14.4198 · Interpellanza · 2014-12-11
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
I posti di lavoro nel settore della formazione e in quello sociale sembrano aumentare continuamente, senza tuttavia portare alla produttività attesa. Invito dunque il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Quanto è aumentato il numero di posti di lavoro nel settore della formazione e in quello sociale negli ultimi cinque anni e nei cinque anni precedenti (2004-2009), suddivisi per i diversi fornitori di servizi?
2. Quanti posti di lavoro sono stati occupati da stranieri nei due periodi (2004-2009 e dal 2009 in poi)?
3. Quanto è aumentato il numero di posti di lavoro occupati da stranieri nei due periodi in termini assoluti e in percentuale?
4. Quanto è aumentata la produttività nel settore della formazione e in quello sociale nei due periodi?
5. Il Consiglio federale non ritiene opportuno aumentare questa produttività in modo da contrastare la carenza di personale qualificato? In caso affermativo, quali misure intende adottare?
6. Con quali incentivi si garantisce che nel settore della formazione e in quello sociale si possa giungere rapidamente a un progresso tecnico tale da ridurre il carico di lavoro?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le seguenti cifre sono tratte da una specifica valutazione basata sulla rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS), sulla statistica dei frontalieri (STAF) e sul sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) e si riferiscono al secondo trimestre. Tra il 2004 e il 2014 il numero di persone attive è aumentato di 58 000 unità nel settore della formazione e dell'insegnamento (su tutti i livelli di formazione, +19 per cento) e di 88 000 unità in quello sociale e degli istituti di assistenza (case di cura e per anziani, istituti di rieducazione, assistenza sociale di anziani e disabili, custodia diurna di bambini, +45 per cento). In entrambi i settori lo sviluppo è stato ben superiore alla media: complessivamente, infatti, il numero delle persone attive nel decennio preso in esame è aumentato di 669 000 unità (+16 per cento). A causa della revisione della nomenclatura generale delle attività economiche (NOGA) e delle troppe imprecisioni statistiche, le cifre per i periodi 2004-2009 e 2009-2014 non possono essere presentate.
2. A livello di tutti i settori la quota dei lavoratori stranieri è salita dal 25 per cento nel 2004 al 30 per cento nel 2014. Nel settore della formazione, invece, è passata dal 14 al 19 per cento, negli istituti di assistenza e in ambito sociale dal 21 al 24 per cento. Pertanto, la quota degli stranieri è sì aumentata in entrambi i settori, ma non ha raggiunto neppure nel 2014 la suddetta media del 30 per cento.
3. A livello di tutti i settori, tra il 2004 e il 2014 il numero degli stranieri occupati è aumentato di 406 000 unità (+39 per cento). Nello stesso periodo il numero dei posti di lavoro occupati da stranieri nel settore della formazione e in quello sociale è aumentato di 53 000 unità (+62 per cento), facendo quindi registrare una crescita nettamente superiore alla media. Come già illustrato nella risposta alla domanda 1, in questi settori il numero di posti di lavoro è aumentato in generale di 146 000 unità (+29 per cento). Questo forte incremento, quindi, non è riconducibile soltanto al fenomeno dell'immigrazione, ma anche a un sostanziale aumento dei lavoratori svizzeri.
4. Secondo l'Ufficio federale di statistica, nel settore della formazione l'aumento della produttività tra il 2004 e il 2012 è stato in media dell'1,2 per cento all'anno, situandosi quindi leggermente al di sopra della media fatta registrare dalle imprese di mercato (0,8 per cento). Per quanto riguarda gli istituti di assistenza e l'ambito sociale, invece, la produttività ha fatto segnare un'evoluzione negativa (-3,3 per cento). Nell'interpretare queste cifre, tuttavia, occorre considerare le numerose particolarità con cui viene misurata la creazione di valore aggiunto, il che richiederebbe un'analisi approfondita della tematica.
5. Nell'ambito dell'iniziativa sul personale qualificato il Consiglio federale ha commissionato la redazione di diversi rapporti che spieghino la crescita dell'occupazione e forniscano spunti su come incrementare la produttività nei settori della formazione e del sociale. Le relative analisi vengono effettuate in collaborazione con i cantoni e sono volte a individuare possibili soluzioni. Il concetto di produttività, tuttavia, non va inteso in senso troppo stretto e non deve trascurare l'aspetto della qualità delle prestazioni fornite.
Uno strumento importante ai fini della garanzia della qualità è il monitoraggio dell'educazione: esso consente alle autorità politiche e alle istituzioni preposte alla gestione del sistema formativo svizzero a livello sia federale sia cantonale di accedere a dati aggiornati e nuovi risultati scientifici. Il rapporto sul sistema educativo svizzero, pubblicato ogni quattro anni, informa sulle condizioni contestuali rilevanti e sulle caratteristiche istituzionali di ogni livello educativo e valuta le prestazioni del sistema in base a tre criteri: efficacia, efficienza e equità. Ne risulta un quadro molto differenziato anche riguardo a eventuali inefficienze.
6. Nel settore della formazione l'impiego di nuove tecnologie viene promosso in modo continuo e mirato. A titolo d'esempio si possono citare le aule virtuali, i corsi massivi online aperti a tutti (MOOCs) o l'utilizzo di nuove tecnologie di comunicazione. Questa tematica è di grande rilievo soprattutto nella formazione professionale, dove i legami con l'economia sono molto stretti. Nell'ambito della ricerca sulla formazione professionale, pertanto, la Confederazione pone un particolare accento proprio su questo punto. In collaborazione con le Università di Ginevra e Friburgo e con l'Istituto universitario federale per la formazione professionale, il Politecnico di Losanna gestisce la Leading House "Tecnologie per la formazione professionale". L'obiettivo principale è organizzare un ambiente di apprendimento che consenta di migliorare l'interazione fra i tre luoghi di formazione della formazione professionale. Nel settore universitario il modello di finanziamento di base previsto dalla nuova legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario (LPSU) - con i cosiddetti costi di riferimento e i criteri di ripartizione dei fondi orientati alle prestazioni - definisce una serie di incentivi per l'ottimizzazione dei costi.
Il dilemma di fondo è molto più marcato in ambito sociale, dove le prestazioni sono spesso intense e personali, ad esempio nelle case di cura e per anziani, per cui un aumento della produttività può tradursi in un calo qualitativo. Anche qui, tuttavia, sussistono dei potenziali di miglioramento dell'efficienza che vengono sfruttati anche a causa della pressione sui costi. Nel campo dell'assicurazione per l'invalidità, ad esempio, il personale qualificato viene impiegato in modo più efficiente grazie all'elaborazione di linee guida per la diagnosi e il trattamento di malattie psichiche e la standardizzazione dei relativi processi. Un altro esempio concerne l'assicurazione contro la disoccupazione, dove la Confederazione provvede a impiegare le risorse disponibili attraverso una gestione incentrata sui risultati. In ambito sociale la promozione delle tecnologie dell'informazione e le valutazioni dei processi costituiscono un incentivo a fornire le prestazioni in modo più efficiente. I rapporti menzionati al punto 5 mostreranno come gestire in modo più efficiente la custodia personale dei bambini e l'assistenza agli anziani, ai disoccupati o ai bisognosi grazie ai progressi tecnici e senza che la qualità ne risenta.
Risposta del Consiglio federale.