul mercato europeo, in particolare nei confronti di concorrenti europee, e migliorarne le opportunità di mercato. Fino al collegamento del SSQE svizzero con quello europeo, si applica inoltre un disciplinamento per i casi di rigore.

Inoltre le imprese possono richiedere il rimborso parziale o totale del supplemento di rete per la promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Per averne diritto deve essere stipulata con la Confederazione una convenzione sugli obiettivi per l'aumento dell'efficienza energetica.

Il Consiglio federale vuole mantenere questi provvedimenti di sgravio anche dopo l'introduzione del primo pacchetto di misure della Strategia energetica 2050 e della futura politica climatica, così da garantire che le imprese operanti a livello internazionale non vengano penalizzate. Inoltre, nell'ambito della Strategia energetica 2050, verrà istituito un monitoraggio che permetterà di analizzare e pubblicare regolarmente gli effetti delle misure.

Risposta del Consiglio federale.