14.449 · Iniziativa parlamentare · 2014-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:
La legge sui cartelli è da completare come segue:
Art. 4
...
Cvp. 2bis
Per impresa con una posizione di dominio relativo si intende un'impresa da cui altre imprese offerenti o acquirenti di determinati beni o servizi commerciali, che esse producono in misura essenziale o di cui necessitano per la loro azienda, dipendono in misura tale da privarle di possibilità sufficienti e ragionevolmente esigibili di rivolgersi a imprese terze.
...
Art. 7
Cpv. 1
Le pratiche di imprese che dominano il mercato o con una posizione di dominio relativo ...
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Begründung
Nell'ambito della revisione respinta della legge sui cartelli, con una netta maggioranza il Consiglio degli Stati ha adottato un articolo inteso a mettere un freno all'eccessivo sfruttamento del potere d'acquisto da parte delle imprese estere. Anche la CET-N ha riconosciuto il problema dei prezzi più elevati in Svizzera e si è espressa chiaramente a favore di una soluzione di compromesso ("posizione di dominio relativo"). Per differenti ragioni il Consiglio nazionale non è entrato in materia sul progetto. Pertanto sussiste ancora la necessità di intervenire sui prezzi eccessivi all'importazione. Occorre abolire l'obbligo d'acquisto effettivo in Svizzera che rappresenta un ostacolo al commercio privato.
Differenti PMI, ristoranti, alberghi, il commercio, grandi imprese, ma anche ospedali, università, le FFS e l'amministrazione pubblica dipendono da mezzi di produzione, materie prime o prestazioni anticipate provenienti dall'estero; tuttavia devono spesso accettare prezzi molto più elevati di quelli fatturati ad acquirenti comparabili residenti nel Paese del fornitore. In questo modo i costi di produzione, già per sé più elevati rispetto all'estero, e quindi i prezzi finali dei prodotti subiscono un inauspicabile aumento. Molte di queste imprese devono smerciare i loro prodotti in Svizzera e all'estero dove subiscono la concorrenza dei prodotti locali. I cosiddetti supplementi Svizzera riducono la loro competitività con conseguenti ripercussioni negative sulle entrate e sugli stipendi e infine anche sul numero dei posti di lavoro.
I prezzi eccessivi all'importazione comportano un conseguente deflusso di ingenti capitali verso i fornitori all'estero. La "NZZ" lo definiva "l'altro furto". I cosidetti supplementi Svizzera obbligano le imprese nazionali a pagare prezzi più alti rispetto a quelli della concorrenza, costringendole in pratica, a differenza della concorrenza estera, a una gestione economica inefficiente. Questi aspetti incidono molto negativamente sull'economia nazionale, considerando che un terzo circa delle PMI genera più del 50 per cento della propria cifra d'affari all'estero.