14.4219 · Mozione · 2014-12-12
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di denunciare l'Accordo sulla libera circolazione delle persone concluso con l'UE se quest'ultima non accetta una rinegoziazione o se la gestione autonoma dell'immigrazione tramite contingenti e priorità dei lavoratori indigeni non permette di trovare una soluzione.
Begründung
L'articolo 121a della Costituzione federale esige una gestione autonoma dell'immigrazione. Le disposizioni transitorie della Costituzione (art. 197 n. 11) precisano inoltre che i trattati internazionali che contraddicono all'articolo 121a devono essere rinegoziati e adeguati entro tre anni dall'accettazione di detto articolo da parte del popolo e dei cantoni.
Il Consiglio federale non può limitarsi a procedere a una rinegoziazione, bensì deve parimenti adempiere il mandato di adeguare i trattati internazionali contrari alla gestione autonoma dell'immigrazione tramite contingenti e priorità dei lavoratori indigeni. Non può nemmeno nascondersi dietro l'obiettivo teso a preservare la via bilaterale. Tenuto conto del centinaio di accordi conclusi con l'UE (in particolare l'importante Accordo di libero scambio), degli interessi reciproci di proseguire gli scambi economici e delle regolamentazioni dell'OMC, che non lascerebbero semplicemente diventare caduchi gli "Accordi bilaterali I", sarà possibile portare avanti la via bilaterale anche in caso di denuncia dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e di una possibile denuncia dei sei accordi che fanno parte degli "Accordi bilaterali I".
Sarà impossibile condurre negoziati corrispondenti all'obiettivo perseguito se il Consiglio federale non riceve il mandato, inequivocabile per l'UE, di trarre le conseguenze necessarie dalla votazione del 9 febbraio 2014 e di avviare, all'occorrenza, la procedura di denuncia dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Gli articoli 121a e 197 numero 11 della Costituzione federale (Cost.) contengono due mandati: la modifica della legge federale sugli stranieri e la negoziazione dell'adeguamento dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC).
Attualmente sono in corso due processi paralleli per l'attuazione delle nuove disposizioni costituzionali. Da un lato, la legislazione d'esecuzione dell'articolo 121a della Costituzione è elaborata in un processo politico interno conformemente alla procedura legislativa usuale. Dall'altro, è in corso il processo di politica estera per l'attuazione del mandato costituzionale secondo cui occorre rinegoziare e adeguare i trattati internazionali contrari all'articolo 121a della Costituzione. Dato che l'ALC non è compatibile con l'articolo 121a della Costituzione, l'11 febbraio 2015 il Consiglio federale ha adottato definitivamente il mandato negoziale per l'adeguamento dell'ALC dopo aver consultato le Commissioni della politica estera e delle istituzioni politiche delle Camere federali, la Conferenza dei governi cantonali e le parti sociali.
Con i negoziati il Consiglio federale persegue due obiettivi di pari importanza. Da un lato, mira ad adeguare l'ALC di modo che in futuro la Svizzera possa regolare e limitare l'immigrazione tutelando gli interessi globali dell'economia e, dall'altro, intende assicurare la via bilaterale quale base dei rapporti con l'UE.
La strategia del Consiglio federale per l'attuazione delle nuove disposizioni costituzionali a livello di politica interna ed estera consiste nel condurre e coordinare tutti i lavori parallelamente al fine di conseguire il miglior risultato possibile per la Svizzera.
Il Consiglio federale è consapevole che un fallimento dei negoziati rappresenta uno dei possibili scenari relativi all'evolversi del processo di attuazione sul piano della politica estera. Non ritiene tuttavia opportuno prendere già ora una decisione su uno dei vari scenari possibili. Una decisione affrettata indebolirebbe inutilmente la posizione negoziale della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.